Sunday, May 31, 2009

Allenamenti degli allievi regionali della Vigor Senigallia - Mister Corrado Capotondo

Quando questo sito è passato dal semplice blog su piattaforma blogger ( http://allenatorenelpallone.blogspot.com ) all'indirizzo www.allenatorenelpallone.info , l'obiettivo era quello di far diventare il sito un punto di incontro e di confronto fra tutti gli allenatori e gli operatori in generale del settore giovanile. Fra le varie idee in cantiere c'era una rubrica dove pubblicare le sedute di allenamento e le riflessioni di chiunque avesse voluto portare il contributo : una gradita e-mail di Mister Corrado Capotondo mi da l'opportunità di inaugurare questa sezione del sito.

Ricevo e pubblico 12 sedute molto interessanti svolte da Mister Capotondo con gli allievi regionali della Vigor Senigallia nella stagione 2008-2009 :


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Nel ringraziarlo , rinnovo l'invito a chiunque volesse dare il proprio contributo al confronto ad inviare sedute di allenamento , programmazioni e semplici riflessioni all'indirizzo ing.ciampichetti@(togliquesto)gmail.com . Ricordo inoltre che è ancora attivo il forum , che stenta a decollare ma che sono certo possa essere un utile strumento per confrontarci e arricchirci a vicenda.

Sunday, May 10, 2009

La presa di posizione - 3° parte : il timing

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di posizionarsi rispetto al possessore di palla nel caso in cui esso sia fronte alla porta o spalle alla porta.

Come in ogni progressione didattica , queste prime esercitazioni miravano ad un obiettivo minimo : insegnare ai ragazzi a riconoscere le due diverse situazioni di gioco ( attaccante spalle alla porta e attaccante fronte alla porta ) e ad associare immediatamente il relativo comportamento da tenere.

Purtroppo ( o per fortuna ) , nella situazione reale di gara raramente capitano situazioni di gioco in cui applicare questa associazione per così dire statica , molto più spesso ci si trova in contesti dinamici dove l'avversario può cambiare la sua condizione da frontale a di spalle (e viceversa) in pochi istanti.

Una situazione tipica , ad esempio , è quella riportata in figura ( per comodità sono stati riportati solo la palla - o meglio il portatore di palla - il difensore e il suo diretto avversario , nelle esercitazioni successive saranno introdotti anche altri avversari e compagni) :
L'avversario spalle alla porta sta per ricevere palla e ci si potrà trovare nelle seguenti situazioni :

1) la distanza fra attaccante e difensore nel momento in cui parte la palla è sufficiente all'attaccante per voltarsi e puntare frontalmente il difensore
2) la distanza è tale che il difensore fa in tempo ad "accorciare" e portarsi a contatto con l'attaccante impedendogli di voltarsi
3) la distanza è minima e l'attaccante non si approssima con sufficiente velocità al portatore di palla e/o non protegge a sufficienza la palla.

Il ventaglio di soluzioni al problema da parte del difensore sono sempre le stesse ( posizione di guardia a distanza di sicurezza con indirizzamento dell'avversario , pressione di spalle a contatto con l'avversario e , solo qualora si sia certi di prendere la palla , l'anticipo ) : la difficoltà sta nel riconoscere il problema perché, che come dicevamo in precedenza, la situazione non è statica ( l'avversario fermo con la palla come nel gioco delle "sedie musicali" ) ma dinamica. Per di più i parametri che deve determinare il difensore per discernere in quale delle tre situazioni si trovi sono molti : distanza di partenza fra difensore e attaccante , velocità di trasmissione della palla , velocità con cui l'attaccante si sta avvicinando alla palla , velocità massima che l'attaccante è in grado di esprimere e velocità massima che il difensore è in grado di esprimere.

Una errata percezione della situazione può significare mandare l'uomo in porta. . Infatti può capitare che :

a) il difensore percepisce erroneamente che la distanza non sia sufficiente all'attaccante per voltarsi , si avvicina a grande velocità per portarsi a contatto ( soluzione al problema dell'attaccante voltato di spalle ) , ma questi fa in tempo a voltarsi e a sorprenderlo in velocità. In altre parole il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 1 ma la situazione reale è quella descritta al punto 2

b) il difensore pensa di non essere sufficientemente vicino all'attaccante da potersi portare a contatto , lasciandogli la possibilità di voltarsi e puntarlo frontalmente ( il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 , mentre in realtà la situazione reale è quella descritta al punto 1 ). Questo errore è generalmente meno grave del precedente , perché il difensore eccede in prudenza : l'attaccante ha comunque l'indubbio vantaggio di poter puntare frontalmente il difensore e dribblarlo , mentre spalle alla porta col difensore a contatto avrebbe molto più probabilmente optato per un passaggio di scarico.

c) il difensore pensa di poter anticipare l'attaccante , che invece è più veloce e lo taglia fuori ( il difensore percepisce la situazione 3 in luogo della situazione 2 ).

d) il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 invece si trova nella situazione 3 : questo errore è quello che causa meno problemi alla squadra , perché in fondo si tratta soltanto di un mancato anticipo e quindi di un mancato recupero della palla. L'attaccante si trova comunque voltato di spalle con un difensore a contatto e difficilmente potrà rendersi pericoloso. Per questo motivo dico ai miei ragazzi che l'anticipo ( soprattutto sulla propria tre/quarti ) va tentato solo se si è certi di intercettare la palla.

La capacità di riconoscere il problema ed associare la giusta soluzione è un mix di di esperienza , percezione e capacità coordinative che solo in parte si possono insegnare , perché in parte faranno sempre parte del bagaglio genetico del ragazzo , del suo intuito e della sua predisposizione.

Possiamo comunque provarci con esercitazioni come quella mostrata in figura ( l'esercitazione si svolge in parallelo su due gruppi , sia sulla fascia destra che su quella sinistra ) :
Situazione 1c1 con attaccante che parte spalle alla porta : Un centrocampista C esegue uno slalom in guida della palla su dei conetti , terminato il quale l'attaccante A , che parte dal lato più lontano del quadrato di gioco , si farà incontro per ricevere palla. Il difensore D parte alle spalle di A secondo tre differenti distanze determinate da tre differenti cinesini ( che per comodità potranno essere di 3 colori diversi ). L'obiettivo è superare il difensore ed entrare in guida della palla in una delle due porticine : il goal sulla porticina interna vale 3 punti , quello sulla porticina esterna vale 1 punto. Ovviamente l'istruttore chiamerà di volta in volta la partenza da uno dei 3 cinesini per far variare continuamente il tempo e lo spazio che deve percepire il difensore.

variante 2c1 : se i difensori sono così bravi che l'attaccante raramente riesce a voltarsi , si può far partecipare al gioco anche il centrocampista C , creando così un 2c1. Si possono ad esempio assegnare : 4 punti se l'attaccante riesce a fare goal nella porticina interna senza appoggiarsi al centrocampista , 3 punti se riesce a fare goal nella porticina interna aiutandosi col centrocampista , 2 punti se riesce a fare goal nella porticina esterna senza appoggiarsi col centrocampista , un punto se riesce a fare goal nella porticina esterna appoggiandosi col centrocampista.

Tuesday, April 14, 2009

La presa di posizione - 2° puntata : 1c1 con attaccante fronte alla porta e 1c1 con attaccante spalle alla porta

La scorsa esercitazione sulla presa di posizione nell'1c1 è piaciuta ai ragazzi e quindi ho deciso di riproporla ogni tanto come forma di riscaldamento, introducendo però di volta in volta qualche variante.

Così come era stata pensata nel post precedente , però , si riduce ad una sola casistica e cioè la presa di posizione rispetto ad un avversario :
1) in possesso di palla
2) orientato fronte alla porta
3) senza compagni né avversari (1c1 puro).

Le prime volte che si propone l'esercizio , limitarsi ad un caso circostanziato non è un limite , anzi : permette di concentrarsi su una situazione specifica evitando , come già detto mille volte in questo blog , di proporre troppe nozioni tutte in una volta ( troppa informazione = nessuna informazione ). Una volta però che i ragazzi hanno ben compreso come si affronta in 1c1 un portatore di palla fronte alla porta , si può allargare l'orizzonte : eliminando il vincolo elencato al punto 2 si può ad esempio passare a considerare entrambi i casi in cui il portatore di palla sia fronte alla porta e spalle alla porta , insegnando ai ragazzi a riconoscere immediatamente le due situazioni e ad associare ad ognuna di esse un diverso comportamento tattico.

Il setting dell'esercitazione , a questo punto , non potrà più prevedere solamente la disposizione di un certo numero di palloni nella metà campo , perché i ragazzi dovranno essere in grado di distinguere fra il caso del portatore fronte alla porta e quello del portatore spalle alla porta.

Una possibile soluzione ( da adottare ad esempio se il numero di ragazzi a disposizione è limitato ) potrebbe essere quella di posizionare dei conetti a rappresentare l'avversario : la palla pochi centimetri avanti il conetto rappresenta un avversario fronte alla porta , la palla pochi centimetri dietro il conetto significa l'avversario spalle alla porta.

Su come affrontare un attaccante frontalmente si è già detto nello scorso post , in questa esercitazione dobbiamo riuscire a trasmettere ai ragazzi l'importanza di dare una pressione molto più ravvicinata in caso di portatore spalle alla porta , per impedirgli di voltarsi ed obbligarlo a far ricominciare l'azione. In pochissimi istanti dovranno essere in grado di effettuare l'associazione : portatore frontale = disposizione a distanza di sicurezza in posizione di guardia , portatore di spalle = immediatamente a contatto per impedirgli di voltarsi.

Se questo portarsi immediatamente a contatto significhi un effettivo contatto petto-dorso ( il buon vecchio "attaccati e allarga le braccia" che ci ricordavano i nostri allenatori ) o invece porsi in posizione di guardia ad una distanza molto ravvicinata ( la distanza di un braccio, diceva Beppe Bergomi in un interessantissimo articolo sul nuovo calcio ) è una questione da affrontare successivamente : quando saranno adulti sarà certamente preferibile questa seconda soluzione , perché affronteranno attaccanti smaliziati che sfrutteranno l'appoggio per fare perno e voltarsi verso la porta ( che era proprio l'obiezione portata da Bergomi in quell'articolo ) . Come prima proposta nelle categorie inferiori ( ricordo che stiamo parlando di esordienti 1° anno ) io propenderei invece per il contatto petto-dorso , perché quello che mi preme sottolineare è che un portatore di spalle va affrontato molto più da vicino di un portatore frontale. Una volta appreso questo concetto fondamentale ( che non è così scontato neanche nelle prime squadre , dato che ancora capita di assistere a giocatori adulti che si dimenticano di "accorciare" sull'avversario spalle alla porta permettendogli di voltarsi agevolmente ) potremo pian piano insegnare loro come non dare l'appoggio all'attaccante "smaliziato".

Tornando all'esercizio in questione , se si dispone di un sufficiente numero di allievi si possono anche dividere i ragazzi in due gruppi : quelli di un gruppo svolgeranno i ruoli di "attaccanti" e quelli del gruppo restante saranno i "difensori" che dovranno allenarsi sulla presa di posizione. Ho messo le virgolette perché i ruoli nell'esercizio non hanno necessariamente correlazione con i ruoli in campo e dopo un certo numero di esecuzioni i due gruppi si invertiranno : anche un attaccante , infatti , può trovarsi in partita ad affrontare un portatore di palla frontale o di spalle e deve sapere come farlo.

Se si ha un sufficiente numero di ragazzi a disposizione , questa seconda soluzione è certamente da preferire , per due buone ragioni :

1) per questioni logistiche : si evita di perdere tempo a posizionare i conetti e dividendo i ragazzi in due squadre con due colori della casacca si può ad esempio far seguire o precedere l'esercizio da un normale possesso palla. Oppure si può organizzare l'esercizio in modo che prima tutti i giocatori eseguano una guida della palla secondo varie modalità ( interno , esterno , pianta del piede , figura A ) poi , al fischio dell'istruttore , gli "attaccanti" si arrestano mantenendo l'orientamento che hanno maturato ( fronte o spalle alla porta ) , mentre i difensori abbandonano la palla correndo a posizionarsi sulla traiettoria attaccante-palla secondo le modalità suddette ( figura B ).


figura A


figura B

2) per questioni di specificità : attaccare un avversario in carne ed ossa è molto più simile al contesto di gara che non attaccare un conetto. L'importanza della memoria visiva , tattile e cinestetica nell'apprendimento infatti non è da trascurare : senza scomodare i neuroni specchio ( sui quali comunque consiglio la lettura del libro di Riccardo Capanna Allenare Oggi : Le quattro regole d'oro ) è intuitivo comprendere che una esperienza motoriamente vissuta e ripetuta si ricorda meglio e si associa più facilmente in gara alla situazione di gioco contingente , piuttosto che una spiegazione astratta. Inoltre sostituendo i conetti con degli attaccanti veri si ha il notevole vantaggio che l'esercio statico sulla presa di posizione si tramuti immediatamente in un esercizio dinamico , cioè un vero e proprio 1c1 : alla chiamata nominale dell'istruttore ciascuna coppia inizierà ad affrontarsi con il vincolo per l'attaccante di concludere entro un tempo prestabilito. Ecco che l'esercizio allena anche i tempi di reazione e la velocità di ragionamento ( psicocinetica ).

Tuesday, April 7, 2009

Seduta di allenamento sui tempi e i modi dello smarcamento mediante taglio e sulla guida della palla a testa alta

Assistere, durante una partita di calcio, giocata a qualsiasi livello, ad un passaggio filtrante su un giocatore in corsa che si inserisce in uno spazio liberato da un compagno, genera sensazioni positive.Tale movimento può essere spontaneo; spesso però questa combinazione di gioco è frutto di abilità che, attraverso un appropriato allenamento, si possono migliorare.Tale tipo di azione non può essere efficace se è la risultante di un gioco espresso da un solo individuo, seppur di talento , ma essa deve coniugare in modo sinergico il lavoro di più giocatori : mi è già capitato in altri post del blog di citare le parole di Massimo De Paoli , che ritengo uno dei migliori allenatori di settore giovanile che vi siano in Italia e non solo in Italia.

Questa riassume bene la mia visione della fase offensiva , quella che cerco di trasmettere ai miei ragazzi , perché voglio che si abituino già dagli esordienti a vedere gli spazi vuoti come un pieno di possibili ( per usare ancora le parole di De Paoli ) e , se gli spazi vuoti non ci sono , a saperseli creare . La frase in oggetto ha inoltre il merito di farci vedere una situazione come il passaggio filtrante per quello che è : l'azione sinergica fra due o più giocatori , che per poterla mettere in pratica devono possedere determinati pre-requisiti. Abituati a vedere partite di adulti e anche di alto livello , probabilmente si tende a dimenticare quanto lavoro può esserci dietro una situazione del genere , svolto da noi allenatori del settore giovanile.

Perché due giocatori della categoria esordienti o giovanissimi siano posti nelle condizioni di effettuare un passaggio filtrante con taglio , avremmo dovuto insegnare loro :

1) a vedere lo spazio vuoto come un'opportunità per lo smarcamento
2) qualora questo spazio non ci sia , a crearselo con movimenti opportuni ( movimento a mezzaluna o a spezzata prima ad allargare e poi a stringere )
3) a passare la palla con i tempi opportuni
4) a passare la palla con la forza opportuna
5) a smarcarsi e ricevere la palla con i tempi opportuni
6) a guidare e/o ricevere la palla a testa alta o almeno sfruttando la visione periferica per poter cogliere il movimento dell'attaccante che si sta inserendo.

La seduta di allenamento che segue si propone di allenare tutte queste abilità.


Strumento fondamentale di tutte le esercitazioni situazionali della seduta sono i 3 o 4 paletti allineati , che solitamente completo con una casacca ciascuno perché sia ben chiaro che rappresentano una linea difensiva composta da 3 o 4 avversari , perché si tratta di un metronomo straordinario : imponendo il vincolo che vale la regola del fuorigioco , i ragazzi hanno immediatamente una autovalutazione sui tempi del passaggio e dello smarcamento , perché hanno immediatamente il feedback sulla riuscita o meno della giocata ( fuorigioco = giocata non riuscita , in gioco = giocata riuscita ).

All'istruttore spetterà casomai cercare di far capire ai ragazzi dove e cosa hanno sbagliato : anticipo o ritardo nello smarcamento in verticale , anticipo o ritardo nel passaggio e nel caso di ritardo se questo è dovuto ad una ricezione errata piuttosto che ad una guida a testa bassa che non ha permesso di cogliere il movimento dell'attaccante.

Wednesday, March 25, 2009

L'ultimo treno per il professionismo

Da qualche tempo mi sto appassionando al tema dello scouting , ovvero a quell'insieme di attività che portano a riconoscere in un giovane giocatore il possibile talento che può raggiungere i massimi livelli del calcio professionistico.

Una domanda che mi sono sempre posto è quando si possa dire che un ragazzo , per quanto possa sembrarci bravo , abbia ormai perso il treno. Ho posto la domanda a diversi addetti ai lavori e la risposta più frequente è che se terminati i giovanissimi il ragazzo è ancora fra i regionali o peggio ancora fra i provinciali , il treno può dirsi perso. Non discuto che nel 99,9% dei casi sia così , perché è abbastanza evidente.

Per questo , forse , mi affascina quel restante 0,1% di casi in cui i ragazzi restano fino a tarda età fuori dal mondo del professionismo e poi , come d'incanto , inziano la risalita fino ai massimi vertici : per massimi vertici intendo ad esempio la vittoria dei mondiali , come è avvenuto ad esempio a Fabio Grosso , che pochi lo sanno ma fino a 22 anni giocava in eccellenza con la Renato Curi.

Una categoria più in basso giocava Stefano Guberti ( e precisamente nella promozione sarda con l'Asseminese ) , uno dei giocatori più ambiti del mercato in questi ultimi mesi , passato dall'Ascoli al Bari e con la squadra salentina disputerà con tutta probabilità il prossimo campionato di serie A.

Ancora più in basso è partito Riccardo Zampagna , che a 22 anni giocava ancora in prima categoria con l'Amerina. Consiglio la lettura di questo interessante articolo sulla gazzetta di qualche anno fa.

E' chiaro che si tratta di casi limite , che come si diceva rappresentano un'infima percentuale rispetto al percorso classico costituito dalla trafila nei settori giovanili delle squadre professionistiche. Però sono casi che mi affascinano e probabilmente tornerò a parlarne in futuro.

Thursday, March 19, 2009

Corso di aggiornamento dell'Ascoli Soccer Academy

La scorsa settimana sono stato al corso di aggiornamento dell'Ascoli Soccer Academy. Riporto qui il resoconto che ho già pubblicato sul sito della società:

Torniamo a insegnare la tecnica

Torniamo ad insegnare (bene) la tecnica : volendo riassumere in una battuta quanto emerso al corso di aggiornamento 2009 dell'Ascoli Soccer Academy , è questa la preoccupazione che ci riportano i nostri tecnici che hanno partecipato al convegno svoltosi in quel di Ascoli il 9 e 10 Marzo scorsi.

Chiaramente si tratta di una forzatura "giornalistica" , perché le trattazioni e le argomentazioni sono state ben più ampie e articolate e cercheremo di farne un resoconto il più possibile fedele , però certamente si può affermare che la preoccupazione per l'insegnamento della tecnica , sia di base che applicata , è stato il filo conduttore delle lezioni in aula e sul campo tenute da Mister Attilio Maldera ( docente di tecnica e tattica calcistica presso il centro di Coverciano ) e di Mister Massimo Cacciatori ( anch'egli docente del settore tecnico di Coverciano ai corsi per allenatori ) : troppa fretta di insegnare la tattica collettiva , spesso con metodi prettamente analitici che soffocano il pensiero tattico dei ragazzi e la loro libera iniziativa , dimenticando che , come ricordato da Mister Maldera , non può esserci tattica senza la tecnica e senza una buona padronanza della palla.

Argomento ripreso e confermato anche da Mister Franco Colomba , che ha allietato i partecipanti al convegno con un'oretta di conversazione : l'allenatore ex Reggina , Napoli e Verona , ha confermato come anche nelle più alte categorie del calcio professionistico italiano si sta osservando una certa inversione di tendenza , rispetto alla forte predominanza che l'aspetto fisico-condizionale ha avuto su quello tecnico negli ultimi 20 anni.

La prima giornata del seminario

Andiamo con ordine : il convegno si è aperto la mattina di Lunedì 9 Marzo con la relazione della Dott.ssa Raimonda Minervino , psicopedagogista e mediatrice familiare nonché collaboratrice dell'A.C. Milan. Dopo un breve ripasso del profilo psico-motorio dei ragazzi per ciascuna fascia d'età ( certamente già noto a tutti i partecipanti ) l'interessante chiave di lettura è stato il ribaltamento della prospettiva : dall'analisi psicopedagogica dei ragazzi ad una proposta di autovalutazione introspettiva , sotto l'aspetto psicologico e caratteriale , degli allenatori presenti.

E' stato chiesto a ciascuno di mettersi in gioco , compilando un questionario in cui gli istruttori sono stati invitati a confrontare la percezione che avevano di sé stessi , con quella che dall'esterno appare a ragazzi , genitori , dirigenti. Obiettivo finale , cercare di comprendere se si ha un carisma innato o se è il caso di migliorarsi per costruire quanto più possibile questa dote , imprescindibile per ogni allenatore.

Interessante anche l'analisi riservata alle dinamiche di gruppo , anche qui con un ribaltamento della prospettiva rispetto agli argomenti solitamente trattati nei corsi per allenatori : non soltanto l'analisi delle dinamiche all'interno del proprio gruppo di giocatori , ma l'analisi di ciascun allenatore all'interno delle dinamiche di gruppo con i colleghi , il responsabile tecnico , la società. L'importanza di buone dinamiche relazionali fra i tecnici della stessa società è emersa anche nel dibattito a margine , dove la compattezza di tecnici e società nel condividere e perseguire gli obiettivi societari è stata unanimemente riconosciuta dai presenti come la migliore garanzia di fronte a eventuali ingerenze dei genitori e problemi con i ragazzi.

Al termine della relazione della Dott.sa Minervino , Mister Maldera e Mister Cacciatori hanno offerto una panoramica del lavoro che si sarebbe svolto nel pomeriggio , al termine del pranzo servito presso la bellissima struttura di Villa Pigna a Castignano , nella cui sala convegni si sono svolte le lezioni in aula . Le lezioni pratiche si sono tenute in uno dei campi sintetici del Centro Sportivo Città di Ascoli , letteralmente un gioellino di struttura che nulla ha da invidiare ai vari Zingonia o Trigoria dovetua distanza di pochi metri si allenano sia i giocatori della prima squadra di mister Colomba che tutti i ragazzi delle giovanili : il miglior biglietto da visita per la volontà dell'Ascoli Calcio di diventare un punto di riferimento a livello giovanile non soltanto nelle Marche ( dove lo è gIà ) , ma in tutto il centro Italia.

La società bianconera ha messo a disposizione delle dimostrazioni di Mister Maldera l'intera squadra giovanissimi 1995 di Mister Schicchi ( seduto a lezione fra i banchi dei tecnici aggiornandi insieme a molti altri istruttori del settore giovanile bianconero ) , che quest'anno ha disputato il campionato regionale e che si appresta ad affrontare nella prossima stagione il campionato giovanissimi nazionali. La seduta è cominciata con esercitazioni di riscaldamento con la palla finalizzate alla guida e al dribbling , per passare poi al gesto tecnico in situazione , incentrato sull'1c1 in fase offensiva e difensiva. Particolare attenzione è stata posta da Mister Maldera sull'intensità , che deve essere il più possibile prossima a quella di gara.

La parola è passata poi a Mister Cacciatori , che ha presentato alcune esercitazioni specifiche per il portiere , avendo a disposizione i portierini della scuola calcio , un estremo difensore della categoria allievi ed uno della categoria primavera : focus sull'importanza di sviluppare per tempo le capacità coordinative , senza le quali qualsiasi calciatore , e il portiere in particolare , sono costretti a gesti contratti , che non permettono di sfruttare in maniera efficiente le capacità condizionali ( e la forza in particolare ) di cui via via vengono a disporre in seguito allo sviluppo. Nei portieri scoordinati , inoltre , al problema dell'utilizzo poco efficace della forza si accompagna il problema dei traumi e degli infortuni : studi statistici hanno dimostrato che un portiere va a contatto anomalo col terreno , durante una seduta di allenamento , dalle 80 alle 200 volte e pertanto l'aspetto del contatto col terreno deve avere un grande rilievo nella preparazione dei portieri.

La seconda giornata

La seconda giornata si è aperta con Marco Stoini , direttore tecnico dell'Ascoli Soccer Academy , che ha presentato il progetto e le sue finalità : rispetto a quanto già noto e pubblicato su questo sito , veniamo a sapere che le società affiliate in tutta Italia sono 54 e che fra allenatori e osservatori lo staff tecnico è composto da circa 40 persone , che permettono all'Ascoli Soccer Academy di operare con capillarità nell'opera di scouting in tutta Italia per la società Ascoli Calcio.

La lezione in aula di Mister Maldera si è aperta con una breve analisi della seduta di allenamento del pomeriggio precedente : l'aspetto che più ha colpito l'attenzione degli stagisti è stata l'intensità con cui i giovanissimi dell'Ascoli avevano affrontato ogni esercitazione , anche la più semplice : intensità che , ha ribadito il tecnico di Coverciano , deve essere quanto più possibile prossima a quella di gara affinché l'esercitazione possa essere allenante. Mister Maldera ha citato come esempio alcune visite effettuate presso alcuni centri calcistici francesi , come quello di Lione , squadra in grado di inserire ogni stagione in prima squadra nuovi elementi capaci di giocarsela anche in competizioni importanti come la Champions League.

La lezione di Mister Cacciatori è stata invece incentrata sull'integrazione del portiere nella squadra : l'ex giocatore di Ascoli , Lazio e Sampdoria ha fatto presente per quanto oggi quasi ogni allenatore sia affiancato da un preparatore che segue specificamente i portieri , ogni tecnico ha comunque il dovere di saper almeno valutare le caratteristiche dell'estremo difensore in relazione alle caratteristiche del proprio modulo di gioco e della propria filosofia del calcio ( non foss'altro perché a pagare le conseguenza di scelte errate è quasi sempre l'allenatore e mai il preparatore dei portieri ) . Tanto per fare un esempio , un allenatore che predilige portare un pressing alto con la linea difensiva spesso nella metà campo avversaria dovrà dotarsi di un portiere abile nelle uscite e tecnicamente valido , mentre chi invece predilige la linea difensiva bassa dovrà invece puntare su un portiere molto sicuro fra i pali.

Nel pomeriggio Mister Maldera ha proposto una seduta di allenamento che ha avuto come obiettivi didattici i tempi e gli spazi di gioco , la differenza fra passaggio sull'uomo e passaggio sullo spazio , lo smarcamento : come riscaldamento sono state proposte esercitazioni in cerchio con passaggio al compagno sullo spazio , che tenendo occupati non soltanto i piedi ma anche e soprattutto la concentrazione possono anche essere ottime proposte per il pre-partita.

Si è passato poi ad esercitazioni sui quadrati : dal celeberrimo esercizio a terne sul quadrato per lo smarcamento ( al compagno in possesso palla vanno sempre date due soluzioni di passaggio ) si è passati ad esercitazioni a gruppi di 5 con un giocatore per ogni vertice , uno interno che funge da sostegno e due dei giocatori sui vertici che incrociano ( soluzioni di passaggio sul lungo o sul corto ) . L'ultima esercitazione non finalizzata è stato un possesso palla 5c2 in un rettangolo per allenare l'alternanza fra passaggio sul corto e passaggio sul lungo , situazione che può capitare in gara sia nel cambio di gioco ( alternanza corto-lungo con passaggio sul lungo in ampiezza ) che nella rapida ricerca della profondità ( alternanza corto-lungo con passaggio lungo in profondità ). Si è poi passati a situazioni di gioco dal 2c2 al 4c4 aggiungendo via via giocatori.

Particolare attenzione in queste esercitazioni finali di tattica collettiva è stata posta sui comportamenti individuali dei giocatori in campo , chiudendo così il cerchio con la preoccupazione iniziale : per quanto un modulo possa essere efficace , per quanto possa essere importante la collaborazione all'interno del collettivo , il giocatore in campo si trova sempre ad effettuare scelte individuali e a dover fronteggiare da solo l'avversario. La più riuscita delle diagonali può risultare inutile se il giocatore che va in pressione sull'avversario non dispone della tattica individuale necessaria ad affrontarlo o se l'avversario dispone di tecnica nettamente superiore per superarlo facilmente in dribbling.

Tuesday, March 17, 2009

Ancora sul cambio di gioco e sulla ricezione orientata : il lancio con traiettoria a parabola di interno collo.

Ho messo sotto forma di seduta di allenamento le esercitazioni che erano state presentate nel post sulla ricezione orientata e sul cambio di gioco. Chi volesse scaricare la seduta può farlo cliccando sull'immagine

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Prerequisito per la riuscita delle esercitazioni 3-4-5-6 è la capacità dei ragazzi di passare la palla con traiettoria aerea calciandola di interno collo : prerequisito non sempre soddisfatto da ragazzi della categoria esordienti , quindi se vi sono lacune è bene soffermarsi sull'esercitazione 2 , magari insegnando prima a calciare la palla da fermo e poi in movimento.

Una chiave di lettura per suggerire ai ragazzi la corretta esecuzione di un lancio a parabola di interno collo consiste nel far loro osservare che quelli che potevano essere degli errori nel calcio di collo pieno , qui sono degli accorgimenti da attuare consapevolmente :

1) se nel calcio di collo pieno la rincorsa deve essere rettilinea , nel lancio di interno collo deve essere leggermente obliqua rispetto alla palla
2) se nel calcio di collo pieno il busto deve essere inclinato in avanti , quasi a coprire la palla , nel lancio di interno collo la copertura è inferiore e anzi per parabole particolarmente accentuate deve essere anche lievemente inclinato all'indietro
3) idem per il piede di appoggio : è meno vicino alla palla che non nel tiro di collo e per parabole particolarmente accentuate può essere anche poggiato qualche centimetro indietro rispetto alla palla.

Thursday, March 12, 2009

Il tiro di collo pieno ( 3° parte ) : l'importanza delle braccia

Riprendiamo la serie di post sugli errori più comuni nel tiro in porta di collo pieno affrontando l'aspetto delle braccia ( qui le puntate precedenti : 1 , 2 ).

L'importanza di un uso corretto e coordinato delle braccia nei gesti tecnici del calcio è spesso sottovalutata , mentre a mio parere è di fondamentale importanza: il motivo è il rapporto intimo che esiste fra una capacità condizionale come la forza e le capacità coordinative. Rapporto che , per semplificare , potrebbe essere riassunto dallo slogan di un noto spot pubblicitario di qualche anno fa : la potenza è nulla senza il controllo.

Per dirla con termini più tecnici un giocatore coordinato è in grado di :

1) reclutare un maggior numero di fibre muscolari rispetto al giocatore scoordinato

2) esercitare il giusto controllo fra muscoli agonisti ed antagonisti , che possono lavorare in sinergia con un minore dispendio di energia e un maggiore rendimento nell'utilizzo della forza massima a disposizione rispetto al giocatore scoordinato.

Questo spiega perché giocatori che non fanno dell'ipertrofia il loro punto di forza ( Mihailovic , Kakà , Totti ) , sono in realtà in grado di calciare la palla con una velocità superiore a quella di colleghi dotati invece di una massa muscolare più sviluppata.

Per fare un termine numerico , fatta 100 la forza massima di un giocatore che potremmo definire "ipertrofico" , se questi è in grado di utilizzare solo il 50% della forza a sua disposizione , sarà in grado di calciare la palla con una forza inferiore rispetto a un giocatore che ad esempio ha il 30% di forza in meno ma è in grado di trasferirne nel gesto il 90% ( 70%*90%=63% > 50% ). Eventuali laureati in scienze motorie all'ascolto mi passino le cifre che probabilmente non hanno riscontro reale come ordine di grandezza , ma quello che mi premeva era far capire il concetto.

Volendo utilizzare termini ancora più popolari , potremmo dire che il giocatore scoordinato calcia in maniera contratta , mentre il giocatore coordinato diciamo volgarmente che è "sciolto". Ebbene , tutta questa per premessa per dimostrare quanto segue: calciare con le braccia ancorate al corpo e non coordinate con i movimenti degli arti inferiori è il classico esempio di esecuzione di un gesto contratto , che riduce inevitabilmente la forza massima imprimibile alla palla.

Le immagini spesso parlano più di mille parole:



Volendo passare a suggerire degli esercizi correttivi , è difficile trovarne di specifici per il movimento delle braccia nel gesto del tiro. E' piuttosto una questione riconducibile alla coordinazione generale e ad una corretta tecnica di corsa , che da molta importanza al movimento coordinato delle braccia. Si possono quindi proporre i soliti skip le tipiche andature preatletiche che servono a migliorare la tecnica di corsa , alcune delle quali sono riassunte in questo video :



Una successione particolarmente redditizia può essere la seguente : andatura preatletica o skip + sprint + tiro in porta. Nell'andatura o nello skip si solleciterà il ragazzo ad un uso coordinato delle braccia , movimento che andrà mantenuto anche nella fase di sprint e che , per esperienza , avrà quasi inevitabilmente un transfer nella fase di tiro , con un uso delle braccia meno contratto.

In altre parole migliorando la tecnica di corsa ( e in particolare l'uso delle braccia ) in quella particolare forma di sprint che è la rincorsa per il tiro , si migliora inevitabilmente anche il tiro stesso perché si passerà pian piano da un gesto contratto ad un gesto tecnicamente e coordinativamente efficiente.

Tuesday, March 3, 2009

Ancora una rivisitazione dei giochi popolari : la presa di posizione e il "gioco delle sedie"

Dopo rubabandiera e un-due-tre-stella , eccomi a proporre di nuovo una rivisitazione di un gioco popolare da applicare ad uno specifico aspetto di tecnica di base ( un-due-tre-stella era finalizzato alla guida della palla ) o di tattica individuale ( il rubabandiera era finalizzato alla protezione della palla ) , raccogliendo l'invito a riscoprire queste forme di gioco e ad applicarle nella scuola calcio che Stefano Bonaccorso ci ha proposto durante la visita con l'AIAC Macerata al centro di Zingonia ( e che da quanto leggo continua a proporre sulle pagine della rivista Il nuovo calcio ).

Ricordate il gioco detto delle sedie musicali o più semplicemente noto come gioco delle sedie? Si disponevano in cerchio un numero di sedie di una unità inferiore al numero di partecipanti ; si faceva partire la musica e allo spegnimento della stessa si doveva cercare di occupare una sedia libera , cercando di non rimanerne senza e quindi venire eliminati. Si procedeva di questo modo eliminando un giocatore ad ogni manches fino a determinare il vincitore.

L'esercizio che vado a proporre è stato pensato osservando gli errori di presa di posizione dei due esterni di centrocampo della mia squadra durante una partita : capita molto spesso che terminata l'azione impieghino più del dovuto per recuperare ed opporsi efficacemente al loro diretto avversario.

Succede infatti quanto vado a mostrare nella figure che seguono : trovandosi in ritardo rispetto al portatore che guida la palla nella loro fascia di competenza ,lo rincorrono come mostrato in figura 1 , molto spesso senza riuscire a raggiungerlo ; un simile errore denota una mancata comprensione del principio della presa di posizione : in fase di non possesso palla uno dei primi obiettivi del difendente deve essere quello di interporsi fra porta e avversario in possesso palla.




Se infatti , anziché tenere come unico riferimento l'avversario in possesso della palla , tenessero come riferimento la traiettoria avversario-porta e cercassero come primo obiettivo di porsi in un punto lungo di essa ( figura 2 ) , avrebbero una probabilità molto maggiore di riuscire a contrastare il diretto avversario perché dovrebbero percorrere uno spazio molto inferiore.




Ecco dunque il gioco , che può essere proposto utilmente come forma di riscaldamento e posso testimoniare che ai ragazzi è risultato particolarmente gradito :




si dispongono su una metà campo un numero di palloni di una unità inferiore rispetto al numero di giocatori ( a simboleggiare altrettanti avversari in possesso palla ai quali bisogna interporsi ) e si chiede ai ragazzi di svolgere esercitazioni di movimento dentro la zona indicata con A in figura , delimitata da cinesini; corsa in ordine sparso , diverse forme di skip e di andature preatletiche ; al via dell'istruttore dovranno correre a posizionarsi lungo la traiettoria fra uno qualsiasi dei palloni e la porta.




Ovviamente , dato il numero di palloni , uno dei giocatori resterà senza pallone da difendere e avrà perso la manche in oggetto , però è controproducente ricorrere alle eliminazioni e togliere un pallone , come sarebbe avvenuto nel gioco delle sedie musicali : è sufficiente comminare una penalità al giocatore che resta senza "pallone da difendere" e il vincitore sarà colui che dopo un determinato numero di manches ( 10 , 15 , ecc ) avrà accumulato il minor numero di penalità.

Varianti :

1) dopo un certo numero di ripetizioni , non sarà sufficiente posizionarsi lungo la traiettoria avversario-porta , ma bisognerà andare in pressione all'ipotetico avversario posizionadosi quella che affrontando l'1c1 dalla parte del difensore è stata definita distanza di sicurezza ( un metro , un metro e mezzo ) e in posizione di guardia per orientare l'avversario verso la fascia. Chi sbaglia a posizionarsi o ad orientarsi prende una penalità.

2) si parte dai quadrati indicati con le lettere A,B,D in figura , per abituare i ragazzi ad interporsi all'avversario proveniendo da qualsiasi parte del campo.

Thursday, February 19, 2009

L'1c1 difensivo : questioni generali ed una esercitazione specifica

L'esercizio che propongo in questo post è pensato per chi , come il sottoscritto , ha a disposizione solo due allenamenti a settimana ed è quindi costretto a proporre esercitazioni che allenino contemporaneamente più aspetti , sia durante le esercitazioni tecnico-tattiche che in quelle coordinativo-motorie.

In questo caso , parlando di 1c1 , molteplici sono le situazioni in cui il difensore può affrontare l'avversario in possesso palla : 1c1 con attaccante voltato spalle alla porta , 1c1 frontale in zona centrale , 1c1 frontale su una fascia laterale.

L'esercizio si presta bene a riepilogare come comportarsi in queste diverse situazioni , che andrebbero precedentemente affrontate una per una , altrimenti per il ben noto principio troppa informazione = nessuna informazione rischiamo di proporre un carico eccessivo di nuove nozioni in un'unica dose, col rischio concreto che nessuna di esse venga appresa in forma stabile.

In precedenza avremo cioè dover spiegato ai nostri ragazzi che :

1) affrontando in 1c1 un attaccante voltato di spalle , al limite dell'area o comunque in zone dove può pervenire al tiro , è necessario che il difensore riduca subito gli spazi di manovra dell'avversario , portandosi a contatto petto-schiena e avendo cura di non spingerlo e di non commettere fallo con le braccia , che saranno quindi tenute ben aperte. Per farmi comprendere sono solito dire ai difensori che se costringono l'avversario a passare la palla ad un compagno a sostegno possono ritenere di aver svolto il proprio compito ; se invece l'avversario riesce a girarsi fronte alla porta o a conquistare una punizione , c'è in qualche modo la loro responsabilità. In altre parole l'anticipo sull'avversario di spalle va tentato solo se questi compie evidenti errori di copertura della palla , altrimenti meglio continuare a difendere la porta e obbligarlo a ricominciare l'azione.

2) affrontando un avversario frontalmente su fascia laterale devono cercare di:
2a) andare inizialmente in pressione fino a posizionarsi ad una distanza di sicurezza di circa un metro lungo la traiettoria attaccante-porta ( difesa della porta e presa di posizione , due dei principi fondamentali della tattica individuale in fase di non possesso );
2b) tenere gli appoggi non allineati , me nella posizione che permetta la massima reattività ( quella che Mister Gnagnetti allo stage dell'Ascoli Soccer Acedemy definì di guardia , mutuandola da sport come la scherma e il pugilato );
2c) arretrare con corsa scivolata all'indietro ed appoggi come al punto 2b) , avendo cura di indirizzare l'avversario verso l'esterno , dove è chiaramente meno pericoloso e lo specchio della porta si restringe;
2d) se l'attaccante effettua delle finte o dei cambi di direzione , cercare inanzitutto di tenere fissi gli occhi sulla palla per non farsi ingannare dalle finte e soprattutto cambiare direzione di conseguenza ( per continuare il paragone con la scherma o col pugilato possiamo parlare di cambio da guardia destra a guardia sinistra ) avendo cura di non voltargli mai le spalle , perché la perdita del contatto visivo con l'avversario e la palla può essere fatale;
Riassumendo : anche qui il contrasto e l'intercettamento vanno tentati solo se l'attaccante mostra palesemente di perdere il contatto con la palla; altrimenti si cerca di indirizzarlo verso l'esterno e , in caso di finta , essere più reattivi possibile nel voltarsi e nel capitalizzare il metro di vantaggio iniziale dato dalla cosiddetta distanza di sicurezza.

3) affrontando un avversario frontalmente in zona centrale , rispetto a quanto detto al punto 2 si hanno le seguenti differenze:
3a) la direzione preferenziale verso cui indirizzare l'attaccante non è la fascia più vicina , essendo entrambe le fasce troppo distanti; il difensore dovrà scegliere dove indirizzare l'attaccante sulla base di altri parametri : proprio piede dominante e quindi proprio lato forte , piede non dominante dell'attaccante e quindi suo lato debole , lato dove stanno rientrando eventuali compagni per il raddoppio;
3a) arretrando indefinitamente per mantenere la distanza di sicurezza , si fa guadagnare troppo campo all'attaccante e avvicinandosi alla porta sarà sempre più difficile chiuderne lo specchio ( viceversa sulla fascia l'avanzamento dell'attaccante produceva un restringimento dello specchio ) ; per questo motivo il difensore dovrà prima o poi contrastare l'avversario e tentare l'intercetto , avendo cura di scegliere l'attimo in cui l'attaccante perde il contatto con la palla ( o addirittura indurlo a scoprirla mediante finte difensive).

Detto questo , passiamo ad illustrare l'esercizio. Si svolge su una metà campo e prevede la partecipazione di 3 centrocampisti (C1,C2,C3) , 1 attaccante (A1) e 2 difensori (D1,D2 ) , disposti in 4 stazioni per i giocatori che attaccano e 2 per i giocatori che difendono , come mostrato nelle figure 1 e 2 ( al termine di ogni esecuzione i giocatori che hanno preso parte all'azione cambiano stazione ).


Figura 1

Figura 2


L'esercizio inizia con C1 che serve A1 nel quadrato. A1 è contrastato spalle alla porta da D1 e dovrà decidere se:

A) voltarsi per concludere, passando per le due porticine contraddistinte dai cinesini rossi : in tal caso l'azione termina , con la chiara certezza per il difensore di aver commesso un errore permettendo all'attaccante di voltarsi;

B) appoggiare nuovamente per C1 ( dai e segui ) , che cambierà gioco per C3 (figura 1); C3 sarà affrontato da D2 in fascia laterale , il cui obiettivo sarà impedirgli di entrare in area ( indirizzamento verso l'esterno , come visto sopra ). Se C1 riesce ad entrare in area deve essere lasciato libero di concludere;

C) appoggiare centralmente per C2 ( figura 2 ), che affronterà un 1c1 in fascia centrale ancora con D2. L'obiettivo per D2 sarà far indirizzare C2 verso l'esterno dell'area o intervenire tentando il recupero quando C2 si sarà avvicinato eccessivamente alla porta. Se C2 è costretto ad uscire dall'area , il difensore ha svolto il proprio compito e l'azione termina con il successo di D2.

Sempre per il principio che non vanno comunicate troppe informazioni tutte insieme , inizialmente si possono omettere i vincoli ( passaggio per le porticine rosse dell'attaccante spalle alla porta , obbligo per il difensore in fascia di non far entrare l'attaccante in area e per l'attaccante in zona centrale di non farsi portare fuori dall'area ) e far svolgere semplicemente tre 1c1. Dopo un certo numero di esecuzioni si introducono i vincoli e se ne spiega il significato.