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Tuesday, April 7, 2009

Seduta di allenamento sui tempi e i modi dello smarcamento mediante taglio e sulla guida della palla a testa alta

Assistere, durante una partita di calcio, giocata a qualsiasi livello, ad un passaggio filtrante su un giocatore in corsa che si inserisce in uno spazio liberato da un compagno, genera sensazioni positive.Tale movimento può essere spontaneo; spesso però questa combinazione di gioco è frutto di abilità che, attraverso un appropriato allenamento, si possono migliorare.Tale tipo di azione non può essere efficace se è la risultante di un gioco espresso da un solo individuo, seppur di talento , ma essa deve coniugare in modo sinergico il lavoro di più giocatori : mi è già capitato in altri post del blog di citare le parole di Massimo De Paoli , che ritengo uno dei migliori allenatori di settore giovanile che vi siano in Italia e non solo in Italia.

Questa riassume bene la mia visione della fase offensiva , quella che cerco di trasmettere ai miei ragazzi , perché voglio che si abituino già dagli esordienti a vedere gli spazi vuoti come un pieno di possibili ( per usare ancora le parole di De Paoli ) e , se gli spazi vuoti non ci sono , a saperseli creare . La frase in oggetto ha inoltre il merito di farci vedere una situazione come il passaggio filtrante per quello che è : l'azione sinergica fra due o più giocatori , che per poterla mettere in pratica devono possedere determinati pre-requisiti. Abituati a vedere partite di adulti e anche di alto livello , probabilmente si tende a dimenticare quanto lavoro può esserci dietro una situazione del genere , svolto da noi allenatori del settore giovanile.

Perché due giocatori della categoria esordienti o giovanissimi siano posti nelle condizioni di effettuare un passaggio filtrante con taglio , avremmo dovuto insegnare loro :

1) a vedere lo spazio vuoto come un'opportunità per lo smarcamento
2) qualora questo spazio non ci sia , a crearselo con movimenti opportuni ( movimento a mezzaluna o a spezzata prima ad allargare e poi a stringere )
3) a passare la palla con i tempi opportuni
4) a passare la palla con la forza opportuna
5) a smarcarsi e ricevere la palla con i tempi opportuni
6) a guidare e/o ricevere la palla a testa alta o almeno sfruttando la visione periferica per poter cogliere il movimento dell'attaccante che si sta inserendo.

La seduta di allenamento che segue si propone di allenare tutte queste abilità.


Strumento fondamentale di tutte le esercitazioni situazionali della seduta sono i 3 o 4 paletti allineati , che solitamente completo con una casacca ciascuno perché sia ben chiaro che rappresentano una linea difensiva composta da 3 o 4 avversari , perché si tratta di un metronomo straordinario : imponendo il vincolo che vale la regola del fuorigioco , i ragazzi hanno immediatamente una autovalutazione sui tempi del passaggio e dello smarcamento , perché hanno immediatamente il feedback sulla riuscita o meno della giocata ( fuorigioco = giocata non riuscita , in gioco = giocata riuscita ).

All'istruttore spetterà casomai cercare di far capire ai ragazzi dove e cosa hanno sbagliato : anticipo o ritardo nello smarcamento in verticale , anticipo o ritardo nel passaggio e nel caso di ritardo se questo è dovuto ad una ricezione errata piuttosto che ad una guida a testa bassa che non ha permesso di cogliere il movimento dell'attaccante.

Tuesday, March 17, 2009

Ancora sul cambio di gioco e sulla ricezione orientata : il lancio con traiettoria a parabola di interno collo.

Ho messo sotto forma di seduta di allenamento le esercitazioni che erano state presentate nel post sulla ricezione orientata e sul cambio di gioco. Chi volesse scaricare la seduta può farlo cliccando sull'immagine

.



Prerequisito per la riuscita delle esercitazioni 3-4-5-6 è la capacità dei ragazzi di passare la palla con traiettoria aerea calciandola di interno collo : prerequisito non sempre soddisfatto da ragazzi della categoria esordienti , quindi se vi sono lacune è bene soffermarsi sull'esercitazione 2 , magari insegnando prima a calciare la palla da fermo e poi in movimento.

Una chiave di lettura per suggerire ai ragazzi la corretta esecuzione di un lancio a parabola di interno collo consiste nel far loro osservare che quelli che potevano essere degli errori nel calcio di collo pieno , qui sono degli accorgimenti da attuare consapevolmente :

1) se nel calcio di collo pieno la rincorsa deve essere rettilinea , nel lancio di interno collo deve essere leggermente obliqua rispetto alla palla
2) se nel calcio di collo pieno il busto deve essere inclinato in avanti , quasi a coprire la palla , nel lancio di interno collo la copertura è inferiore e anzi per parabole particolarmente accentuate deve essere anche lievemente inclinato all'indietro
3) idem per il piede di appoggio : è meno vicino alla palla che non nel tiro di collo e per parabole particolarmente accentuate può essere anche poggiato qualche centimetro indietro rispetto alla palla.

Thursday, March 12, 2009

Il tiro di collo pieno ( 3° parte ) : l'importanza delle braccia

Riprendiamo la serie di post sugli errori più comuni nel tiro in porta di collo pieno affrontando l'aspetto delle braccia ( qui le puntate precedenti : 1 , 2 ).

L'importanza di un uso corretto e coordinato delle braccia nei gesti tecnici del calcio è spesso sottovalutata , mentre a mio parere è di fondamentale importanza: il motivo è il rapporto intimo che esiste fra una capacità condizionale come la forza e le capacità coordinative. Rapporto che , per semplificare , potrebbe essere riassunto dallo slogan di un noto spot pubblicitario di qualche anno fa : la potenza è nulla senza il controllo.

Per dirla con termini più tecnici un giocatore coordinato è in grado di :

1) reclutare un maggior numero di fibre muscolari rispetto al giocatore scoordinato

2) esercitare il giusto controllo fra muscoli agonisti ed antagonisti , che possono lavorare in sinergia con un minore dispendio di energia e un maggiore rendimento nell'utilizzo della forza massima a disposizione rispetto al giocatore scoordinato.

Questo spiega perché giocatori che non fanno dell'ipertrofia il loro punto di forza ( Mihailovic , Kakà , Totti ) , sono in realtà in grado di calciare la palla con una velocità superiore a quella di colleghi dotati invece di una massa muscolare più sviluppata.

Per fare un termine numerico , fatta 100 la forza massima di un giocatore che potremmo definire "ipertrofico" , se questi è in grado di utilizzare solo il 50% della forza a sua disposizione , sarà in grado di calciare la palla con una forza inferiore rispetto a un giocatore che ad esempio ha il 30% di forza in meno ma è in grado di trasferirne nel gesto il 90% ( 70%*90%=63% > 50% ). Eventuali laureati in scienze motorie all'ascolto mi passino le cifre che probabilmente non hanno riscontro reale come ordine di grandezza , ma quello che mi premeva era far capire il concetto.

Volendo utilizzare termini ancora più popolari , potremmo dire che il giocatore scoordinato calcia in maniera contratta , mentre il giocatore coordinato diciamo volgarmente che è "sciolto". Ebbene , tutta questa per premessa per dimostrare quanto segue: calciare con le braccia ancorate al corpo e non coordinate con i movimenti degli arti inferiori è il classico esempio di esecuzione di un gesto contratto , che riduce inevitabilmente la forza massima imprimibile alla palla.

Le immagini spesso parlano più di mille parole:



Volendo passare a suggerire degli esercizi correttivi , è difficile trovarne di specifici per il movimento delle braccia nel gesto del tiro. E' piuttosto una questione riconducibile alla coordinazione generale e ad una corretta tecnica di corsa , che da molta importanza al movimento coordinato delle braccia. Si possono quindi proporre i soliti skip le tipiche andature preatletiche che servono a migliorare la tecnica di corsa , alcune delle quali sono riassunte in questo video :



Una successione particolarmente redditizia può essere la seguente : andatura preatletica o skip + sprint + tiro in porta. Nell'andatura o nello skip si solleciterà il ragazzo ad un uso coordinato delle braccia , movimento che andrà mantenuto anche nella fase di sprint e che , per esperienza , avrà quasi inevitabilmente un transfer nella fase di tiro , con un uso delle braccia meno contratto.

In altre parole migliorando la tecnica di corsa ( e in particolare l'uso delle braccia ) in quella particolare forma di sprint che è la rincorsa per il tiro , si migliora inevitabilmente anche il tiro stesso perché si passerà pian piano da un gesto contratto ad un gesto tecnicamente e coordinativamente efficiente.

Wednesday, February 11, 2009

Il tiro di collo pieno ( 2° parte ) : la punta del piede

Come anticipato in un post precedente iniziamo ad affrontare ad uno ad uno gli errori che impediscono di effettuare correttamente il tiro di collo pieno dal più semplice ( ma non banale come potrebbe sembrare ) : il posizionamento della punta del piede.

Canonicamente , come si può leggere in ogni manuale , la punta deve essere tenuta rivolta verso il basso , con l'articolazione della caviglia rigida , il più possibile allineata con la tibia quasi a costituirne un prolungamento.

Viceversa:

1) se la punta non è sufficientemente rivolta verso il basso , ad arrivare per prime a contatto con la palla saranno parti anatomiche del piede diverse dal collo , tipicamente la punta
2) se l'articolazione non è rigida intervengono fenomeni di assorbimento dell'urto che possono ridurre anche di molto la forza del tiro
3) se la punta non è tenuta diritta , ma c'è un'orientamento verso l'interno o verso l'esterno , il tiro non prenderà la traiettoria rettilinea ma tenderà a sfuggire verso l'esterno o verso l'interno. Non necessariamente questo modo di calciare è un errore , perché il calciatore può consciamente orientare la punta in un senso o nell'altro per calciare di interno collo o di esterno collo. Quando questo succede , però , egli avrà preso la rincorsa in modo opportuno e programmato un certo tipo di traiettoria : se invece la rotazione è inconscia , la rincorsa e il posizionamento del piede di appoggio saranno tali da aspettarsi una traiettoria rettilinea , che invece non verrà rispettata , dando luogo ad un errore non solo tecnico ma anche di tattica individuale.

Dicevamo che il problema del posizionamento della punta è semplice ma non banale : non deve infatti essere dato per scontato , perché va insegnato ed è tutt'altro che spontaneo nella maggior parte ragazzi della fascia d'età 8-11 anni. Chiedete ad esempio ad un ragazzo di questa fascia d'età di restare in equilibrio monopodalico spingendo la punta del piede verso il basso e tenendo l'articolazione della caviglia rigida. Ve ne sarà più di uno che faticherà a combinare i due gesti.

Per questo il primo esercizio (1a) che si può proporre è di sdraiarsi su un fianco e , senza palla , ripetere il gesto del calcio di interno collo avendo cura di spingere la punta del piede verso il basso fino ad allinearla perfettamente con la tibia. Fatto questo si possono disporre i ragazzi a coppie e passare a colpire effettivamente la palla (1b).

Una volta riuscita questa esercitazioni si potrà provare a simulare il gesto del tiro senza palla in equilibrio monopodalico sul posto (2a) e poi alternandolo a degli skip (2b) , come mostrato al minuto 0:40 del video che segue.


Si può quindi passare alle esercitazioni a coppie con la palla. Ecco alcuni esempi :
3a) a distanza di 20m calciare la palla al compagno di collo pieno , cercando di tenere la traiettoria il più possibile rettilinea e la punta rigidamente orientata verso il basso come provato negli esercizi senza palla precedenti;
3b) a distanza ravvicinata , circa 5m , un giocatore passa la palla con le mani al compagno ( circa 30cm di altezza da terra ) , che la colpisce di collo pieno cercando di indirizzarla di nuovo nelle mani del compagno. Serie da 20 colpi , alternandone 10 di destro e 10 di sinistro
3c) come sopra , cercando di colpire la palla di controbalzo

Infine si passa finalmente ai tiri in porta veri e propri , avendo cura di far precedere gli stessi da esercitazioni di rapidità e coordinazione , che fanno arrivare il ragazzo al tiro con maggiore concentrazione e rapidità della rincorsa , altro aspetto che come vedremo in seguito risulta fondamentale per imprimere forza alla palla.

Un esempio di esercizio a riguardo può essere il seguente:

4) 8 metri di skip come nell'esercizio 2b + 8 metri di sprint + tiro in porta. Variante 4a con palla servita incontro rasoterra dall'istruttore , variante 4b con palla da fermo.

p.s. come avrete notato si tratta di esercizi fortemente analitici , perché derivano appunto dall'analisi del gesto fin nei minimi particolari. Nel post si è parlato di fascia d'età 8-11 anni per sottolineare che in questa fascia d'età il corretto posizionamento della punta del piede non è un problema banale dal punto di vista motorio per alcuni bambini/ragazzi. Per quanto riguarda invece la fascia d'età in cui sarebbe opportuno iniziare ad affrontare analiticamente il problema e correggerlo , ogni istruttore può regolarsi da sé in base alla propria esperienza , ai propri metodi di lavoro e alle caratteristiche dei ragazzi a disposizione. Per quanto mi riguarda gli esercizi indicati sono stati proposti nella stagione in corso a ragazzi della categoria esordienti primo anno.

Wednesday, January 28, 2009

Il tiro di collo pieno ( 1° parte ) : 10 errori da non commettere

Leggevo giusto qualche giorno fa su un vecchio articolo de Il Nuovo Calcio ( per la verità nella parte della rivista dedicata al calcio a 5 ) un'affermazione che condivido a pieno : il tiro di collo pieno è il primo modo di calciare che andrebbe insegnato quando si inizia ad affrontare l'argomento "tiro" con una certa analiticità.

Il motivo è presto detto : insegnare a un ragazzo che sa tirare di collo pieno altre varianti quali interno collo , esterno collo e anche interno è molto più facile che non fare il percorso contrario.

Per convincersene basta fare una verifica immediata , secondo il metodo globale-analitico-globale : prendete alcuni ragazzi e chiedete loro di calciare in porta nel modo che preferiscono , osservando quale modalità di impatto sceglieranno ; ora prendete quelli che prediligono tirare di interno collo con rincorsa laterale e chiedete loro di calciare di collo pieno con rincorsa rettilinea ; sono pronto a scommettere ( perché mi è successo tante di quelle volte .. ) che alcuni di questi avranno serie difficoltà a calciare di collo pieno , al punto che molti cercano comunque di "deviare" il percorso per rendere più obliqua la rincorsa e colpire la palla con l'interno.

La rincorsa non rettilinea è soltanto uno degli innumerevoli errori che non permettono ai ragazzi un tiro di collo pieno efficace; vediamo di riassumerli tutti, con la promessa di suggerire in un post successivo alcuni esercizi specifici per correggerli :

1) rincorsa non rettilinea : la rincorsa deve essere il più possibile in linea con la traiettoria che si vuole imprimere alla palla
2) rincorsa con passo troppo lungo e con appoggi sul tallone piuttosto che sull'avampiede : solo l'ultimo passo può e deve essere più lungo per permettere una maggiore oscillazione dell'arto calciante
3) oscillazione limitata dell'arto calciante per un ridotto caricamento dello stesso prima del tiro
4) oscillazione limitata dell'arto calciante che viene trattenuto e non "slanciato" dopo l'impatto con la palla : un metodo rapido ed efficace per valutare quanto e come l'arto calciante viene effettivamente slanciato dopo l'impatto con la palla è il sollevamento di riflesso dell'arto di appoggio. In alcuni calciatori che imprimono molta potenza alla palla , questo fenomeno è talmente evidente che il tiro si traduce quasi in una sforbiciata , con l'arto d'appoggio che si solleva da terra quasi più dell'arto calciante ( nel video è mostrato Roberto Carlos , con un tiro di esterno collo e non propriamente di collo pieno , ma il fenomeno descritto è quanto mai evidente ).
5) errato posizionamento del piede di appoggio , che si ferma troppo indietro e non in linea con la palla : questo errore spesso fa si che la palla si alzi eccessivamente; il piede d'appoggio nel tiro di collo pieno dovrebbe essere invece in linea con la palla , così che il ginocchio dell'arto calciante si trovi esattamente sopra la palla.
6) errato orientamento del piede di appoggio , che deve fungere da "mirino" per la direzione da imprimere alla palla : se invece viene invece indirizzato verso destra o verso sinistra , tutto il corpo tenderà ad orientarsi nell'una o nell'altra direzione , facendo terminare il tiro a lato.
7) mancata inclinazione verso il basso della punta dell'arto calciante : è forse uno degli errori più frequenti e al tempo stesso più grossolani , che da luogo ad un tiro con la punta del piede o con altra parte anatomica , ma non con il collo pieno.
8) errato orientamento della punta del piede che calcia : se la punta è indirizzata verso il basso , ma con il piede girato verso destra o verso sinistra , si ottengono gli stessi svantaggi di quanto detto al punto 6 ; il tiro rischia di terminare a lato anziché in porta.
9) scarso o errato movimento delle braccia sia in fase di rincorsa che in fase di impatto con la palla : come nella tecnica di corsa , un uso corretto delle braccia è importante perché permette di dare equilibrio e fluidità e scioltezza nei movimenti; viceversa , una corsa contratta e poco sciolta riduce la massima forza che si può imprimere alla palla.
10) errato orientamento del busto , che anziché essere inclinato in avanti "sopra la palla" è reclinato all'indietro : questo errore spesso si combina con quello del piede di appoggio troppo arretrato ( anzi spesso ne è una conseguenza ) e conduce ai medesimi svantaggi ; il tiro rischia di terminare alle stelle.

Friday, January 16, 2009

Programmazione : nella pausa invernale spazio alla tecnica di base

Da quando ho iniziato ad allenare, 6 anni fa , questa è la prima stagione alla guida di una squadra del settore di base da inizio stagione : a Febbraio 2006 presi gli esordienti 1993 proprio a ridosso del campionato primaverile.

Perciò in questi mesi sto sperimentando una fase della stagione un po' particolare , che solo chi allena pulcini ed esordienti conosce : la pausa invernale. La peculiarità di questo periodo della stagione, che va indicativamente da metà Dicembre a metà Marzo , è che non ci sono partite ufficiali ( sempre che non si decida di disputare i tornei di calcio a 5 in palestra , che la mia società ha giudicato non strettamente necessari ) : si può vedere questo fatto come uno svantaggio e adoperarsi quindi per organizzare ogni settimana una amichevole o vederla come una pausa salutare da impegni "ufficiali" , che per quanto non agonistici e improntati più alla verifica degli obiettivi comportano sempre una certa attenzione.

Personalmente propendo per questa seconda opzione e ne ho approfittato per passare da due a tre allenamenti ( gli impegni settimanali restano sempre 3 come durante il campionato autunnale ) , proponendo al termine del terzo allenamento un'amichevole "in famiglia" alternativamente con gli esordienti 1996 o con i pulcini 1998. Avendo quindi un allenamento in più e non dovendo disputare incontri ufficiali , ne ho approfittato per ridurre un po' all'interno degli allenamenti le proposte "tattiche" come partite a tema o situazioni di gioco e per aggiungere qualche esercizio in più di coordinazione e tecnica di base. Del resto è quello che propone lo stesso settore giovanile della FIGC nella sua guida tecnica per le scuole calcio : nel capitolo dedicato agli esordienti si trova infatti un grafico con l'andamento annuale dei carichi tecnici , tattici e motori. Come si può osservare il fattore tecnico ha un picco proprio in corrispondenza del mese di Gennaio , in corrispondenza del quale viene anche suggerita una riduzione del carico di esercizi relativi al fattore tattico-cognitivo.

Tuesday, November 11, 2008

Allenamento giovanissimi con i tecnici dell'Ascoli Soccer Academy

Copio e incollo l'articolo che ho scritto per il sito della S.S.D. Borghetto sull'iniziativa in oggetto:

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , destro e sinistro , di nuovo palla in mano; poi due volte , tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta. Anche in questo caso sottolineiamo la progressione didattica dal facile al difficile: la finta del doppio passo è stata proposta senza alcun riferimento spaziale nel primo esercizio , in questo step intermedio è stata proposta con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , mentre nell'ultimo e più difficile step sarà proposto nelle condizioni di gara , ovvero con avversario attivo e libero da vincoli.
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : dopo aver proposto la finta del doppio passo in forma semplificata ( senza riferimento spaziale , poi con riferimento spaziale fisso e passivo ) si è passati all'1c1 senza vincoli , come i ragazzi lo affrontano in ogni partita.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete chissà quante volte , ma non è rado vedere errori madornali anche fra giocatori adulti ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.

Thursday, August 21, 2008

Perché si perde il possesso della palla (4° parte) : la ricezione e la lettura delle traiettorie.

Continuiamo la serie di post dedicati al miglioramento degli aspetti di tecnica applicata ( o tattica individuale ) che hanno una diretta conseguenza nel miglioramento del possesso palla ( tattica collettiva ) ed affrontiamo il tema della ricezione.

Gli errori di ricezione sono sostanzialmente di due tipi:
1) errori tattici : il giocatore orienta la palla nella direzione sbagliata o esegue una ricezione a seguire quando era opportuna una ricezione da fermo e viceversa; un video con l'esemplificazione di questo genere di errore lo si può trovare qui
2) errori tecnici: il giocatore ha deciso correttamente la ricezione più opportuna ma non è in grado di metterla in atto per carenze tecniche.

Di seguito propongo 3 sedute che ho inserito nel periodo preparatorio che andremo ad affrontare con gli esordienti 1° anno della S.S.D. Borghetto; le stesse sedute saranno riproposte ed ampliate nel mesociclo specifico dedicato alla ricezione:

1) seduta per la ricezione della palla da fermo ( stop )
2) seduta per la ricezione della palla a seguire da traiettoria radente
3) seduta per la ricezione della palla a seguira da traiettoria aerea

Nelle sedute si affronta implicitamente ed anche esplicitamente l'obiettivo di migliorare la lettura delle traiettorie : nella lista di 7 cause della perdita del possesso palla esposta in precedenza la lettura delle traiettorie era elencata subito dopo la ricezione , anche se i due aspetti sono duali e possono essere visti come due facce della stessa medaglia. In effetti all'errore tattico e a quello tecnico si potrebbe aggiungere una terza specie di errori di ricezione:

3) errori coordinativi: il giocatore saprebbe dove orientare la ricezione e avrebbe le capacità tecniche per ricevere la palla se si trovasse in traiettoria con la stessa , ma non vi si trova per lacune di anticipazione motoria e di timing.

Nelle sedute proposte si cerca di migliorare entrambe queste capacità : l'esercizio detto "palla rilanciata" ( che è presente in quasi tutti gli eserciziari per la scuola calcio, ma che per onor di copyright ho letto la prima volta nel libro di Stefano Bonaccorso - Calcio. Allenare il settore giovanile ) obbliga i ragazzi a valutare la traiettoria della palla e a farsi trovare nel punto di caduta pena l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria se la palla tocca terra senza essere stata controllata.

Il timing viene invece allenato nel riscaldamento della seduta 1 e nelle successive esercitazioni tecniche, dove mi sono avvalso di un metronomo che a differenza di altri è gratuito e sempre disponibile : la forza di gravità! In particolare l'esercizio che alterna la ricezione ad un percorso andata-ritorno attorno a un conetto l'ho mutuato ( sempre per onor di copyright ) da un esercizio per la rapidità proposto nel libro di Weineck - l'allenamento ottimale del calciatore.

Un altro metronomo più difficile da reperire su un campo di calcio ma ugualmente efficace è la corda : ricordo che al corso di scuola calcio CONI-FIGC il Prof. Marziali ci propose un interessante esercizio in cui due allievi fanno girare una corda come nei giochi popolari e un terzo allievo lancia la palla e deve scegliere il tempo giusto per passare sotto la corda ed andare a riceverla dall'altra parte. Detto così sembra abbastanza facile , ma assicuro che metterebbe alla prova anche la capacità di timing di molti giocatori adulti.

Friday, May 16, 2008

Un-due-tre-stella e la guida della palla

Nella visita al settore giovanile dell'Atalanta con l'AIAC Macerata , Stefano Bonaccorso ci ha tenuto una lezione sull'utilità della riproposizione dei giochi popolari nella scuola calcio , che permettono di sviluppare in forma ludica molte capacità propedeutiche al gioco del calcio: attraverso i giochi i giocatori in erba imparano ad affrontare le molteplici situazioni dello sport e della vita: l’io, l’altro, le regole, il divertimento, la vittoria, la sconfitta, la lealtà, l’errore, l’egoismo, la solidarietà, la gioia, la rabbia, la sfida, il rischio, la paura, ecc ( dagli atti del 3° convegno sul calcio giovanile dell'associazione prima del risultato ).

Ci ha poi mostrato a titolo d'esempio le capacità sviluppate dai ragazzi nel gioco del rubabandiera ( reattività , capacità di accelerazione , capacità di arresto , inganno dell'avversario ) e dei quattro cantoni eseguito con e senza palla ( anche qui : reattività , capacità di accelerazione ed arresto ma soprattutto visione periferica e capacità di intesa e comunicazione con il compagno con il quale ci si vuole scambiare di posto ).

Nell'ottica di passare da una squadra di giovanissimi 2° anno ad una di esordienti 1° anno , sto cercando di inserire alcuni di questi giochi nelle attività di riscaldamento , consapevole che le esigenze di un gruppo di esordienti sono diverse da quelle di un gruppo di pulcini o addirittura primi calci , ai quali si riferiva Bonaccorso ( e infatti assistendo alle sedute dei loro esordienti , di giochi ne ho visti ben pochi! :D ) : se nei primi calci e magari anche nei pulcini l'attività ludica deve essere preponderante , negli esordienti questo genere di giochi può essere un'ottima attività iniziale , ma nel resto della seduta è necessario concentrarsi su esercitazioni più specifiche.

Nel mesociclo dedicato alla guida della palla ho quindi pensato di rispolverare il gioco noto come un-due-tre stella : per questioni di specificità ho preferito inserire sin da subito la palla , ma nulla vieta , se i ragazzi sono un po' in ritardo motorio , di proporlo inizialmente nella sua versione classica senza la palla.

Lo scopo del gioco penso sia noto a tutti , ma lo ripropongo brevemente : i giocatori si dispongono con la palla su una linea di fallo laterale e l’istruttore si pone sull’altra. Quando l’istruttore è voltato di spalle i ragazzi devono condurre la palla conquistando più spazio possibile verso la linea di meta ; quando l’istruttore si volta verso i ragazzi , questi devono arrestarsi : chi viene sorpreso ancora in movimento riparte dalla posizione iniziale; vince chi supera per primo la linea di meta e conquista il posto dell'istruttore.



Gli obiettivi toccati dall'esercizio sono molteplici :

- guida della palla a testa alta per percepire quando l'istruttore sta per voltarsi

- guida della palla con frequenza dei tocchi variabile , in particolare con tocchi meno frequenti quando si parte e più frequenti quando l'istruttore sta per voltarsi (per riuscire ad arrestarsi in tempo)

- equilibrio monopodalico statico , dinamico e nella fase di transizione da dinamico a statico ( arresto )

- capacità di reazione semplice a stimoli uditivo-visivi ( se l'istruttore pronuncia la famosa frase "un-due-tre-stella" ) o solo visivi ( se l'istruttore si volta in silenzio ).

Il metodo che suggersico di utilizzare per far rendere al massimo questa esercitazione , soprattutto per quanto riguarda la giusta frequenza dei tocchi durante la guida della palla , è il cosiddetto "globale-analitico-globale" di cui si è già accennato in post precedenti , ovvero si lascia in una prima fase i ragazzi liberi di giocare e sbagliare. Molti non riusciranno ad arrestarsi in tempo perché conducono la palla toccandola ogni 3 o 4 passi : si può quindi chiedere di eseguire un paio di andate e ritorni da fallo laterale a fallo laterale guidando la palla con un tocco ad ogni passo. Si torna quindi a giocare altre manches chiedendo ai ragazzi di provare se non sia più redditizio guidare la palla con il metodo appena introdotto ( soprattutto poco prima che l'istruttore o chi per lui si sta voltando ).

Qui sotto ho riportato un esempio di possibile seduta , in particolare la prima del mesociclo guida della palla e dribbling.

Tuesday, March 18, 2008

Perché si perde il possesso palla , 2° puntata : la cultura del passaggio

Nella prima "puntata" di questa serie di post ho citato come una delle cause della perdita del possesso palla la scarsa "cultura del passaggio". Avrei potuto parlare semplicemente di "precisione del passaggio" o "attenzione nel passaggio" , ma queste sono a mio parere delle conseguenze : a monte sta un atteggiamento mentale , un approccio al gesto tecnico che riesco a definire solo come "cultura del passaggio" ( per fare un parallelo , riuscireste a definire in altri termini quella che viene definita "cultura dello sport"? E' possibile ridurla al solo fair play o al sano agonismo? ).

Tale approccio presuppone la consapevolezza che affinché si possa mantenere il possesso , non è sufficiente servire il compagno , ma è necessario metterlo nelle condizioni ideali per mantenerlo :

1) un giocatore con la cultura del passaggio sa che trasmettere la palla è anzitutto un gesto di altruismo e di fiducia nel compagno , nelle cui mani ( o meglio , nei cui piedi ) si affida il proprio destino ( calcistico , si intende! ) e quello della squadra e quindi si mette nei suoi panni , lo serve nel modo migliore perché possa riceverla , controllarla ed eventualmente proteggerla;

2) un giocatore con scarsa cultura del passaggio interpreta la trasmissione della palla come uno scaricabarile ( "la palla ti è pervenuta , in un modo o nell'altro , ora sono affari tuoi e posso ritenere concluso il mio compito" ( o sarebbe meglio dire "il compitino");

La differenza sta tutta in quel "in un modo o nell'altro" : spesso il ragazzo che riesce a far pervenire palla al compagno pensa di avere assolto a pieno al proprio compito , invece quel passaggio contiene in nuce le cause che porteranno alla perdita del possesso nel giro di pochi istanti , perché :

1) è stato eseguito con forza sproporzionata rispetto alla distanza del compagno
2) è stato eseguito alzando la palla da terra , nonostante non vi fossero fra i due ostacoli che giustificassero la traiettoria aerea
3) è stato eseguito con la palla che rimbalza in modo irregolare , mentre bastava accompagnarla con l'arto calciante per farle assumere una triaiettoria il più possibile regolare
4) è stata passata palla ad un compagno marcato nella direzione dell'avversario , invece che "ad allontanarsi" dallo stesso
5) è stato eseguito verso compagni in inferiorità numerica quando vi erano soluzioni alternative in zone di superiorità
6) è stato eseguito sulla corsa mentre il compagno era fermo oppure è stato servito sui piedi un compagno che stava correndo e si aspettava la palla sullo spazio
7) è stato eseguito "con il giro sbagliato" ( ad esempio un passaggio lungo la linea laterale destra eseguito di interno sinistro o esterno destro )

Tornando all'esercizio di possesso palla di inizio stagione descritto nel post precedente , è importante interrompere l'azione ogni volta che si perde il possesso palla per il presentarsi di una di queste situazioni ed evidenziare la relazione causa-effetto ; è chiaro che il continuo spezzettamento dell'azione può essere praticato in una fase iniziale , ma è poi scarsamente tollerato dai ragazzi: una volta chiari i concetti e stabilito un dizionario condiviso sono sufficienti poche parole perché l'allievo capisca di essere caduto in uno degli errori sopra esposti; io ad esempio distinguo fra "favori" e "dispetti" : un passaggio eseguito nei 7 modi sopra descritti è chiaramente un dispetto , mentre un passaggio che mette il compagno nelle condizioni ideali di ricevere la palla e mantenerne il controllo è un "favore".

Qui è possibile scaricare la prima seduta di allenamento della preparazione di quest'anno , in cui appunto abbiamo affrontato questi temi.

Friday, February 8, 2008

Un campione per un fondamentale : Dejan Savicevic e la guida della palla

Si è già detto in qualche post passato di quanto possa essere importante far leva sull'attenzione che i nostri ragazzi prestano al calcio dei campioni , facendolo diventare uno strumento di apprendimento a nostro favore : per quanto possiamo aver giocato in alte categorie ( e non è il mio caso! ) non saremo mai in grado di mostrare un gesto tecnico con la perfezione che riesce solo a pochi campioni delle massime serie.

Ne approfitto per inaugurare una nuova "rubrica" del blog , intitolata "un campione per un fondamentale" : ci sono fuoriclasse come Maradona , Pelé , Kaka , Van Basten che eccellono in tutti i fondamentali e poi ci sono giocatori che sono così bravi in un fondamentale che passeranno alla storia per quel particolare : non è raro sentir dire "tira come Roberto Carlos" , "dribbla come Garrincha" , ecc ecc

L'idea di questa rubrica mi era balenata in testa osservando come protegge palla Clarence Seedorf , ma non avevo ancora avuto modo di metterla per iscritto : oggi mentre svolgevamo alcune esercitazioni di guida della palla in slalom fra conetti ( slalom ad 1 tocco solo di interno , slalom ad 1 tocco solo di destro o solo di sinistro , slalom ad 1 tocco solo di esterno o solo con la pianta del piede ) discutevamo coi ragazzi di quanto quest'ultimo modo di guidare la palla sia difficile da vedere oggi giorno; così mi è subito venuto in mente "il genio" Savicevic e mi sono stupito che nessuno lo conoscesse ( salvo ricredermi pensando che nel Maggio 1994 , quando il genio metteva in rete quel pallonetto pazzesco nella finale di Atene , qualcuno dei miei ragazzi non era nemmeno nato! ).

Ecco dunque l'occasione per rivederlo all'opera ; degni di nota sono appunto le guide della palla con la pianta del piede e , nell'ultima azione , la capacità di guidare la palla voltandosi addirittura indietro per osservare se il guardialinee avesse segnalato fuorigioco : un aneddoto non isolato dato che , non ricordo in quale partita , lo vidi correre addirittura per 10 metri palle al piede con lo sguardo volto ad osservare l'avversario che lo inseguiva. Segno che uno così in guida della palla poteva anche salire sul tram e fare le scale !


Friday, November 23, 2007

Tecnica di Base e Tecnica Applicata ( o Tattica individuale )

Mi è capitato spesso in questi due anni di esperienza da istruttore di provare a calarmi nei panni dei ragazzi che alleno e così mi sono trovato talvolta nella paradossale situazione di analizzare il mio trascorso da calciatore con occhio da allenatore.

A lacune che mi erano note a suo tempo ( prima su tutte una scarsa tenuta atletica , soprattutto una pessima resistenza alla velocità ; ero per dirla con l'appellativo di un mio amico "lo spadino Robbiati dei poveri" perché davo il meglio sulla distanza dei 25-30 minuti , terminato il bonus di sprint e dribbling tanto valeva che mi sostituissero , non a caso le migliori le ricordo partendo dalla panchina), mi sono accorto che ero in possesso di una buona tecnica di base ma non mi hanno mai insegnato davvero bene la tecnica applicata ( ovviamente parlo di settore giovanile , perché una volta arrivati in prima squadra il dado è tratto).

In termini formali la tecnica applicata è l’insieme degli accorgimenti che rendono la tecnica di base utile, redditizia ed economica. Per farla breve la tecnica applicata è l'uso della tecnica di base in presenza dell'avversario e dei compagni : richiede la diversificazione del gesto in base alla situazione di gioco , pertanto presuppone un pensiero tattico ed è il motivo per cui viene detta anche tattica individuale.

Calciare è ad esempio un gesto della tecnica di base ( gli altri sono ricevere , guidare , contrasto , colpo di testa , rimessa laterale poi c'è la tecnica del portiere ) : passando alla tecnica applicata il calciare si diversifica in "tirare" e in "passare" a seconda della situazione. La ricezione è tecnica di base : il controllo e la difesa della palla sono tecnica applicata perché la ricezione va orientata in funzione dei compagni e degli avversari.

Come un genitore che cerca di dare ai propri figli quello che non hanno mai avuto , così negli allenamenti io mi soffermo molto su questo aspetto : 10-15' al massimo per eseguire analiticamente il gesto tecnico poi subito l'avversario ( prima passivo , poi attivo ) , cercando di riproporre il maggior numero possibile di situazioni che si possono incontrare in partita.

Una situazione lampante di "tecnica NON applicata" che abbiamo analizzato in allenamento è quella in cui è incappato A.F. in questo video :


L'analisi ci è stata molto utile per affrontare la ricezione a seguire (di controbalzo) : dei 4 possibili modi in cui poteva essere eseguita la ricezione a seguire ( interno dx , interno sx , esterno dx , esterno sx ) due ( esterno sx e interno dx ) avrebbero permesso ad A.F. di trovarsi solo solo davanti al portiere perché disponeva di almeno due metri di vantaggio dal diretto avversario . Malaguratamente A.F. ha scelto di ricevere la palla proprio interno sx , allontanandosi dalla porta e avvicinandosi all'avversario , vanificando i due metri di vantaggio che si era conquistato con un bello smarcamento in una bella azione ( che era iniziata proprio da lui che era venuto a fare la sponda e si era liberato in profondità per ricevere il passaggio in 5° battuta ).

Saturday, May 26, 2007

Allenamento tecnico individuale sulla conclusione ( esecuzione al volo e rapidità di esecuzione)

Le due azioni che ho più apprezzato nella partita contro la Nuova Folgore Ancona sono state quelle concluse con i goal di prima intenzione di T.B. e di Eg.M.

Non che si tratti di goal particolarmente spettacolari , tutt'altro : in entrambi ci sono responsabilità del portiere e , probabilmente , con un portierino come quello della Filottranese la palla nemmeno sarebbe entrata.

Quello che ho apprezzato particolarmente è invece l'esecuzione di prima intenzione , su cui ho insistito molto durante la stagione : ho cercato di far capire ai ragazzi che spesso è preferibile optare per un tiro "sporco" in grado di cogliere in controtempo il portiere , piuttosto che cercare a tutti i costi il bel tiro .. quando questo comporta 2 o 3 tocchi in più che permettono al portiere di chiudere lo specchio della porta e al difensore di recuperare.

Ho insistito molto su questo aspetto , anche con allenamenti tecnici specifici riservati agli attaccanti. Anche nelle sessioni dedicate ai tiri durante gli allenamenti ordinari , cerco sempre di combinare il tiro con esecuzioni di gesti che richiedono rapidità di esecuzione : l'esempio classico è il tiro al termine di una serie di skip su ostacoli o su cerchi ( come negli esercizi 3a , 3b e 3c della scheda di allenamento linkata ) . Il pallone viene passato o lanciato in aria prima che la serie di skip sia terminata , in modo che la pianificazione del gesto tecnico avvenga mentre il ragazzo è ancora impegnato a pianificare il gesto coordinativo.

Nel goal di T.B. questo è evidente : prima ancora di ricevere palla alza la testa e osserva la posizione del portiere. A quel punto la pianificazione del tiro è già avvenuta e non resta che eseguire il pallonetto per insaccare la palla.



Anche il goal di Eg.M. mi ha dato particolare soddisfazione perché , oltre alla rapidità di esecuzione , è palese l'analogia fra il gesto tecnico e le esercitazioni per le conclusioni al volo che abbiamo provato nella medesima seduta , in particolare nei punti 2a e 2b della progressione didattica 2. Nel punto 2a il tiro viene provato con la palla sopra un conetto : isolare il momento in cui la palla si trova all'altezza preferibile per calciare ( 25-30 cm circa ) permette di affrontare analiticamente il modo di colpire la palla ( dove , con che forza , con il movimento ad arco della gamba calciante e con la gamba di appoggio che funge da perno per la rotazione dell'altra ) ; una volta imparato correttamente il gesto non resta che togliere il conetto e lanciare la palla in aria : il ragazzo deve "isolare" l'istante in cui la palla si trova all'altezza di 25-30 cm e ripetere il gesto precedentemente impresso nella memoria motoria. Che Eg.M. lo abbia imparato particolarmente bene lo dimostra il fatto che ha tirato di sinistro , suo piede non naturale :