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Sunday, July 26, 2009

La presa di posizione 6° parte : dall'inferiorità numerica alla copertura reciproca

Continuiamo il nostro viaggio nei fondamentali della presa di posizione ( qui il riepilogo delle puntate precedenti : 1 , 2 , 3 , 4 , 5 ) e , come di consuetudine ormai , vediamo come quanto imparato nella seduta di allenamento precedente può essere propedeutico per il gradino successivo.

Parliamo ad esempio di come un difensore debba dare copertura ad un proprio compagno di reparto. In un post precedente si era già parlato di sfuggita dell'argomento , mostrando come questo principio possa essere proposto già dalle categoria dei più piccoli , seppure en passant , ovvero limitandosi ad un accorgimento "logistico" nell'esecuzione di esercitazioni 1c1.

Ora è il caso di addentrarsi più specificamente nel problema ( ricordo che stiamo parlando di categoria esordienti 2° anno ) e vediamo come può tornarci utile quanto appreso nella seduta precedente , dove i nostri ragazzi hanno imparato ad affrontare avversari in inferiorità numerica , tipicamente 1c2.

Hanno infatti imparato che :
a) l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e devono interporsi fra questi e la porta
b) devono farlo tenendo sempre presente anche la posizione dell'avversario senza palla , in modo da :
b1) intercettare l'eventuale passaggio
b2) riposizionarsi in traiettoria avversario-porta qualora questi riceva il passaggio da parte del portatore di palla.

Ma se hanno imparato ad affrontare due avversari in situazione 1c2 a maggior ragione sapranno applicare i principi appresi in situazione 2c2. Partiamo proprio dalla situazione 2c2 in figura e chiamiamo A1, A2 , D1 , D2 rispettivamente i due attaccanti e i due difensori.
Concentriamoci sul difensore D2 , quello che non affronta direttamente il portatore di palla (A1) ma marca A2:
a) se ci fossimo fermati alle prime sedute sulla presa di posizione individuale ( 1° puntata ) , si posizionerebbe in un qualsiasi punto lungo la traiettoria fra l'avversario senza palla (A2) e la porta ; per semplicità abbiamo individuato tre possibilità : D2' ( davanti al compagno ) , D2'' ( in linea col compagno ) e D2''' ( dietro al compagno );

b) nella lezione precedente , però , il nostro difensore D2 dovrebbe aver imparato che l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e che per ostacolare questi può deviare leggermente dalla traiettoria avversario senza-palla porta , a patto di poter intercettare il passaggio e/o riposizionarsi lungo tale traiettoria non appena l'avversario senza palla riceva il passaggio
c) non potendo escludere la possibilità che il portatore ( avversario più pericoloso ) salti in dribbling il proprio compagno , dovrà prevedere la possibilità di ritrovarsi in situazione di inferiorità numerica e quindi comportarsi come visto nella puntata precedente.


Per quanto detto ai punti b) e c) , fra le tante traiettorie avversario senza palla - porta , sceglierà quindi quella che gli permetterà di posizionarsi qualche metro dietro il compagno in modo da trovarsi sulla traiettoria portatore-porta qualora questi venga saltato , ovvero in posizione D2'''. Meglio ancora se devia un po' dalla traiettoria A2-porta , come in figura. La posizione ivi indicata mette in atto proprio il concetto di copertura.


Per spiegare questi concetti , può risultare utile una variante all'esercitazione 1 della puntata precedente. Dal 2c1 con difensore passivo al 2c2 con difensori passivi.

Esercitazione 1. 2c2 con difensori passivi. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri ci sono due difensori che devono prendere posizione : il difensore più vicino alla palla va in pressione sul portatore , il compagno gli da copertura cercando di marcare "a distanza" l'attaccante senza palla ( posizionamento lungo la traiettoria avversario senza palla - porta o comunque nei pressi della stessa , in modo da frapporsi quando questi riceverà palla).


Analogamente al post precedente , si possono prevedere due step per questa esercitazione : prima con gli attaccanti che si passano la palla sul posto , poi in avanzamento con conclusione a rete.

Il terzo step , che è la naturale evoluzione dell'esercizio , è ovviamente il 2c2 con difensori attivi , magari prevedendo diverse posizioni di partenza per gli attaccanti in modo da stimolare i difensori rispetto a tutte le possibili situazioni che possono incontrare in situazione di gara.

Friday, July 24, 2009

Quale approccio alla tattica collettiva nel settore giovanile? L'individuo ( e il suo pensiero tattico ) sempre al centro.

Chiuso il sondaggio sui fuoriquota nelle categorie dilettantistiche , ne propongo subito un altro che riguarda l'approccio all'insegnamento dei principi di tattica collettiva in fase di possesso palla nel settore giovanile.

I due approcci opposti rispetto ai quali ho chiesto di prendere posizione sono sostanzialmente due :

1) l'approccio orientato alla soluzione ( solution-oriented ) ( passatemi i termini , presi a prestito dalla mia formazione ingegneristica più che da un corso di scienze motorie ! ) , che per brevità ho definito analitico , che consiste nell'indicare ai ragazzi movimento per movimento quello che dovrà essere lo sviluppo del gioco. L'esercizio principe di questa metodologia è la partita 11c0 , dove la squadra prova gli sviluppi di gioco in assenza di avversari. Il rischio di questo approccio è , secondo me , che i giocatori diventino dei burattini manipolati filo per filo dall'allenatore. Il pensiero tattico individuale è quasi annullato , il ragazzo si limita a mettere in pratica quanto proposto ( o imposto? ) dal mister. Peccato che poi in partita ci siano anche gli avversari , che non sempre "sono d'accordo" nel far riuscire lo schemino tanto amato dal mister..

2) l'approccio orientato al problema ( problem-oriented ) , che ho definito per brevità approccio globale , che consiste nel proporre lo sviluppo di gioco desiderato come una soluzione ad un problema. Il metodo esalta la sequenza di processi che secondo me sta alla base di qualunque sport di squadra ( e anzi di qualunque sport che prevede la partecipazione di un avversario ) : a) percezione della situazione di gioco --> b) elaborazione della soluzione più opportuna --> c) realizzazione motoria della soluzione .

Ovviamente , per non essere troppo manicheo , ho anche previsto l'opzione 3 , ovvero un metodo misto che combini gli aspetti positivi del primo e del secondo approccio. A voi la parola.

Sunday, February 1, 2009

Esordienti : perché tutta questa fretta di giocare 11 contro 11?

In questo post propongo una serie di 3 articoli scritti per il giornalino della S.S.D.Borghetto , di cui l'ultimo volontariamente non pubblicato per non urtare la sensibilità di qualche genitore.

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L'oggetto riguardava infatti la fretta che qualche genitore sembra avere per vedere il proprio figlio della categoria esordienti giocare 11c11 : secondo l'opinione di alcuni di essi l'unico ( "vero" ) calcio , come se il 7c7 o il 9c9 fossero figli di un dio minore. Proprio dopo aver scritto l'articolo qualche genitore mi ha contattato esattamente a proposito di questo argomento e c'era il serio rischio che quanto scritto in tempi non sospetti fosse visto come un attacco personale .. quindi ho preferito soprassedere.

L'articolo riprende le argomentazioni contenute nella guida tecnica per le scuole calcio pubblicata dal settore giovanile della FIGC , dove viene spiegato che il 7c7 e il 9c9 presentano caratteristiche di sviluppo del gioco che non possono che favorire la crescita a misura di bambino.

Non a caso , in questo periodo di sosta , ho approfittato per proporre ai miei ragazzi alcune amichevoli 7c7 contro i pulcini 1998 : inizialmente sembravano trovarsi in difficoltà nel tornare a giocare secondo le modalità dello scorso anno , perché a differenza del 9c9 gli spazi sono più stretti e richiedono una maggiore protezione della palla , una ricezione più attenta e precisa , minori tempi di decisione prima di concludere e impostare l'azione. Tutte caratteristiche che è bene "ripassare" e perché di importanza fondamentale anche nel 9c9 e nell'11c11 : nel calcio in generale , insomma.

Monday, January 12, 2009

Una meta per ogni occasione

Una esercitazione che ho proposto spesso nel triennio in cui ho seguito i ragazzi 1993 della S.S.D. Borghetto ( esordienti 2° anno , giovanissimi 92/93 e giovanissimi 93/94 ) è il possesso palla con meta.



Si tratta di una esercitazione di possesso palla finalizzato che può essere proposta nella fase di riscaldamento ( anche con le mani , soprattutto per far comprendere forme di collaborazione tattica che inizialmente possono non riuscire con i piedi , ad esempio la sovrapposizione a 3 o il dai e segui ) oppure , semplicemente aggiungendo due porte , come partita a tema prima della classica partitella finale. In particolare , proponendola in entrambe le fasi dell'allenamento , ha l'indubbio vantaggio che non si perdono minuti preziosi a spiegare le regole della partita a tema , perché sono già state sperimentate nella fase di riscaldamento.

Questo genere di esercizi ha molti vantaggi ed un unico svantaggio : si tratta di una esercitazione di possesso palla finalizzato , ovvero prima di poterla proporre con una certa proficuità , i ragazzi devono essere in grado di sviluppare un possesso palla sufficientemente evoluto : viceversa si assisterà ad un ammassarsi sulla linea di meta il cui unico risultato sarà una gran confusione.

Per questo motivo l'ho proposto raramente in questa prima fase della stagione con gli esordienti 1997 , perché prima c'erano da rimuovere le cause che impedivano ai ragazzi di eseguire un sufficiente numero di passaggi consecutivi ( su come rimuovere queste cause si è parlato ampiamente nella serie di post dedicati al possesso palla ).

Ora che le cause sono state in parte rimosse rispolvererò l'esercizio in questa seconda parte della stagione. Un altro dei vantaggi , infatti , è che abitua il pensiero tattico dei ragazzi alla ricerca della profondità e quindi del goal : quella appena scritta potrebbe sembrare una banalità , ma non è così. Mi sono accorto infatti in alcune amichevoli "in famiglia" svolte contro gli esordienti 1996 , che in alcune situazioni i ragazzi tendevano a tenere palla nella metà campo avversaria senza che nessuno cercasse l'affondo , come se l'obiettivo fosse mantenere il possesso palla e non segnare goal. Errore più che giustificabile visto il lavoro svolto nei mesi precedenti e visto che spesso viene commesso anche dagli adulti : quante volte mi capita di assistere a partite di prime squadre ( anche di serie A , il primo tempo del Milan contro la Roma nel posticipo di domenica scorsa , tanto per fare un esempio ) in cui i giocatori si passano e ripassano la palla come se qualcuno assegnasse loro un goal al 10° passaggio consecutivo!

L'altro grosso vantaggio di questo esercizio è che se ne possono inventare mille varianti , in pratica una per ogni obiettivo del nostro mesociclo tecnico-tattico. Di seguito sono proposte alcune associazioni obiettivo-variante.
Figura 2 : obiettivo triangolo dai e vai


Figura 3 : obiettivo sovrapposizione semplice (a 2 giocatori)


Figura 4 : obiettivo sovrapposizione a 3 giocatori
Figura 5 : obiettivo taglio

Figura 6 : obiettivo cambio di gioco

Figura 7 : obiettivo ampiezza e/o guida della palla
Questo ultimo esercizio , in particolare , merita due righe di commento perché permette di allenare due obiettivi complementari come l'ampiezza e la profondità e permette ai ragazzi di comprendere che relazione esista fra i due. Il punto si ottiene entrando in meta , in questo caso entrando attraverso 3 porticine distribuite su tutto il fronte d'attacco ( due sulle fasce ed una centrale , di volta in volta si può mettere il vincolo di entrare in guida della palla o mediante passaggio o addirittura piazzare un difensore e chiedere il dribbling ) : squadra avversaria permettendo , l'obiettivo primario è fare goal ovvero meta ovvero cercare la profondità. Ovviamente la squadra avversaria si schiererà in modo da non permettere questo obiettivo , quindi sarà necesssario aggirarla facendo girare palla finché una delle porticine non potrà essere attaccata con successo. L'ampiezza cioè non è un obiettivo fine a se stesso , ma un obiettivo subordinato alla profondità , che permette di ottenerla anche a fronte delle mosse difensive avversarie , ovvero in condizioni reali di gara.

Tuesday, November 11, 2008

Allenamento giovanissimi con i tecnici dell'Ascoli Soccer Academy

Copio e incollo l'articolo che ho scritto per il sito della S.S.D. Borghetto sull'iniziativa in oggetto:

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , destro e sinistro , di nuovo palla in mano; poi due volte , tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta. Anche in questo caso sottolineiamo la progressione didattica dal facile al difficile: la finta del doppio passo è stata proposta senza alcun riferimento spaziale nel primo esercizio , in questo step intermedio è stata proposta con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , mentre nell'ultimo e più difficile step sarà proposto nelle condizioni di gara , ovvero con avversario attivo e libero da vincoli.
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : dopo aver proposto la finta del doppio passo in forma semplificata ( senza riferimento spaziale , poi con riferimento spaziale fisso e passivo ) si è passati all'1c1 senza vincoli , come i ragazzi lo affrontano in ogni partita.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete chissà quante volte , ma non è rado vedere errori madornali anche fra giocatori adulti ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.

Friday, November 7, 2008

A proposito di "dai e segui" e passaggio a rimorchio

Si è detto a proposito della partita con la Vigor Senigallia che uno degli errori più frequenti commesso da alcuni dei miei ragazzi è stato quello di intestardirsi , in situazione spalle alla porta e con più di un avversario alle spalle , a volersi girare a tutti i costi anziché appoggiare con un passaggio che coi bambini siamo soliti chiamare "a rimorchio" ( fra gli adulti è più usuale il termine "passaggio di scarico" ) per il compagno a sostegno.

In settimana affrontavamo la forma di collaborazione a 2 giocatori detta "dai e segui" : il portatore di palla serve il compagno che viene incontro spalle alla porta e gli va immediatamente a sostegno ( a rimorchio , appunto ) a ricevere l'eventuale passaggio di ritorno. Questa forma di collaborazione si può allenare proficuamente con le partitelle a tema : ad esempio prevedendo che si possa segnare solo tirando di prima su un passaggio di scarico del compagno oppure permettendo di segnare in qualsiasi modo ma assegnando a questa forma di segnatura un numero di punti doppio, triplo , ecc.

Realizzando la partita a tema in un campo piuttosto corto ( doppia area ) con due porte regolamentari , diventa particolarmente allenante per il tiro in porta , che come si sa risulta anche divertente e gratificante per gli stessi ragazzi.

Inoltre , come già detto in altri post , quando capita l'occasione sono solito esemplificare quanto detto in allenamento con reti o situazioni viste in tv dai ragazzi .. solitamente partite di champions league o campionato. Fortunatamente questa settimana sono state segnate due reti nel modo su-indicato , sebbene non si tratti di due "dai e segui" ma di semplici passaggi di scarico da parte del portatore di palla : mi riferisco ai goal di Vucinic in Roma-Chelsea ( Champions League ) e a quello di Ronaldinho in Milan- Sporting Braga ( Coppa Uefa ).

Particolarmente didattico è il passaggio di Gattuso per Ronaldinho , perché l'azione del centrocampista del Milan non termina col passaggio ma continua con la protezione della palla rispetto all'avversario di spalle , per facilitare il tiro di Ronaldinho.






Postilla : se state leggendo questo post molto tempo dopo la sua stesura , i link ai video potrebbero non funzionare. Putroppo l'avidità di alcuni media è tale da vietare in chiaro non solo la visione in diretta della partita , ma anche brevi spezzoni del match a distanza di giorni. I riferimenti alle partite e agli autori dei goal sono comunque espliciti , per cui chiunque può risalire al video mancante.

Tuesday, October 21, 2008

Situazione 2c1 da calcio d'angolo : un esercizio completo

Nella prefazione alla guida tecnica dell'Ascoli Soccer Academy che ho postato qualche giorno fa si portava come esempio di un approccio errato di allenamento dei più piccoli , nel merito e nel metodo , l'eccessivo spazio dedicato da alcuni istruttori alle palle inattive , anche nel settore di base e spesso a scapito della tecnica o di altri esercizi più importanti per la crescita individuale:

1) nel merito perché denota un'attenzione eccessiva al risultato, non a caso le palle inattive sono l'ago della bilancia quando si affrontano due squadre che stentano a creare occasioni da goal su azione ( e se la propria squadra non è in grado di creare occasioni ci sono aspetti più importanti delle palle inattive da correggere ). Quante volte assistendo a una partita di calcio noiosa, che ci sembra destinata allo 0-0 perché le due squadre pensano anzitutto a non prenderle, ci viene da esclamare "questa partita può sbloccarsi solo su punizione o calcio d'angolo"?

2) nel metodo perché spesso vengono costruite artatamente situazioni che difficilmente i nostri allievi incontreranno in partita : nella prefazione si faceva riferimento ai cross eseguiti dall'istruttore che mai sarebbero arrivati la domenica successiva con la stessa forza e precisione; sullo stesso piano mi permetto di aggiungere i vari "schemi" provati in maniera analitica, che abituano i ragazzi ad agire in modo meccanico senza considerare la presenza dell'avversario , quando invece dovrebbero essere istruiti ad agire esattamente al contrario : prendere atto della presenza dell'avversario e delle scelte che questi attua, per poi agire di conseguenza.

Dopo questa lunga premessa in cui ho denigrato le palle inattive parliamo di ... palle inattive! Scherzi a parte , mi piacerebbe mostrare come si possa allenare una palla inattiva molto comune ( il famigerato "scambio su calcio d'angolo" ) con approccio diametralmente opposto a quello descritto sopra:

1) diverso nel metodo perché l'avversario svolge un ruolo determinante nell'esercizio ( sia che esso possa difendere in forma libera o come vedremo più avanti in forma vincolata ) e quindi si tratta di un esercizio pienamente situazionale e non la ripetizione analitica di uno "schema".

2) diverso nel merito , perché il fine principale non è segnare quanti più goal possibile su calcio d'angolo , ma mostrare ai ragazzi come in una situazione di gioco apparentemente così semplice possano essere nascosti almeno 5 aspetti importanti di tattica individuale che poi si ritrovano nelle normali azioni di gioco:
a) il tempo dello smarcamento
b) la collaborazione vocale col compagno ( il classico "uomo" vs "solo" )
c) lo smarcamento "dai e segui"
d) lo smarcamento "dai e sovrapponi"
e) la scelta situazionale fra "dai e segui" o "dai e sovrapponi" in relazione ai movimenti del difensore.

Il setting della seduta può essere quello classico di un calcio d'angolo come mostrato in figura 1 : oltre alla coppia che eseguirà lo scambio si può prevedere la presenza di altre coppie a seconda che si voglia far concludere l'azione con un cross o con un tiro.


1) Il primo aspetto da far presente è il tempo dello smarcamento: per potersi liberare tempestivamente della marcatura l'attaccante senza palla dovrà osservare il compagno con la palla e muoversi quando riconosce le condizioni di inizio smarcamento ( possibilmente cercando anche di dissimulare le proprie intenzioni con un contromovimento o fingendo di prendere posto a centro area per colpire di testa ) ; come già accennato in altri post queste condizioni sono palla giocabile e contatto visivo. Viceversa si troverà già col marcatore a stretto contatto nel momento di ricevere palla , riducendo sensibilmente la pericolosità dell'azione : tale accorgimento vale anche per i falli laterali , le punizioni a ridosso del centrocampo , le rimesse dal fondo e pertanto l'esercizio , una volta compreso , potrà essere richiamato come esempio in tutte queste situazioni.

2) se lo smarcamento sarà effettuato secondo i giusti tempi e quindi l'attaccante riuscirà a guadagnare qualche metro di spazio dal diretto avversario , chi ha battuto si sovrappone e quindi l'esercizio si riconduce ad un "dai e sovrapponi" in cui il portatore deve puntare e fintare l'avversario e scegliere la soluzione più adeguata rispetto alla reazione del difensore:

2a) se il difensore non abbocca alla finta e mantiene una corretta protezione della porta il portatore di palla opterà per il passaggio al compagno che si è sovrapposto ( il quale deciderà se tirare o crossare a seconda di quanto è riuscito ad accentrarsi con l'esecuzione dello scambio )



2b) se il difensore scopre la porta , perché sbilanciato dalla finta oppure per impedire il passaggio al compagno che si è sovrapposto , il portatore di palla punterà la porta e tirerà o crosserà a seconda che si trovi in posizione centrale o defilata



3) se l'attaccante senza palla , per un errore nella scelta del tempo di smarcamento oppure semplicemente per la reattività e l'attenzione del marcatore , non riesce a guadagnare metri sul diretto avversario che lo marca a contatto dorso-petto , la situazione si riduce ad un "dai e segui" con passaggio a muro.


Chiaramente in allenamento l'esecuzione rischia di essere poco realistica perché il difensore conosce già il movimento di smarcamento dell'attaccante e quindi ci si trova sempre nella situazione 3). L'istruttore ò puovviare a questo inconveniente in due modi:

a) regolare i tempi di partenza di attaccante e difensore con due fischi successivi
b) sostituirsi egli stesso al difensore e decidere di volta in volta quanto spazio lasciare all'attaccante.

Tuesday, September 30, 2008

Ancora sui tempi di smarcamento

Torno sull'argomento , di cui si è parlato qui , perché uno degli errori più frequenti che i miei ragazzi hanno commesso nella prima amichevole stagionale riguarda proprio l'errata scelta di tempo nel movimento incontro al portatore di palla. Era un obiettivo che avevo chiesto in particolare ai centrocampisti centrali e alla punta , perché l'amichevole doveva essere un momento di verifica del lavoro svolto nel periodo preparatorio :

- ai centrocampisti centrali chiedevo di dare appoggio ai difensori che impostavano l'azione

- alla punta chiedevo di dare appoggio a sua volta ai centrocampisti

La buona volontà c'è stata , ma :

1) qualche volta partivano troppo presto , quando ad esempio il difensore stava ancora aspettando palla dal portiere , con l'effetto di trovarsi a ridosso della linea dei difensori nel momento in cui era effettivamente arrivato il momento di ricevere palla; a quel punto il passaggio si riduceva ad una "palla consegnata" pressoché inutile , perché di fatto il centrocampista toglieva la palla dai piedi del difensore senza aver guadagnato neanche un metro in profondità.

2) qualche volta aspettavano troppo , restando di fatto marcati dal diretto avversario e mettendo in difficoltà il portatore di palla che si vedeva privato della principale soluzione di passaggio ( e su questo errore abbiamo regalato diverse palle pericolose all'avversario da cui sono venuti anche uno o due goal ).

Dall'allenamento di oggi iniziamo ad affrontare in modo specifico il "triangolo uno-due" , quindi ho pensato di modificare l'allenamento odierno per focalizzare l'attenzione proprio sul tempo dello smarcamento : gli esercizi 3,4, e 5 stimolano proprio questa capacità.

Monday, March 24, 2008

Insegnare la copertura reciproca ai più piccoli? E' sufficiente un accorgimento logistico

In questo fine settimana sono andato ad assistere ad alcune partite del torneo di Filottrano categoria esordienti : ne approfitto per fare i complimenti ai nostri '95/96 che , pur classificandosi al penultimo posto causa un palese strapotere fisico degli avversari , hanno strappato applausi al pubblico presente per la capacità di giocare sempre la palla senza mai buttare via il pallone ( altrettanto non può dirsi di alcune squadre che pure sono arrivate nelle prime posizioni ).

Se ce ne fosse bisogno mi sono ulteriormente convinto di quanto nella fascia d'età 11-15 anni la differenza nei risultati la facciano pochi elementi in anticipo di crescità rispetto agli altri , che possono prendere palla a metà campo e arrivare con azione personale soli davanti al portiere). Se non si dispone di difensori altrettanto veloci e fisicamente sviluppati risulta difficile arginare tali individualità ; addirittura impossibile se , come è probabile nella categoria esordienti , i ragazzi non padroneggiano pienamente forme di collaborazione difensiva quali il raddoppio e la copertura reciproca.

Mi è venuto quindi in mente il seguente esercizio , anche se più che un esercizio si tratta di una diversa organizzazione logistica degli esercizi 1c1 : per quanto riguarda la fase analitica dell'insegnamento della finta e del dribbling , in cui il difensore svolge un ruolo passivo , sono solito far eseguire gli esercizi a coppie in ordine sparso per il campo ( soprattutto nella fase di riscaldamento ). Perché non svolgere invece l'esercizio a terne , con i difensori che , una volta superati , vanno a coprire nuovamente la porta alle spalle del compagno?




Soprattutto nelle categorie pulcini ed esordienti , in cui le esercitazioni 1c1 sono svolte molto di frequente , la continua ripetizione di questo movimento permetterebbe di imprimerlo nell'esperienza tattico-motoria senza dover svolgere sedute specifiche sul raddoppio e sulla copertura , che risulterebbero troppo precoce in queste categorie.

Thursday, February 21, 2008

Mancini in Roma - Real Madrid : il taglio perfetto!

Mancini è un calciatore "didattico" , alcune delle sue azioni andrebbero mostrate nei settori giovanili : già lo scorso anno mi ricordo di aver postato il video del suo goal contro il Lione perché mostrava in modo esemplare le tre fasi del dribbling ( tentativo di sbilanciamento dell'avversario --> osservazione dello sbilanciamento --> dribbling per passare dalla parte opposta ).

Contro il Real Madrid , in collaborazione con Totti , ne ha sfornata un'altra delle sue : l'azione è talmente simile a questa progressione didattica per il taglio che abbiamo eseguito la scorsa settimana , che questo pomeriggio agli allenamenti non potrò fare a meno di farlo osservare i ragazzi.

Il rischio quando si propongono esercitazioni come questa, soprattutto lavorando con ragazzi adolescenti che per loro natura tendono a mettere in dubbio e vagliare criticamente ogni insegnamento ricevuto , è quello di passare per dei fissati che passano mezz'ora su una stessa situazione di gioco finché non viene recepita in tutti i suoi aspetti.

Per questo motivo quando capita di rivedere la stessa azione riproposta in una partita così importante , l'occasione di ribadire l'efficacia di quanto insegnato non può essere lasciata cadere.


Saturday, January 12, 2008

Insegnamo ai nostri ragazzi a "prevedere il futuro"

Il titolo del post è chiaramente una boutade , ma l'argomento sotteso è quanto mai serio e importante : il calcio è sempre più un gioco dinamico e un giocatore che è in grado di intuire come evolverà una situazione di gioco nell'arco di qualche secondo può fare la differenza rispetto a chi non ha questa capacità.

Si tratta di una capacità complessa , perché si articola su più livelli e coinvolge abilità diverse :

1) ad un primo livello , che potremmo definire di "previsione coordinativa" (i puristi delle scienze motorie storceranno il naso) , vengono coinvolte le capacità di anticipazione motoria , che permette ad esempio di intuire dove finirà il cross di un compagno o il lancio di un avversario , e la capacità di differenziazione motoria , che permette ad esempio di dosare un passaggio sullo spazio in base alla velocità di corsa del compagno.
Vi è mai capitato di vedere un vostro giocatore, lanciato a velocità sostenuta, servito con un passaggio "sull'uomo" anziché "sullo spazio" , costretto a rallentare se non addirittura arrestare la corsa , sciupando magari un'occasione importante? E' indice che chi ha eseguito il passaggio è carente già a livello di "previsione coordinativa". Mi è capitato ad esempio con diversi ragazzi del '94 che quest'anno sono stati aggregati al gruppo dei '93 , che seguo da un biennio e che hanno maggiormente affinato queste capacità.

2) un secondo livello , che potremmo definire di "previsione tattica" , riguarda la capacità di osservare la disposizione di compagni e avversari e interpretare uno spazio vuoto come un'opportunità di passaggio. Questa capacità è ben riassunta da un'affermazione di Massimo De Paoli : Il giocatore deve concepire il vuoto come un pieno di possibili (*). Se l'avversario lo permette , fra tutte le zone del campo libere va sempre preferita quella alle spalle della linea difensiva avversaria e nel biennio trascorso coi '93 ho insistito spesso su questo aspetto ( esercitazioni per l'inserimento in meta ) , tanto da poter dire che "vedono" e "attaccano" la profondità con una certa facilità. Ovviamente non sempre l'avversario lo permette , quindi la capacità di inserimento e passaggio nello spazio va generalizzata a qualsiasi zona del campo ove ve ne sia bisogno in relazione al contesto di gioco : è lo scopo delle esercitazioni di questo post.

Dovendo essere proposte ad un gruppo eterogeneo rispetto a queste due capacità , gli esercizi sono organizzati come una progressione didattica : negli step iniziali si allena la sola "previsione coordinativa" , poi vengono via via introdotte difficoltà situazionali che stimolano anche la "previsione tattica" . Alla base delle esercitazioni stanno alcune forme di collaborazione in fase di possesso palla fra 2,3 e 4 giocatori che abbiamo affrontato lo scorso anno e nella prima fase di questa stagione ( triangolo "dai e vai" , sovrapposizione semplice , sovrapposizione "a 3" , sovrapposizione a 3 con cambio di gioco per un 4° uomo ) rivisitate alla luce del seguente vincolo : sono vietati i passaggi sull'uomo e sono permessi solo passaggi sullo spazio(*) .

La successione degli step della progressione può essere riassunta come segue :

1) Esercitazioni puramente analitiche : lo spazio di gioco è rigidamente delimitato , non ci sono avversari , lo sviluppo dell'azione è obbligato;

2) Esercitazioni pre-situazionali senza avversario : pur mantenendo la delimitazione dello spazio e l'assenza di avversari , si introduce una prima difficoltà tattica chiedendo di scegliere lo sviluppo di gioco più opportuno in relazione al movimento dei compagni ( tempo e spazio );

3) Esercitazioni pre-situazionali con avversario : continuando a mantenere la suddivisione rigida dello spazio di gioco , la scelta dello sviluppo di gioco dipende dai movimenti dei compagni e di un avversario;

4) Esercitazioni situazionali : eliminando la delimitazione rigida dello spazio cade anche l'ultima semplificazione e l'esercizio è del tutto simile al contesto di gara.

1) ESERCITAZIONI PURAMENTE ANALITICHE

Per tradurre il vincolo del "passaggio nello spazio" in una regola più immediata da comprendere e mettere in pratica da parte dei ragazzi , in questo primo step ho suddiviso lo spazio di gioco in quadrati ; l'unica regola diventa quindi che in ogni quadrato entri prima la palla e (subito) dopo il giocatore : il feedback è immediato e ogni giocatore può autovalutarsi , rendersi conto se ha svolto l'esercizio correttamente o meno ( e in caso negativo correggersi nell'esecuzione successiva anticipando o ritardando i tempi).

Di seguito sono mostrate le suddivisioni del campo per i 4 sviluppi di gioco considerati : per questioni di tempo non ho potuto riportare la successione di passaggi e inserimenti su immagini diverse , così da rendere lo svolgimento più chiaro ; per non confondersi è sufficiente seguire la numerazione accanto alle frecce : le coppie di numeri con l'apice ( 1-1'/2-2'/3-3'/4-4' ) indicano due gesti da eseguire in rapida successione ; riguardano quasi sempre l'ingresso di palla e giocatore nel quadrato : perché il passaggio nello spazio sia efficace e non una palla regalata all'avversario , l'attacco al quadrato da parte del ricevente deve cominciare prima che parta la palla ( dettare il passaggio ) e terminare immediatamente dopo che è questa è entrata.

1A) triangolo "dai e vai" :




alcune annotazioni :

- ho fatto precedere il triangolo da una guida della palla in slalom da parte del giocatore A e da un contromovimento da parte del giocatore B , per evitare di far partire i giocatori da fermo , condizione difficilmente riscontrabile in gara e che spesso toglie ritmo all'esercitazione. Lo slalom introduce inoltre un riferimento temporale per il giocatore B , che deve eseguire il contromovimento in modo da entrare nel proprio quadrato un attimo dopo che vi è entrata la palla : poiché il gioco si svolge a coppie fisse , dopo qualche esecuzione B dovrà capire se iniziare il contromovimento quando A è al 1° birillo , al 2° , al 3° , ecc. La semplificazione verrà meno quando il gesto verrà ripetuto senza l'ausilio dei quadrati e dello slalom , ma a quel punto i tempi di esecuzione dovranno essere assimilati.

- sono stati previsti due quadrati successivi per stimolare la capacità di "previsione coordinativa" di chi è ancora carente sotto questo punto di vista ; il giocatore che "chiude il triangolo" deve scegliere se farlo nel primo o nel secondo quadrato in base alla posizione e alla velocità del compagno : se al momento del passaggio 3 il compagno è già entrato nel 1° quadrato andrà servito sulla corsa nel quadrato successivo ( figura 2 ) ; se invece non è ancora entrato potrà essere servito con un passaggio in orizzontale sul 1° quadrato , possibilmente con un passaggio smorzato a mo' di sponda per facilitarne la conclusione di prima intenzione ( figura 1 ). Il dato fondamentale è che , una volta terminato lo slalom e trasmessa la palla a B , A dovrà tentare di concludere nel minor tempo possibile senza preoccuparsi di modificare la propria corsa e sarà cura di B dosare il passaggio per far si che questo avvenga. In definitiva possiamo dire che il metro di giudizio per valutare la capacità di "previsione coordinativa" di B è proprio l'omegenità della corsa di A.


1B) sovrapposizione




1C) sovrapposizione a 3 giocatori



- questo sviluppo di gioco è l'ideale per insegnare ai ragazzi il movimento a mezzaluna , utile per inserirsi efficacemente alle spalle di una difesa in linea , riducendo il rischio di finire in fuorigioco. Se infatti il giocatore A , terminato lo slalom , puntasse direttamente il quadrato finale senza preoccuparsi dei tempi di esecuzione del passaggio a muro di B per C , con molta probabilità si troverebbe oltre la linea dei difensori ( simboleggiata dai cinesini di colore giallo in figura ) prima che C esegua il passaggio in profondità. Per questo motivo , approssimando la mezzaluna con una spezzata , si può chiedere ad A di effettuare una corsa in diagonale verso il cinesino di colore blu ( con lo sguardo rivolto verso B e C per osservare i tempi di svolgimento dell'azione ) per poi attaccare rapidamente la profondità ( il quadrato , in questo caso ) solo pochi istanti prima che C esegua il passaggio conclusivo.

1D) sovrapposizione a 3 giocatori con cambio di gioco per un 4° compagno



2) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI SENZA AVVERSARIO

Si parla di esercitazioni pre-situazionali , perché in queste esercitazioni si chiede ai ragazzi di scegliere , fra due possibili sviluppo di gioco , quello più opportuno in relazione al contesto di gioco. Poiché però sono assenti gli avversari , valutare il contesto di gioco significa scegliere la soluzione più opportuna in relazione al solo movimento dei compagni. L'attenzione va quindi focalizzata sulla traiettoria e sulla velocità della corsa dei compagni : si tratta di una fase intermedia in cui la "previsione coordinativa" va messa a servizio della "previsione tattica".

2a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

l'azione comincia come in figura 5 , ovvero con il giocatore A in guida della palla , B che viene incontro accentrandosi a ricevere il passaggio e C che accompagna lo slalom di A restando a sostegno per l'eventuale appoggio di C. A questo punto A sceglie se puntare direttamente la profondità oppure allargarsi per eseguire il movimento a mezzaluna : B dovrà comportarsi di conseguenza , con l'obiettivo di servire A oltre la linea dei difensori senza farlo finire in fuorigioco. Pertanto , se A punterà direttamente la profondità , sarà preferibile che B lo serva chiudendo il triangolo ( dai e vai ) , se invece A si allargherà per eseguire il movimento a mezzaluna , sarà preferibile che B giochi di sponda per C il quale servirà a sua volta A.

2b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: l'azione comincia come in figura 6 e prosegue allo stesso modo con il passaggio di A per B e la sponda di questi per C. A questo punto C si troverà fronte alla porta con due compagni ( C che ha iniziato l'azione e D che non ha ancora preso parte al gioco ) che stanno tentando di inserirsi oltre la linea dei difensori. Se entrambi si stanno inserendo con il tempo giusto la scelta è indifferente , ma è più probabile che almeno uno dei due possa sbagliare l'inserimento :

a) anticipando i tempi e rischiando quindi di trovarsi in fuorigioco

b) attardando i tempi col rischio , per quanto detto a proposito della previsione coordinativa , che il passaggio nello spazio diventi facile preda degli ipotetici difensori ( rappresentati , ricordiamo , dalla linea di cinesini )

C dovrà quindi valutare quale dei due compagni che si stia inserendo con maggiore sincronia e comportarsi di conseguenza.

3) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI CON AVVERSARIO

In questo step s'introduce l'ulteriore difficoltà costituita dalla presenza dell'avversario , pur mantenendo la semplificazione data dalla rigida suddivisione in quadrati dello spazio di gioco.

3a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

come nell'esercizio 2a il giocatore B che viene incontro a ricevere palla , si trova a scegliere se servire direttamente A chiudendo il triangolo in profondità oppure appoggiare per C che a sua volta serve A; la scelta dipende però dal comportamento di un difensore che , partendo alle spalle di C , viene messo a marcare l'attaccante :

a) se il difensore resta alle spalle di B , impedendogli di girarsi di quel tanto che è necessario per chiudere il passaggio di ritorno in profondità verso A , il triangolo verrà chiuso attraverso il passaggio a muro su C

b) se il difensore tenterà l'anticipo , lasciando a B la possibilità di girarsi anche parzialmente , questi chiuderà il triangolo direttamente per B.

3b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: oltre al difensore in marcatura su B , viene introdotto un secondo difensore che , partendo dal cinesino rosso in figura 7 , sceglierà per tempo quale dei due andare a difendere. Rimarrà quindi per C , che deve piazzare il passaggio decisivo , una sola soluzione libera a differenza delle due possibili nell'esercizio 2a.

In questa fase , più che al recupero della palla , il movimento del 2° difensore dovrà essere orientato a forzare la scelta di C in condizioni di pressione temporale : è preferibile quindi che tale compito venga svolto dall'allenatore stesso , che attaccando uno dei due quadrati proprio mentre C sta ricevendo il passaggio a muro da B , solleciterà la scelta del quadrato libero nel minor tempo possibile.

(*) Note : lo spunto per gli esercizi presentati è nato proprio da una serie di articoli di Massimo De Paoli intitolati il tempo del passaggio e il tempo dell'inserimento. Come è noto , però , gli esercizi di De Paoli per essere compresi ed assimilati dai ragazzi necessitano della conoscenza di tutta una serie di terminologie e suddivisioni dello spazio di gioco ( castello , zona di costruzione , zona cieca , ecc ) che i miei ragazzi ovviamente non hanno. Hanno invece imparato a conoscere , in questo biennio trascorso insieme , la terminologia e gli sviluppi di gioco relativi alle forme di collaborazione fra 2 , 3 e 4 giocatori quali il triangolo dai e vai , la sovrapposizione semplice , la sovrapposizione a 3 giocatori , la sovrapposizione a 3 con il cambio per un 4° compagno : seguendo il principio della progressione didattica dagli esercizi conosciuti agli esercizi nuovi , ho deciso di innestare i nuovi stimoli riguardanti la previsione coordinativa e tattica su questi concetti ormai assimilati.

Friday, November 30, 2007

Settore giovanile ( agonistico ) : uomo o zona ?

Suggerisco nel forum una discussione su questa combattuta questione , con tanto di sondaggio. Emblematici di quanto la questione sia lontana dal pervenire ad una soluzione univoca e condivisa ( che probabilmente , e diciamo anche per fortuna , non esiste .. in fondo è il bello del calcio ) sono due autorevoli pareri emersi al corso di allenatore di base:

- secondo mister Selvaggi sarebbe auspicabile cominciare a insegnare la zona sin dagli esordienti , perché solo così tutti gli 11 giocatori in campo partecipano alla costruzione dell'azione;

- secondo mister Ulivieri anche suggerire solamente un raddoppio è deleterio da parte dell'allenatore di settore giovanile , perché si semplifica troppo il compito al difensore , che invece per poter emergere in prima squadra deve saper svolgere l'1c1 ad occhi chiusi.

Si tratta di due posizioni antitetiche , a mio parere in medio stat virtus; le obiezioni che mi sento di portare ai patiti della zona precoce sono le seguenti :

1) se fino ai pulcini ci viene insegnato che non dobbiamo proporre situazioni che vanno oltre il 2c1 o il 3c2 , perché l'orientamento spazio-temporale non è ancora sviluppato al punto da poter seguire troppi punti di riferimento , proporre la zona fin dall'anno successivo sarebbe un salto troppo grande ( da massimo 2-3 punti di riferimento a 14-15 , considerando gli 11 compagni e gli avversari che occupano la propria zona di competenza e le zone limitrofe).

2) l'insegnamento della zona richiede di dedicare un sacco di tempo negli allenamenti alla tattica collettiva , per di più in fase di non possesso palla , mentre negli esordienti e giovanissimi lo spazio preminente va riservato alla tecnica di base e alla tattica individuale;

3) l'osservazione che solo nella marcatura a zona tutti i giocatori partecipano alla costruzione dell'azione è vera solo se pensiamo alla marcatura a uomo degli anni '70 : "Devi seguirlo anche in bagno" , ci dicevano! Poteva quindi capitare che al momento della riconquista della palla il marcatore si trovasse dietro al proprio uomo in chissà quale zona del campo ed è chiaro che fosse tagliato fuori dal partecipare all'azione.

Oggi per fortuna nessuno marca a uomo in questo modo ; sono necessari pochi accorgimenti per far si che , anche marcando a uomo , tutti partecipino all'azione in fase di possesso palla : concentrazione in ampiezza , concentrazione in profondità , elastico difensivo di uno dei marcatori centrali.

La concentrazione in ampiezza o sul lato forte significa che se l'uomo che si deve marcare stazione sulla linea laterale destra e la palla è nei pressi della linea laterale sinistra è inutile seguirlo fin là : è sufficiente accentrarsi ponendosi in modo da coprire la traiettoria palla-uomo e uomo-porta. La concentrazione in profondità è il concetto comunemente detto della squadra corta e significa che quando si è in possesso palla si partecipa alla costruzione dell'azione e ci si disinteressa dell'uomo da marcare , salendo e lasciandolo in fuorigioco . L'elastico difensivo praticato dal libero significa che questi in fase di possesso palla ( o in fase di non possesso con palla coperta ) gioca in linea con gli altri difensori, mentre in caso di palla scoperta si stacca quei 5 metri necessari a non rimanere impreparati sui lanci lunghi avversari.

Questi sono gli accorgimenti che ho adottato nella categoria giovanissimi e come me li adottano molti altri : sono mutuati dalla zona e questo basta a qualcuno per parlare di "zona mista". Personalmente non mi sento di chiamarla zona mista , è semplicemente una marcatura a uomo modificata per migliorare nella fase di costruzione dell'azione : la concentrazione permette , una volta riconquistata palla , di essere tutti abbastanza vicini all'azione da poter partecipare ; inoltre il fatto di essere sufficientemente vicini facilita la costruzione dell'azione con passaggi e smarcamenti , piuttosto che con lanci lunghi e azioni personali insistite.

Non ho mai allenato gli allievi , ma se un giorno dovesse capitarmi penso che quella sia la categoria ideale in cui poter iniziare ad applicare la zona : gradualmente e solo quando il concetto di marcatura individuale dimostra di essere stato ben recepito; se i 3 principi sopra esposti ( concentrazione sul lato forte , squadra corta ed elastico difensivo ) sono stati proposti nella categoria precedente è sufficiente che i difensori imparino a scalarsi le marcature per avere una "zona di fatto" : potrebbe essere l'obiettivo per il primo anno di allievi.

Nel 2° anno di allievi , dopo questo lungo percorso , si potrebbe passare a sviscerare tutte le possibili situazioni ( 3c2 , 4c3 , 6c4 , 11c6 ecc ecc ) e svolgere i classici esercizi che spopolano nei libri di didattica della zona. Proporli già nel 1° anno di giovanissimi ( o addirittura negli esordienti ) , quando ancora i ragazzi non sanno neanche marcare a uomo e fanno fatica a seguire anche un solo punto di riferimento , secondo me è solo controproducente. Se poi si allenano gli esordienti dell'Inter , contro i quali ci è capitato di fare un'amichevole lo scorso anno , è ovvio che tutto è possibile!

Monday, October 29, 2007

Il 4-2-3-1 nell'insegnamento dei principi di tattica collettiva nella categoria allievi

Noto dalle statistiche del blog che molti arrivano qui da ricerche au google inerenti il 4-2-3-1.

Per dare il mio modesto contributo , ecco la tesina che ho presentato per la materia "tecnica e tattica calcistica" al corso di allenatore di base. Il parere che ho cercato di esprimere riguarda l'utilità di questo sistema di gioco per insegnare ai ragazzi del settore giovanile agonistico ( principalmente allievi ma anche giovanissimi ) a "vedere" lo spazio oltre la linea di difesa aversaria e quindi a smarcarsi in profondità; ovviamente si tratta di un parere personale , che non necessariamente deve essere condiviso.