Showing posts with label libri calcio. Show all posts
Showing posts with label libri calcio. Show all posts

Saturday, October 4, 2008

Tecnica di corsa per il calciatore : alcuni riferimenti per approfondire

Con riferimento alla questione posta qualche articolo fa, segnalo alcuni riferimenti interessanti dove poter approfondire l'argomento:

1) questo articolo di Pincolini tratto dallo stage nazionale di Sportilia organizzato dall'AIAC Emilia Romagna. Le pagine in cui si parla specificamente di tecnica di corsa vanno dalla 5 alla 9 , anche se vale la pena di leggere tutto l'articolo perché è molto interessante.

2) questa serie di articoli su calciodonne.it

3) il libro di Riccardo Capanna Lo sviluppo della forza coordinativa nel gioco del calcio. Le appendici finali sono specifiche sull'argomento in oggetto , mi permetto di postare le immagini relative alla corretta sequenza dei movimenti nella corsa in allungo e nello sprint, con evidenziati gli errori più comuni.




Friday, March 7, 2008

Gli esercizi di De Bellis gratis su youtube

Youtube è veramente una fonte inesauribile di informazioni per allenatori in cerca di ispirazione , quindi ne approfitto spesso quando ho occasione di navigare un po' in internet; ieri sera mi ero messo a cercare qualche esercizio interessante sulle capacità coordinative ( a proposito : in inglese si chiamano "coordinative skills" o "coordination skill"?) : con mia grande sorpresa , ho trovato una serie di video degli allenamenti di una squadra turca che ripropongono tali e quali tutti gli esercizi proposti nel DVD di Roberto De Bellis Esercitazioni per l’adattamento e la trasformazione del gesto calcistico attraverso la variazione dello stimolo. Da una rapida ricerca su ho scoperto che l'allenatore è Hikmet Karaman e la squadra dovrebbe essere l'Ankaraspor ( ex squadra , mi pare di aver capito , visto che sembra sia stato esonerato ) : qui potete trovare tutti i video in oggetto.

Che il libro fosse molto apprezzato e che i suoi esercizi avessero iniziato a circolare mi era noto , ricordo ad esempio di averne visti alcuni opportunamente rimodulati quando durante il corso di allenatore di base siamo andati ad assistere agli allenamenti degli juniores nazionali della Maceratese.

Il problema è però , appunto , la capacità di rimodularli da parte di ciascun allenatore per adattarli alle proprie esigenze , che del resto è l'auspicio formulato dallo stesso De Bellis al termine del DVD: qui invece sono semplicemente riproposti tali e quali e per di più pubblicati su internet come se si trattasse di contributi originali. Non penso ci siano gli estremi legali per la violazione del copyright , perché in fondo si tratta delle riprese dell'allenamento di una squadra di calcio e non è reato riproporre gli esercizi trovati su un libro o su un DVD ( anzi , i libri e i DVD si comprano proprio per quello ). Certo la scelta di pubblicarli su youtube , senza citare la fonte e attribuendosene in qualche modo la paternità , lascia per lo meno un po' perplessi.

Per quanto mi riguarda , ho sempre cercato di interpolare questo genere di esercizi ( ad esempio skip su over bassi o su cerchi , magari alternati a rotazioni delle braccia ) all'interno delle esercitazioni tecnico-tattiche , soprattutto per allenare la capacità di reazione motoria.

Eccone un esempio:

ESERCIZIO per allenare la conclusione in condizioni di pressione temporale

Si dispongono una serie di 5-6 over bassi ( o di cerchi ginnici o la combinazione di entrambi ) immediatamente fuori dall'area di rigore. L'allenatore si colloca sul dischetto di rigore con un pallone : quando calcio la palla verso gli over l'allievo inizia ad eseguire gli skip e deve terminarli prima che arrivi la palla : una volta uscito dagli ostacoli deve calciare di prima in porta.


Il "segreto" dell'esercizio sta nel calciare la palla più o meno forte a seconda del grado di difficoltà che si vuole dare all'esercizio : calciando piano l'allievo avrà a disposizione due o tre passi di rincorsa prima di concludere. Calciandola più forte dovrà tirare di prima non appena messo il piede di appoggio fuori della serie di ostacoli. In entrambi i casi , per poter calciare di prima , dovrà programmare il gesto motorio prima di uscire dalla serie di ostacoli , mentre sta eseguendo gli ultimi 2-3 skip , e questo ripropone un contesto molto simile a quello di gara : in area può capitare ad esempio che l'attaccante sia a contatto con un avversario o stia osservando il piazzamento del portiere o dei compagni. In tutti questi casi , se vuole poter calciare di prima intenzione , deve pianificare il gesto tecnico mentre sta svolgendo altri "compiti".

VARIANTE : quando l'esercizio è stato appreso e si vuole aumentare la difficoltà , oltre a passare la palla con una forza tale da obbligare l'allievo a calciare non appena mette il piede di appoggio fuori dagli ostacoli , si può prevedere la presenza di un portiere che quando mancano ancora un paio di skip si sposti verso uno dei due pali. L'allievo dovrà tirare di prima verso il palo lasciato libero.

Già lo scorso anno portai l'esempio di benefici evidenti che questo genere di esercizi avevano portato ai miei ragazzi : lo feci in questo post e ne approfitto per riproporre il video del goal di T.B. che ricalca in modo chiarissimo questo esercizio.

Wednesday, December 12, 2007

Libri Calcio : La preparazione fisica ottimale del calciatore

Ero alla ricerca di un testo per ampliare e approfondire gli appunti di teoria e metodologia dell'allenamento presi al corso di allenatore di base : se c'è qualcosa che l'università mi ha insegnato è che a rileggere dopo qualche anno gli appunti scritti in fretta e furia su un block-notes non si cava un ragno dal buco!

In attesa che esca il libro del Prof. Cannavacciuolo , mi sono indirizzato su La preparazione fisica ottimale del calciatore di Jurgen Weineck, versione specifica per il calcio de l'allenamento ottimale , opera omnia dello stesso autore.

Me ne avevano parlato molto bene e , adesso che mi è arrivato a casa , non posso che confermare : la teoria è trattata con molto rigore ma è allo stesso tempo comprensibile per chiunque , non mancano le esercitazioni pratiche e , soprattutto , per ogni capacità condizionale affrontata ( velocità , resistenza , forza , flessibilità ) c'è un capitolo specificamente dedicato al suo allenamento ( o non allenamento ) in età infantile e giovanile.

Unico neo è la data di stampa , che risale al 1996 : alcune statistiche sono un po' vecchiotte ; un esempio sono gli studi sul modello prestativo del calciatore , che fanno riferimento a campionati di fine anni '80 .. oggi probabilmente le percentuali di tempo trascorso da ciascun giocatore correndo a ritmi elevati sono ancora più elevate.

Se quando avrò sistemato gli appunti in formato elettronico dovesse venirne fuori un buon lavoro , che possa essere utile anche ad altri frequentatori di questo blog , magari li renderò disponibili per il download : del resto già ai tempi dell'università feci qualcosa del genere con un altro mio sito , che mi servì sia per imparare le nozioni dell'html che per mettere da parte qualche soldo per pagarmi gli studi.

Friday, June 8, 2007

Libri calcio : ancora consigli per gli acquisti

Dopo il libro+dvd di De Bellis ho acquistato due nuovi libri online :

1) Il libro di Gualtieri Un modello di preparazione atletica precampionato per giovanissimi in vista della prossima stagione. La parte teorica è molto ben fatta , anche se ripresenta in forma più concisa quanto già spiegato nel suo altro libro Programmazione annuale dell'allenamento per giovanissimi. Gli esercizi prevedono quasi tutti l'utilizzo della palla e questo approccio ha i suoi pro e i suoi contro: è indubbio che l'esercizio risulta meno noioso e più utile anche per gli aspetti tecnico-coordinativi , ma se non si ha un gruppo omogeneo in quanto a impegno negli esercizi si rischia di svolgere una preparazione atletica soddisfacente solo per quelli che eseguono ( correttamente ) gli esercizi al massimo delle proprie possibilità. Devo ancora decidere quale di queste due vie seguirò : probabilmente inizierò con una preparazione con la palla e , in caso di scarso impegno , passerò ad esercitazioni "a secco" , in modo da favorire anche l'inculcamento di una certa "cultura del lavoro" negli allenamenti ( che a mio parere è proprio uno degli aspetti più difficili da affrontare in una categoria provinciale , dove l'aspetto competitivo è meno accentuato che nei regionali).

2) il libro di Vatta La tecnica del calcio e le capacità coordinative , perché era l'unico che citasse esplicitamente le capacità coordinative nel titolo e che non fosse esplicitamente dedicato alla scuola calcio.

Ero infatti alla ricerca di esercizi per l'affinamento delle capacità coordinative dai giovanissimi in su : il libro , per quanto un po' datato , risponde alle mie esigenze e , seppure alcuni esercizi siano a mio parere un po' superati , ne ho tratto spunti interessanti.

Di sicuro la reputazione di pioniere e di figura storica del movimento calcistico giovanile italiano Vatta se la merita tutta , e per la competenza tecnica ( gli stessi esercizi che oggi possono sembrare datati , ai tempi della stesura del libro e delle riprese della videocassetta erano certamente all'avanguardia ) e per la statura morale ed umana del personaggio.

A proposito di questo secondo aspetto , riporto per intero un'intervista concessa qualche anno fa da Vatta al quotidiano "Il Giornale" ( in grassetto le frasi che mi sento di sottoscrivere in pieno ):

«Hanno scritto che al Torino ho reso 350 miliardi di lire. Ma non cambierei mai la mia carriera con quella di un allenatore di prima squadra».
Sergio Vatta, 68 anni. Il mago Vatta. Quattro scudetti, sei coppe Italia, quattro tornei di Viareggio con la Primavera del Torino; uno scudetto giovanissimi e uno Primavera come responsabile dei parigrado della Lazio, poi direttore tecnico delle nazionali giovanili e allenatore dell’Italia femminile portata alla fase finale dei mondiali. Ha visto nascere e crescere (e cresciuto) campioni e signori nessuno, ma come una levatrice di altri tempi non ha fatto differenze né sconti.
La prima missione?
«Nel ’75. Allenavo l’Ivrea, ma un giorno alla settimana lavoravo per il Torino. Giacinto Ellena, allora responsabile del settore giovanile granata, mi disse: “Si va a Lione per vedere un francese con il cognome italiano”»
E vide?
«Facile: Michel Platini. Mezzala del Nancy, quella sera fece gol e prese una traversa. “Può giocare in qualsiasi squadra al mondo” scrissi nella mia relazione. Si poteva opzionare con cento milioni, ma Radice, tecnico del Toro, disse: “Non dimentichiamo che gioca in Francia, un campionato minore”»...
Se ne sono sentite di migliori come profezie?
«Sì, ma dopo quel viaggio fui assunto dal Torino».
Scannerizzi 24 anni di lavoro in granata: il top undici?
«Mi manca un portiere, poi: Francini, Cravero, Benedetti, Mandorlini, Fuser, Dino Baggio, Venturin, Sclosa, Lentini, Vieri».
Cominciamo dall’ultimo.
«Me lo segnalò Serino Rampanti, ex ala del Toro, amico di Bob Vieri, il padre di Christian. Bobo giocava nel Prato e per convincere il presidente toscano, tifoso granata, a vendercelo comprammo anche il figlio Paolo, portiere ad Ancona».
Com’era Vieri?
«“Mi diceva: sono il più scarso di tutti, vado a casa”. Io gli rispondevo: è vero, sei scarso, ma fai sempre gol. Aveva una feroce voglia di riuscire, alla fine di ogni seduta si fermava un’ora più degli altri a crossare. Non avrei mai pensato potesse diventare così forte».
Altro fenomeno: Lentini.
«Lo vidi in una partita degli allievi a Mathi Canavese e ne fui impressionato. In pochi hanno fatto la differenza come lui nelle giovanili, la maglia numero sette finiva sempre stracciata. E una volta fece infuriare Pagliuca...».
Racconti...
«Fece quattro gol alla Samp. Nell’ultimo scartò mezza squadra, poi si fermò sulla linea di porta, aspettò il ritorno del portiere e segnò. Eravamo al Fila, Pagliuca lo inseguì per tutto il campo...».
Il provino più strano?
«Al Filadelfia si presenta un ragazzino e mi dice: “Arrivo da Bagnara Calabra, abito da mia sorella e voglio giocare nel Torino”. “Sei troppo piccolo per noi”, gli dissi, così lo mandai al Victoria Ivest, una nostra succursale. Mi richiamarono: questo piccoletto è un fenomeno.... Era Benny Carbone».
La sconfitta indimenticabile?
«Tardelli. Dopo averlo visto a Como, andammo da Pianelli che ci accolse sconsolato: “A l’a pialu l’Avucat” disse. L’aveva già preso l’Avvocato. Ma la Juve mi chiese persino un parere prima di un acquisto importante...».
Quando?
«Boniperti stava comprando Del Piero e mi telefonò per avere il mio consenso. Ovviamente gli dissi di prenderlo. Volle regalarmi una spilla da giacca della Juve, ma la rifiutai...».
Capitolo osservatori: scelga i più affidabili?
«Un certo Mollicciara, da Massa Carrara. “Ho quattro giocatori da serie A”, mi disse al telefono. Non ci volevo credere, così andai a vedere. Noi prendemmo Bertoneri e Francini. Ma il Milan Evani e Battistini. Era tutto vero».
Altri specializzati?
«Sola. Da Padova. Ci segnalò Pancaro, a Treviso con la Calabria per il torneo delle Regioni. Ci costò 20 milioni, dieci all’Acri, la sua squadra, altrettanti al padre. E fu sempre Sola a mettermi sulle piste di Dino Baggio».
A proposito, che tipo era il Baggio meno famoso?
«Faceva il centravanti, lo portai indietro. “Lei rovina mio figlio”, mi urlava la madre. E lui la cacciava via, “non ti voglio più vedere vicino agli spogliatoi”».
Premio occhio di lince?
«A Volfango Patarca, allenatore dei giovanissimi della Lazio. Scriveva in un italiano zoppicante, ma conservo ancora le relazioni su Nesta e Di Vaio, all’epoca undicenni».
Leggiamole...
«Nesta: (testuale dalla scheda): “Dotato di tecnica eccezzionale salta l’uomo con facilità incredibile per la sua età è eccezzionale sa fare di tutto. Centrocampista con mezzi tecnici e fisici di gran talento se continua a migliorare e non distrarsi ha un futuro come calciatore».
E Di Vaio?
«Rileggo la scheda: “Ha tecnica eccezzionale, furbizia scatto e rapidità di esecuzione incredibile. Chiedo a tutti di non far perdere un simile talento”».
È stato accontentato, Patarca. Ma la sua gioia maggiore qual è?
«L’esordio di Mandorlini in serie A. Andrea era il primo giocatore allenato da me ad arrivare così in alto».
Allenatori: il più e il meno collaborativo?
«Fascetti ci seguiva sempre. E quando gli piacevamo in modo particolare, il lunedì successivo ci invitava tutti a cena».
All’opposto?
«Radice. Spesso il nostro campo era preparato meglio di quello della prima squadra. E allora lo prendeva lui. E ci costringeva ad allenarci nel cortile del Filadelfia, sulla ghiaia».
Il giocatore più vicino ai giovani?
«Junior. Conosceva tutti i ragazzi e finito il suo allenamento si fermava a fare le partitelle con loro».
Il miglior talento visto crescere?
«Buffon. Il più forte degli ultimi 30 anni. Lui e Totti li ho avuti nell’under 15. Poi Pirlo: anche lui passò dall’under 15, “è il giocatore del 2000” dissi: tecnico e capace di resistere al gioco fisico dell’avversario».
Ha allenato la nazionale femminile: la donna più forte in quale categoria maschile potrebbe giocare?
«Negli allievi regionali. E farebbe molta fatica».
Ha detto: gli istruttori si stanno trasformando in allenatori. Che cosa significa?
«Che puntano troppo sulla prestazione. Robotizzano i ragazzi e dimenticano che i giovani non sono adulti in miniatura. Ogni stagione il calcio italiano perde circa 50mila praticanti: 14 anni è il passaggio critico».
Perché
«Scuola superiore, altri interessi, trasformazione fisica e, soprattutto, scoperta di non essere un campione. L’istruttore di calcio dev’essere bravo a farsi preferire a tutto questo. Non per niente in Francia li chiamano educateur».
Parliamo dei procuratori intorno ai giovanissimi?
«Sono una rovina. Ma se un ragazzino ha bisogno del procuratore a 14 anni diventerà un cittadino di serie B».