Sunday, September 7, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 6° ed ultima parte ) : una proposta di periodo preparatorio per categoria esordienti 1° anno

A conclusione della serie di post che questo blog ha dedicato nei mesi scorsi al possesso palla vorrei presentare una proposta di periodo pre-campionato per la categoria esordienti primo anno , che è la naturale conclusione delle riflessioni maturate.

Alcune istruzioni per l'uso , raccolte anche nelle note introduttive che presentano le sedute:

1) non si tratta di una preparazione atletica , perché a mio parere non ha senso parlare di preparazione atletica a quest'età ( 11 anni ) : forza e resistenza lattacida non si possono allenare , mentre resistenza aerobica e velocità/rapidità possono essere allenate proficuamente ma implicitamente nelle esercitazioni con la palla. Le uniche capacità motorie che vengono allenate "a secco" facendo uso dei più svariati attrezzi ( ostacoli alti e bassi , cerchi , funicelle , speed ladder , ecc ) sono le capacità coordinative.

2) si cerca di migliorare il possesso palla migliorando gli aspetti di tattica individuale , come penso abbia capito chi ha seguito questi 6 post : non ha senso , secondo me , impegnare parti consistenti delle sedute a parlare di ampiezza , profondità , scaglionamento , ecc se i ragazzi non sono in grado di ricevere o proteggere palla in modo da mantenerla coperta dall'avversario o di distinguere un passaggio sullo spazio da un passaggio sull'uomo.

Qualcuno potrebbe dissentire ma mi permetto di citare, a sostegno della mia scelta, la seguente statistica curata dall'autore del libro 250 esercizi e giochi per il perfezionamento tattico : di tutte le cause che durante una partita di calcio danno luogo ad una transizione fra fase di possesso palla e fase di non possesso , ben il 50% sono dovuti ad errori tecnici "non forzati" come passaggi sbagliati o cattivo controllo della palla; il 10% è costituito da "errori forzati" , dovuti cioè a pressing e fuorigioco ; il 15% da contrasti persi e il 5% da intercetti. Nel 12% dei casi il possesso passa alla squadra avversaria attraverso un fallo con conseguente punizione , mentre la percentuale di azioni che terminano con una conclusione in porta è solo del 6%.

La statistica si riferisce al calcio degli adulti , quindi presumibilmente l'incidenza degli errori tecnici nelle partite di calcio giovanile è ancora maggiore , più probabilmente un 60-70%. E' su questi aspetti che quindi si possono avere i maggiori margini di miglioramento e su cui bisogna insistere prima di passare a risolvere gli errori di tattica collettiva.

Monday, September 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 5° parte ) : la protezione della palla , il basket e altre considerazioni

La protezione della palla è l'ultimo fondamentale di tecnica applicata che tratterò in questa serie di post perché è l'ultimo aspetto di tattica individuale che , se migliorato , può avere importanti ripercussioni sulle capacità della propria squadra di mantenere il possesso palla , anche e soprattutto in condizioni di inferiorità numerica.

Prima di presentare alcune sedute di allenamento specifiche per questo obiettivo , però , mi permetto un breve confronto fra l'importanza che il possesso palla riveste nel calcio e in altri sport di squadra con la palla : lo faccio proprio parlando della protezione della palla perché i due aspetti sono secondo me strettamente collegati.

Mi sono chiesto spesso , infatti , assistendo a partite di basket/pallanuoto/football americano ecc perché nel calcio c'è minor consapevolezza che perdere una palla significa consegnare agli avversari un'opportunità per segnare; in altre parole perché i tifosi di calcio non salutano il recupero di un pallone con lo stesso entusiasmo con cui i tifosi di basket salutano la riconquista di un rimbalzo sotto canestro? E perché un giocatore di calcio si può permettere di lanciare via una palla a caso senza essere beccato dai tifosi , mentre non potrebbe permetterselo in una partita di basket o di pallanuoto ( figurarsi il football americano dove la perdita del possesso provoca il fermo del gioco per la sostituzione dell'intera squadra di attacco con la squadra di difesa )? Eppure in entrambi i casi si sta consegnando agli avversari un'opportunità in più per mettere a segno un punto.

La risposta , secondo me , sta proprio nella protezione della palla : nel basket è praticamente impossibile perdere una palla che si ha saldamente in mano e nella pallanuoto è comunque difficile , mentre il passaggio ha i suoi rischi di intercetto più o meno come nel calcio. Questo fa si che la percentuale di azioni che iniziano da una conclusione avversaria e terminano con una conclusione nell'altra porta è molto più alta nel basket o nella pallanuoto che non nel calcio : per dirla con un termine molto in voga fra gli allenatori di oggi , nel basket vi sono molte meno "transizioni" e queste si limitano per lo più a conclusioni non andate a buon fine ( ed è lì appunto che il cestista va a recuperare i rimbalzi ) .

Possiamo trarre qualche conclusione didattica utile per un allenatore di settore giovanile da queste elucubrazioni apparentemente così astratte? Secondo me si. Parliamo di pensiero tattico individuale e proviamo a porci nei panni di un giocatore di basket in possesso della palla ed un giocatore di calcio nella stessa situazione :

1) il giocatore di basket sa che nessuno può portargli via la palla dalle mani e , anche vedendo avvicinarsi l'avversario , può osservare "con calma" le posizioni dei compagni ed attendere lo smarcamento che ritiene più opportuno ( ho messo le parole "con calma" fra virgolette perché poi ci sono le infrazioni temporali o di passi , ma questo non fa che rafforzare il nostro ragionamento : chi ha scritto le regole era consapevole che bisognava forzare il passaggio altrimenti il cestista avrebbe potuto attendere anche per tempi lunghissimi tanta è la sua certezza di non perdere palla ).

2) il giocatore di calcio non ha la certezza di non perdere palla e sa che dovrà cercare un compagno libero per il passaggio ( o concludere ) molto più in fretta del cestista;
2a) il giocatore di un certo livello, comunque , sa che può porre in atto un certo numero di accorgimenti ( quelli riguardanti la protezione della palla ) che gli assicurano se non la certezza di mantenere il pallone , almeno una buona probabilità di farlo ( o al massimo di conquistare fallo ) finché l'avversario è uno : certo se gli avversari che si apprestano ad affrontarlo sono più di uno mentre pone in essere questi accorgimenti dovrà velocemente trovare una soluzione per passare la palla.
2b) il ragazzo o il giocatore delle categorie inferiori non ha neanche questo margine di sicurezza ( anzi spesso compagni , spettatori e purtroppo anche qualche allenatore contribuiscono a mettergli ansia di non riuscire a mantenerla ) e questo lo spinge a buttare via palla.

Intervenire sul pensiero tattico individuale dei nostri allievi perché possa essere sempre più vicino a quello descritto al punto 2a e sempre meno vicino a quello descritto al punto 2b è proprio il nostro compito. Che i bambini partano quasi tutti dalla situazione 2b potete verificarlo voi stessi , molto semplicemente, come ho fatto oggi al primo allenamento con gli esordienti 1997 : consegnate le casacche e chiedete di svolgere un possesso palla con le mani senza alcuna regola ( fermo restando il divieto di sradicare la palla dalle mani degli avversari ) , ma fissando l'obiettivo per il punto ad un valore relativamente alto di passaggi.

Nessuna regola significa che si può correre con la palla quanto si vuole senza obbligo di rimbalzo , che non vi sono infrazioni di tempo , ecc ecc : se i ragazzi avessero un pensiero tattico evoluto ogni azione terminerebbe con il raggiungimento dell'obiettivo. La situazione , invece , è radicalmente diversa : già al 2° o al 3° passaggio c'è chi preferisce rischiare passaggi improbabili piuttosto che tenere palla in mano qualche secondo in più per attendere un passaggio più sicuro. Oggi c'era addirittura chi buttava palla alle proprie spalle senza guardare, tipo terno al lotto!

Dopo aver lasciato sbagliare i ragazzi per un po' ho fatto notare loro questi errori ( metodo globale/analitico/globale) : se prima l'obiettivo dei 10 passaggi non veniva quasi mai raggiunto , poi la maggior parte delle azioni terminava positivamente.

Questa aumentata consapevolezza va subito sfruttata per migliorare il possesso palla specifico che ci interessa , ovvero quello svolto coi piedi : prendiamo un pallone e scegliamo un ragazzo a caso, chiediamogli di toglierci la palla dai piedi. Mostrando il corretto uso del busto e del braccio opposto a quello con cui controlliamo la palla , non dovremmo avere difficoltà a tenerlo lontano : questa breve dimostrazione aiuta i ragazzi a comprendere che , con opportuni accorgimenti di protezione dell'attrezzo , possono avere un approccio al possesso palla simile a quello che avevano nell'esercizio precedente svolto con le mani , evitando cioè di buttare via la palla e proteggendola fino a che non si presenta l'opportunità di un passaggio utile.

Spero di non avervi tediato con tutte queste parole : ecco quindi la prima seduta sulla protezione della palla ed ecco la seconda seduta.

Sunday, August 31, 2008

Un decalogo per gli esordienti primo anno

Domani , 1° Settembre , inizierò il periodo preparatorio con gli esordienti 1997. Prossimamente pubblicherò la programmazione annuale e le sedute di allenamento , per ora metto online questo breve "decalogo" che ho stampato per consegnare domani ai ragazzi , nella speranza che possa essere utile ad altri istruttori di settore giovanile ( e non solo ):

1. Cerca di essere il più possibile presente agli allenamenti e agli altri impegni ufficiali e quando non riesci avverti tempestivamente : nel momento in cui decidi di venire a scuola calcio prendi un impegno verso i compagni e l’allenatore , che fanno affidamento sulla tua presenza; se ti assenti senza avvisare stai venendo meno alla fiducia che hanno riposto in te. Inoltre , come le lezioni a scuola anche gli allenamenti hanno una loro successione : se non sai fare le addizioni come puoi saper fare le moltiplicazioni?
2. Rispetta i compagni : il calcio è un gioco di squadra e insultare o rimproverare un compagno , oltre ad essere un segno di maleducazione , è un dispetto che fai alla squadra nella quale giochi , quindi a te stesso.
3. Rispetta l’allenatore : se non hai capito un esercizio hai il diritto/dovere di interrompere e chiedere spiegazioni. Non è invece un diritto interrompere un allenamento perché non ti piace un esercizio e/o il ruolo in campo che ti è stato assegnato e/o la composizione della squadra per la partitella ecc ecc : hai mai pensato a cosa succederebbe se tutti facessero altrettanto? Se proprio è una questione importante l’istruttore è a tua completa disposizione al termine dell’allenamento , negli spogliatoi.
4. Rispetta i genitori , i dirigenti , l’arbitro : pensa che se puoi venire al campo a giocare è anche perché tante persone così si impegnano gratuitamente nella vita della società.
5. Rispetta il materiale che la società ti mette a disposizione : l’allenamento non termina con la partitella , ma quando tutti hanno riposto correttamente il materiale utilizzato.
6. Rispetta gli avversari : la partita settimanale non è un campo di battaglia e gli avversari non sono i tuoi nemici. Sono lo strumento per capire se stai imparando quanto ti è stato insegnato in allenamento : e ricorda che si può imparare anche perdendo come si può non imparare vincendo.
7. Non abbatterti nell’insuccesso : ogni errore è una straordinaria opportunità di crescita , purché tu ne capisca le cause e ti impegni a migliorare. Volere è potere.
8. Non esaltarti nel successo : se vuoi diventare un bravo giocatore ( e non solo! ) non c’è peggior errore che tu possa compiere che sentirti talmente forte da non aver più bisogno di imparare/migliorare.
9. Organizzati con gli impegni e cerca di essere autonomo: cerca di prepararti da solo la borsa con tutto l’occorrente e di ricordarti da solo l’orario delle convocazioni; la scuola deve essere la tua prima priorità , ma non venire agli allenamenti perché devi terminare i compiti che ti sono stati assegnati una settimana fa non è una giustificazione accettabile; se non sei in grado di organizzarti adesso che frequenti la prima media come potrai farlo quando sarai al liceo? E all’università?
10. C’è un tempo per scherzare ed uno per impegnarsi : venire al campo deve essere un divertimento , ma non ci si diverte solo ridendo e scherzando; anche imparare e migliorare possono ( e devono ) essere fonti di divertimento. Ridere e scherzare quando dovresti imparare non è divertente , è solo un modo per buttare via il proprio tempo.

Settimana per settimana , chi dimostra di essere d’esempio ricordando e rispettando queste semplici regole sarà premiato con la fascia di capitano.

Chi volesse scaricare la versione pdf può cliccare qui.

Saturday, August 23, 2008

Le olimpiadi e la carta dei diritti del bambino nello sport

Le olimpiadi di Beijing 2008 si concluderanno domani e si iniziano già a tracciare i primi bilanci; il regime cinese le ricorderà sicuramente come un successo politico e un trionfo sportivo: le manifestazioni pro-Tibet si sono andate via via diradando, i giornalisti occidentali non hanno dato poi così tanto fastidio e il numero di medaglie d'oro è stato tale da doppiare quasi l'altra superpotenza , gli USA.

La strapotenza cinese in così tante discipline è quasi imbarazzante e non si può spiegare solo e soltanto con la popolazione numerosa : la Cina con un miliardo e 300 milioni di abitanti ha conquistato ad oggi 48 medaglie d'oro , 96 in totale; l'India con un miliardo e 100 milioni ha conquistato 3 medaglie , di cui una sola d'oro.

Il segreto ad un primo sguardo superficiale parrebbe essere lo stesso degli USA: il reclutamento capillare degli atleti attraverso il sistema scolastico. La similitudine però si ferma qui: se negli USA il fulcro del sistema sono i collège e il motore delle motivazioni è l'ambizione di ragazzotti oltre i 16 anni , in Cina i bambini più promettenti vengono praticamente sottratti alle famiglie in tenerissima età e di fatto internati in centri di eccellenza ( sportiva si intende ) dove sono sottoposti ad allenamenti massacranti e metodologie a dir poco discutibili.

Troppo presi dalla protesta pro-Tibet , pochissimi attivisti e giornalisti hanno concentrato la loro attenzione sull'infanzia violata dei giovani atleti: segnalo a proposito questo servizio fotogratico apparso sull'espresso




e questo video da Youtube:
A guardare il video c'è da mettersi proprio le mani nei capelli: alla faccia delle tante raccomandazioni che vengono date a noi allenatori di calcio di non ricorrere a esercizi con sovraccarico prima dei 14 anni.. evidentemente c'è a chi della salute e del corretto sviluppo dei giovani atleti non può fregar di meno!

Non sono solito parlare di politica in questo blog, ma una piccola parentesi me la voglio concedere: questo era uno dei temi che avrebbe potuto mettere in difficoltà il regime cinese , non certo la questione tibetana. Avrebbe da una parte sollevato la questione dei diritti umani ( ricordo che la carta dei diritti dei bambini nello sport è un documento approvato ufficialmente dall'ONU nel 1992 ) e dall'altra messo in discussione il valore delle vittorie cinesi: al netto della popolazione e delle metodologie di allenamento dei giovani atleti , le 27 medaglie dell'Italia o le 47 della Gran Bretagna ( italiani e britannici sono meno di un ventesimo dei cinesi ) avrebbero assunto tutt'altro valore al confronto con le 96 cinesi. Invece si è scelto di insistere sul Tibet ( come se quella fosse l'unica regione dove i diritti umani vengono violati ) , facendo scattare la leva del patriottismo e compattando di fatto parte della popolazione sulle posizioni del regime a discapito della dissidenza interna : eppure sarebbe bastato aprire un qualsiasi manuale di storia per capire che , dagli imperatori romani e G.W.Bush , un governante in difficoltà cerca di distogliere l'attenzione su questioni esterne e il Tibet , di fatto , per i cinesi è una questione esterna.

Mi sarebbe piaciuto se il giornalista di un qualsiasi TG avesse proposto un confronto fra le metodologie di allenamento in Italia e in Cina; e su questo tema penso che , una volta tanto , il movimento calcistico italiano sarebbe potuto essere d'esempio; si sarebbe potuto far sapere al grande pubblico , ad esempio , che :

1) nella nostra federazione il valore agonistico delle gare non comincia prima dei 13 anni
2) i provini sono vietati prima dei 12 anni
3) la carta dei diritti del bambino nello sport deve essere obbligatoriamente affissa in ogni scuola calcio
4) la prassi nelle stesse società professionistiche è di tenere i ragazzi il più possibile vicino alle famiglie: i possibili talenti vengono mantenuti in società satellite fino ai 12-13 anni e portati fuori regione solo dopo i 13-14. A tutti viene comunque assicurato il proseguimento degli studi.

Invece l'unica notizia che ha avuto risalto nei media italiani è stata la scelta ( infelice , per carità , ma pur sempre marginale ) dei calciatori italiani di viaggiare in prima classe quando tutti gli altri atleti viaggiavano in classe economica. Peccato , l'ennesima occasione persa per il nostro movimento.

Thursday, August 21, 2008

Perché si perde il possesso della palla (4° parte) : la ricezione e la lettura delle traiettorie.

Continuiamo la serie di post dedicati al miglioramento degli aspetti di tecnica applicata ( o tattica individuale ) che hanno una diretta conseguenza nel miglioramento del possesso palla ( tattica collettiva ) ed affrontiamo il tema della ricezione.

Gli errori di ricezione sono sostanzialmente di due tipi:
1) errori tattici : il giocatore orienta la palla nella direzione sbagliata o esegue una ricezione a seguire quando era opportuna una ricezione da fermo e viceversa; un video con l'esemplificazione di questo genere di errore lo si può trovare qui
2) errori tecnici: il giocatore ha deciso correttamente la ricezione più opportuna ma non è in grado di metterla in atto per carenze tecniche.

Di seguito propongo 3 sedute che ho inserito nel periodo preparatorio che andremo ad affrontare con gli esordienti 1° anno della S.S.D. Borghetto; le stesse sedute saranno riproposte ed ampliate nel mesociclo specifico dedicato alla ricezione:

1) seduta per la ricezione della palla da fermo ( stop )
2) seduta per la ricezione della palla a seguire da traiettoria radente
3) seduta per la ricezione della palla a seguira da traiettoria aerea

Nelle sedute si affronta implicitamente ed anche esplicitamente l'obiettivo di migliorare la lettura delle traiettorie : nella lista di 7 cause della perdita del possesso palla esposta in precedenza la lettura delle traiettorie era elencata subito dopo la ricezione , anche se i due aspetti sono duali e possono essere visti come due facce della stessa medaglia. In effetti all'errore tattico e a quello tecnico si potrebbe aggiungere una terza specie di errori di ricezione:

3) errori coordinativi: il giocatore saprebbe dove orientare la ricezione e avrebbe le capacità tecniche per ricevere la palla se si trovasse in traiettoria con la stessa , ma non vi si trova per lacune di anticipazione motoria e di timing.

Nelle sedute proposte si cerca di migliorare entrambe queste capacità : l'esercizio detto "palla rilanciata" ( che è presente in quasi tutti gli eserciziari per la scuola calcio, ma che per onor di copyright ho letto la prima volta nel libro di Stefano Bonaccorso - Calcio. Allenare il settore giovanile ) obbliga i ragazzi a valutare la traiettoria della palla e a farsi trovare nel punto di caduta pena l'assegnazione di un punto alla squadra avversaria se la palla tocca terra senza essere stata controllata.

Il timing viene invece allenato nel riscaldamento della seduta 1 e nelle successive esercitazioni tecniche, dove mi sono avvalso di un metronomo che a differenza di altri è gratuito e sempre disponibile : la forza di gravità! In particolare l'esercizio che alterna la ricezione ad un percorso andata-ritorno attorno a un conetto l'ho mutuato ( sempre per onor di copyright ) da un esercizio per la rapidità proposto nel libro di Weineck - l'allenamento ottimale del calciatore.

Un altro metronomo più difficile da reperire su un campo di calcio ma ugualmente efficace è la corda : ricordo che al corso di scuola calcio CONI-FIGC il Prof. Marziali ci propose un interessante esercizio in cui due allievi fanno girare una corda come nei giochi popolari e un terzo allievo lancia la palla e deve scegliere il tempo giusto per passare sotto la corda ed andare a riceverla dall'altra parte. Detto così sembra abbastanza facile , ma assicuro che metterebbe alla prova anche la capacità di timing di molti giocatori adulti.

Tuesday, August 19, 2008

Speed Ladder

In inglese si chiama speed ladder , traducibile letteralmente come scala della velocità , e negli USA sta impazzando per gli allenamenti di rapidità di ogni sport : dal soccer al basket al football americano. Del resto basta cercare speed ladder su Youtube per rendersene conto:






In realtà , per quanto riguarda la metodologia dell'allenamento , non si tratta di nulla di nuovo e gli stessi esercizi possono essere proposti sugli over bassi e poggiando a terra dei paletti. Ma volete mettere la praticità? Chi allena nelle categorie provinciali o fra i più piccoli lo può capire bene : mettiamo di voler proporre una gara di rapidità e coordinazione fra due squadre con questo genere di esercizi. Per piazzare una quindicina di paletti o over bassi a terra ci vogliono un paio di minuti e se si allena un gruppo un po' "vivace" in due minuti si può scatenare il finimondo! Con questo attrezzo invece.. tac , due secondi e si è già pronti.

Per questo mi sono deciso di acquistarne un paio o di farle acquistare alla mia società , ma non sono assolutamente riuscito a trovarne sui siti di catene sportive in italia. Si può trovare su e-bay e sul sito di nike.com , ma la provenienza sono quasi sempre gli USA con gli inevitabili disagi che questo comporta in termini di spese di spedizione e tempi di consegna : piuttosto che farle arrivare dall'america tanto vale costruirsele.

Per una volta , quindi , proporrei che il flusso usuale della comunicazione nel blog si inverta : qualcuno saprebbe dirmi chi commercializza la speed ladder in italia? Chi volesse darmi una mano può usare i soliti canali di feedback : i commenti , il forum o l'indirizzo e-mail indicato nel profilo.

Monday, August 4, 2008

Ancora una rivisitazione dei giochi popolari : rubabandiera e la protezione della palla

Presto sarà online la 4° puntata della serie di post sul possesso palla , dedicata alla protezione. Dovendo strutturare delle sedute di allenamento sulla protezione e difesa della palla per esordienti 1° anno , ero alla ricerca di alcuni giochi iniziali che fossero in tema con l'obiettivo. Qualcosa di analogo a quanto fatto per la guida della palla con il gioco un-due-tre-stella: ho così pensato a possibili adattamenti del gioco rubabandiera , in cui ovviamente c'è da riportare alla base non il fazzoletto ma la palla. A differenza del rubabandiera classico , in cui chi prende il fazzoletto perde il punto se viene toccato , qui il contatto fisico è parte integrante del concetto stesso di protezione della palla e va stimolato anziché scoraggiato : pertanto il difensore non dovrà limitarsi a toccare l'attaccante ma dovrà riconquistare o almeno intercettare la palla e l'attaccante non dovrà preoccuparsi di essere toccato dal difensore , ma anzi dovrà utilizzare al meglio il busto e le braccia per interporli fra palla e difensore.

Vediamo quindi alcuni possibili giochi iniziali , ordinati come al solito secondo gradi di difficoltà crescente secondo il principio della progressione didattica :

esercizio 1 : rubabandiera con definizione dei ruoli e senza chiamata della porticina. I ragazzi vengono divisi in due squadre , delle quali una attacca ( i blu , ad esempio ) ed una difende ( i rossi ). Alla chiamata del proprio numero, attaccante e difensore si porteranno dentro il quadrato dove è collocata la palla e l'attaccante tenterà di uscire da una delle porticine poste sui lati del quadrato. Le porticine possono essere due ( destra / sinistra ) o 3 ( destra / sinistra / dietro ).




esercizio 2 : rubabandiera con definizione dei ruoli e chiamata della porticina. La prima chiamata dell'istruttore indica quale coppia giocherà l'1c1 , la seconda chiamata indica all'attaccante la porticina dove uscire palla al piede proteggendo la palla.

esercizio 3 : rubabandiera senza definizione dei ruoli e senza chiamata della porticina. Alla chiamata dell'istruttore la coppia si porta dentro il quadrato , ma non è definito chi sia l'attaccante e chi il difensore. Il primo giocatore che tocca palla svolge il ruolo dell'attaccante e l'altro quello del difensore : il difensore non può toccare l'attaccante finché questi non ha toccato palla.

esercizio 4 : rubabandiera senza definizione dei ruoli e con chiamata della porticina. La prima chiamata indica la coppia di giocatori che deve effettuare l'1c1 ; la seconda chiamata indica entro quale porticina deve uscire l'attaccante , che anche in questo caso sarà il primo giocatore ad aver toccato palla.

Con opportune modifiche gli stessi esercizi possono diventare delle situazioni di gioco :

esercizi 1a,2a,3a,4a : come gli esercizi 1,2,3,4 con le porticine sostituite da porte difese da portieri. Le porte vanno posizionate sufficientemente lontane dalla posizione iniziale del pallone , perché l'attaccante deve trovarsi di fronte ad una ulteriore difficoltà : scegliere fino a quando guidare la palla perché sufficientemente protetta dal difensore e quando invece concludere a rete per non rischiare di perdere la palla e quindi assegnare un punto all'avversario ( trattandosi di un esercizio specifico per la protezione della palla si può vietare il dribbling ).

Sunday, June 1, 2008

Perché si perde il possesso palla ( 3° parte ) : lo smarcamento. Come , dove , ma soprattutto quando.

Continuando ad analizzare le cause che possono condurre ad uno scarsa capacità di mantenere il possesso palla da parte dei giovani calciatori , passiamo a parlare di smarcamento : ai fini del possesso palla il passaggio sta alla tecnica di base come lo smarcamento sta alla tattica individuale. Se cioè il passaggio è il primo aspetto di tecnica di base da migliorare per favorire il possesso , lo smarcamento è il primo aspetto da migliorare per quanto riguarda la tattica individuale.

Del resto in questo blog si è parlato ampiamente dello smarcamento e proprio la tesina che ho presentato al corso di allenatore di base si apre con la citazione non c'è calcio se non c'è smarcamento : sono stati affrontati i concetti del come smarcarsi ( ad uscire dal cono d'ombra creato dall'avversario ) e del dove smarcarsi ( ampiezza o profondità in relazione alla disposizione degli avversari ) , mentre mi sono accorto di non aver mai affrontato in generale (sul blog , non sul campo) il tema del QUANDO smarcarsi ( se ne è parlato qui , ma nello specifico del solo smarcamento in profondità ).

Rispetto al "come" e al "dove" , il "quando" può dirsi last but not least perché , se non insegniamo ai nostri ragazzi a capire quando smarcarsi , possiamo vanificare tutti gli eventuali vantaggi derivanti dall'aver insegnato il come e il dove. Mi spiego con un esempio. Tenendo presente uno smarcamento in una zona generica del campo , la classica situazione del giocatore senza palla che deve uscire dalla zona d'ombra costituita dalla presenza dell'avversario , abbiamo che :

1) se lo smarcamento avviene troppo tardi si rischia di far intercettare il passaggio al difensore o di non farsi vedere dal portatore di palla ( che opterà quindi per altre soluzioni ).

2) se lo smarcamento avviene in anticipo si da il tempo al difensore di riposizionarsi , ricreando così la zona d'ombra.

Se poi consideriamo lo smarcamento in profondità alle spalle della difesa avversaria, eventuali asincronie vanificano del tutto il buon esito dell'azione ( uno smarcamento in anticipo manda l'attaccante in fuorigioco e uno smarcamento in ritardo permette al difensore di trovarsi in vantaggio sulla palla).

Si pone quindi il problema di insegnare ai nostri ragazzi ad osservare il comportamento del portatore di palla al fine di riconoscere le condizioni di inizio-smarcamento : uno smarcamento che venisse effettuato prima di tali condizioni sarebbe in anticipo , uno smarcamento che venisse effettuato molto dopo che si sono verificate queste condizioni sarebbe in ritardo.

Vediamo quindi di capire quali sono queste condizioni di inizio-smarcamento. Secondo Stefano Bonaccorso , che ha toccato di sfuggita l'argomento durante la visita che abbiamo effettuato con l'AIAC Macerata al settore giovanile dell'Atalanta , le due condizioni sono :

A) Contatto visivo , ovvero fra il ricevente e il portatore di palla deve intercorrere un segnale che faccia capire al secondo le intenzioni di movimento del primo ( dettare il passaggio )

B) Palla giocabile , ovvero il portatore è nelle condizioni di effettuare il passaggio : un portatore voltato di spalle , una palla aerea o contesa fra compagno e avversario , una palla che deve ancora essere ricevuta o controllata in prossimità del piede calciante sono palle non giocabili e quindi uno smarcamento effettuato in tali frangenti non potrà essere prontamente servito da un passaggio.

E' il caso di affrontare subito una possibile obiezione : tutti gli smarcamenti che si svolgono in una partita di calcio rispondono alla regola di Bonaccorso? In teoria si tratta di una approssimazione , che però ha piena ragione di esistere se ricordiamo che stiamo parlando di settore giovanile e in particolare di come migliorare una squadra di giovanissimi o esordienti carente nel possesso palla. Una volta che i giocatori avranno superato queste lacune e quando magari giocheranno in categorie superiori , si potranno trovare in alcune situazioni che non soddisfano questa regola. Si pensi ad esempio ai giocatori che fintano un passaggio per ingannare l'avversario quando sanno a priori che eseguiranno un altro gesto tecnico ( ma a quel punto il compagno dovrà conoscere le intenzioni del portatore di palla per altre vie , il più delle volte perché il gesto è stato provato in allenamento ) o che vedono il compagno ( addirittura alle loro spalle ) con la visione periferica e senza instaurare il contatto visivo. Uno degli esempi più lampanti di queste capacità evolute è il goal che segue , che tutti ci ricordiamo per le emozioni che è stato in grado di trasmetterci e non certo per la situazione tattica ( però c'è anche quella ):


Lasciando da parte obiezioni ed emozioni , vediamo qualche esercitazione che può fare al caso nostro :

1) un gioco iniziale adatto ai più piccoli è una semplice variante all'un-due-tre stella proposto nel post precedente. Al fischio dell'istruttore al giocatore rosso in figura è lanciata la palla e ai giocatori blu è chiesto di guidarla per conquistare più spazio possibile , come nell'"un-due-tre stella" per la guida della palla. L'arresto dovrà però avvenire quando il giocatore rosso avrà controllato palla e avrà alzato la testa per prendere visione del movimento dei compagni : a quel punto chi sarà trovato ancora in movimento dovrà ripartire dalla linea iniziale.


L'esercizio si presta bene ad essere l'inizio di una progressione didattica , perché focalizza l'attenzione solo sul riconoscimento delle due condizioni sopra indicate : si noti che la reazione alle due condizioni è opposta a quella che i giocatori dovrebbero attuare in condizioni di gioco ( si arrestano anziché mettersi in movimento come avviene nello smarcamento ).

2) per il contatto visivo degli esercizi adatti sono il 2c1 e il 3c1 per il triangolo "dai e vai" : nel 2c1 il portatore di palla deve scegliere fra 2c1 o dribbling in relazione al movimento del giocatore-sponda , che può essere lo stesso istruttore. Se la sponda viene incontro al portatore e stabilisce il contatto visivo , il portatore opta per il triangolo "dai e vai" ( prima figura ) , se invece la sponda resta ferma ( o volta volutamente le spalle al portatore , nel caso dell'istruttore ) l'attaccante sarà costretto ad optare per il dribbling ( seconda figura ).


Analogamente nel 3c1 i due giocatori sponda si coordineranno in modo che solo uno dei due assicura il contatto visivo venendo incontro al portatore , mentre l'altro si disinteressa del gioco : il portatore dovrà ovviamente passare la palla per il "dai e vai" alla sponda che assicura il contatto visivo.




3) una volta appresi i concetto , per proporre qualcosa di più vicino alle condizioni di gara , si possono proporre delle conclusioni in porta precedute da smarcamenti mediante corsa diagonale o taglio.


Si posizionano 4 conetti a simulare una linea difensiva, un attaccante che parte dalla fascia destra e un centrocampista dalla fascia sinistra : l'azione inizia con l'istruttore che lancia per il centrocampista e l'attaccante che inizia ad accentrarsi lentamente con corsa orizzontale o "a mezzaluna" , osservando i movimenti del centrocampista; quando questi avrà controllato la palla ( palla giocabile ) e alzato la testa ( contatto visivo ) a prendere visione della sua posizione , l'attaccante effettuerà un rapido cambio di direzione ( taglio in profondità ) e di velocità per ricevere palla alle spalle del difensore ( conetto ) in cui si troverà in quel momento ( a tale scopo lo spazio di gioco è stato suddiviso in 8 quadrati mediante altrettanti cinesini ). Le varianti a questa situazione di gioco sono molteplici e via via più complesse :
a) si possono sostituire i conetti con dei difensori passivi , che si muovono in sincronia come una linea difensiva reale , per ridurre i tempi di percezione e di decisione
b) si può chiedere ai due difensori che presidiano la zona del centrocampista e dell'attaccante di eseguire movimenti reali di contrasto all'azione , con un difensore che esce ad attaccare il centrocampista ed un altro che accompagna in marcatura il taglio dell'attaccante.

Tuesday, May 27, 2008

Come organizzare una seduta d'allenamento della categoria esordienti

La categoria esordienti è la categoria "di transizione" dal settore di base , la cosiddetta scuola calcio , al settore agonistico , comprendente giovanissimi e allievi. Se nel settore di base l'attività deve essere prevalentemente ludica , nel settore agonistico l'aspetto del gioco deve lasciare spazio a lavori analitici e situazionali più specifici.

Negli esordienti , quindi , bisognerebbe cercare di combinare i due aspetti , mettendoli il più possibile al servizio dell'obiettivo didattico della seduta : è quanto ho cercato di fare ad esempio nella seduta sulla guida della palla e il dribbling presentata nel post precedente. Ho cercato di utilizzare esercitazioni ludiche per intervallare le fasi della seduta di allenamento che invece richiederebbero più impegno e concentrazione ( una sorta di "fasi di scarico" ). Le fasi della seduta , così come ce le hanno proposte al corso di istruttore scuola calcio ( mentre , spiace dirlo , al corso di allenatore di base nessuno ci ha spiegato come strutturare una seduta di settore giovanile ) sono :

1) riscaldamento
2) esercitazioni coordinative e/o condizionali ( negli esordienti prevarrà il coordinativo , nei giovanissimi e allievi il condizionale , per cui se si tratta di lavori aerobici o lattacidi questa fase andrebbe spostata a fine seduta )
3) esercitazioni analitiche ( per la tecnica di base )
4) situazione di gioco ( per la tecnica applicata / tattica individuale )
5) gioco a tema ( per la tattica collettiva )
6) partita libera

Le fasi più impegnative vanno dalla 2 alla 5 , mentre il riscaldamento e la partita libera sono per loro natura più ludiche : per questo cerco di "spezzare" la seduta inserendo , al termine della fase analitica e a verifica della stessa , un esercizio chiamato "gioco a confronto" che la stessa federazione ha voluto proporre agli istruttori con la manifestazione Sei Bravo a Scuola Calcio.

Per chi non lo conoscesse , si articola più o meno così : ci sono due manches , due stazioni e due squadre ( che sono le stesse del gioco iniziale , se questo prevedeva una suddivisione in squadre , e saranno le stesse della partita finale , così da strutturare tutto l'allenamento come una competizione e stimolare il massimo impegno ). Le stazioni si chiamano "gioco a orologio" e "gioco a punteggio" : il gioco orologio prevede l'esecuzione di un numero predefinito di gesti tecnici ( che ovviamente devono riguardare l'obiettivo della seduta : nell'esempio si tratta di una staffetta in guida della palla ) , mentre il gioco a punteggio prevede la soluzione di una situazione di gioco con tiro in porta finale che fa mettere a segno i punti ( anche la situazione deve essere in topic con l'obiettivo : in questo caso si tratta di un 1c1 con tiro in porta , con punteggio doppio se il dribbling è un doppio passo). Nella prima manches i verdi svolgono il gioco orologio e i blu il gioco a punteggio , nella seconda manches si invertono i ruoli.

Il tutto è svolto in condizioni di forte competitività ( per la presenza delle due squadre ) e di forte pressione temporale ( perché minore è il tempo che si impiega a svolgere il gioco orologio e minore è il tempo che gli avversari hanno a disposizione per segnare goal ) : per esperienza posso testimoniare che , fra l'impegno che i ragazzi mettono in questa esercitazione e quello che mettono nelle esercitazioni analitiche precedenti, non c'è proprio paragone. Per questo l'ho sempre usato anche nella categoria giovanissimi e sono sicuro che , soprattutto fra i provinciali dove spesso gli stimoli e la "cultura dell'allenamento" sono nettamente inferiori che fra i regionali , non sfigurerebbe neanche nelle categorie allievi e juniores.

Chiudo con una nota simpatica : qualche collega e lo stesso responsabile tecnico, venuti a conoscenza di qualcuna delle schede di allenamento pubblicate in questo blog , mi hanno obiettato "davvero riesci a fare tutti quegli esercizi in un allenamento?" parafrasandomi con uno scherzoso "sarai matto". Diciamo che queste schede servono da promemoria per tutto quello che vorrei proporre durante la seduta : molto spesso capita che una o più esercitazioni vengano saltate o accorpate , perché per imprevisti o tempi morti si rischia di sforare ( e di terminare la seduta con i genitori che ti guardano di trasverso ) o molto più semplicemente perché un esercizio non viene svolto come si pensava ed è necessario soffermarcisi più tempo del previsto. Lo scrissi già nel primo post del blog : l'ultima parola spetta sempre al campo.

Friday, May 16, 2008

Un-due-tre-stella e la guida della palla

Nella visita al settore giovanile dell'Atalanta con l'AIAC Macerata , Stefano Bonaccorso ci ha tenuto una lezione sull'utilità della riproposizione dei giochi popolari nella scuola calcio , che permettono di sviluppare in forma ludica molte capacità propedeutiche al gioco del calcio: attraverso i giochi i giocatori in erba imparano ad affrontare le molteplici situazioni dello sport e della vita: l’io, l’altro, le regole, il divertimento, la vittoria, la sconfitta, la lealtà, l’errore, l’egoismo, la solidarietà, la gioia, la rabbia, la sfida, il rischio, la paura, ecc ( dagli atti del 3° convegno sul calcio giovanile dell'associazione prima del risultato ).

Ci ha poi mostrato a titolo d'esempio le capacità sviluppate dai ragazzi nel gioco del rubabandiera ( reattività , capacità di accelerazione , capacità di arresto , inganno dell'avversario ) e dei quattro cantoni eseguito con e senza palla ( anche qui : reattività , capacità di accelerazione ed arresto ma soprattutto visione periferica e capacità di intesa e comunicazione con il compagno con il quale ci si vuole scambiare di posto ).

Nell'ottica di passare da una squadra di giovanissimi 2° anno ad una di esordienti 1° anno , sto cercando di inserire alcuni di questi giochi nelle attività di riscaldamento , consapevole che le esigenze di un gruppo di esordienti sono diverse da quelle di un gruppo di pulcini o addirittura primi calci , ai quali si riferiva Bonaccorso ( e infatti assistendo alle sedute dei loro esordienti , di giochi ne ho visti ben pochi! :D ) : se nei primi calci e magari anche nei pulcini l'attività ludica deve essere preponderante , negli esordienti questo genere di giochi può essere un'ottima attività iniziale , ma nel resto della seduta è necessario concentrarsi su esercitazioni più specifiche.

Nel mesociclo dedicato alla guida della palla ho quindi pensato di rispolverare il gioco noto come un-due-tre stella : per questioni di specificità ho preferito inserire sin da subito la palla , ma nulla vieta , se i ragazzi sono un po' in ritardo motorio , di proporlo inizialmente nella sua versione classica senza la palla.

Lo scopo del gioco penso sia noto a tutti , ma lo ripropongo brevemente : i giocatori si dispongono con la palla su una linea di fallo laterale e l’istruttore si pone sull’altra. Quando l’istruttore è voltato di spalle i ragazzi devono condurre la palla conquistando più spazio possibile verso la linea di meta ; quando l’istruttore si volta verso i ragazzi , questi devono arrestarsi : chi viene sorpreso ancora in movimento riparte dalla posizione iniziale; vince chi supera per primo la linea di meta e conquista il posto dell'istruttore.



Gli obiettivi toccati dall'esercizio sono molteplici :

- guida della palla a testa alta per percepire quando l'istruttore sta per voltarsi

- guida della palla con frequenza dei tocchi variabile , in particolare con tocchi meno frequenti quando si parte e più frequenti quando l'istruttore sta per voltarsi (per riuscire ad arrestarsi in tempo)

- equilibrio monopodalico statico , dinamico e nella fase di transizione da dinamico a statico ( arresto )

- capacità di reazione semplice a stimoli uditivo-visivi ( se l'istruttore pronuncia la famosa frase "un-due-tre-stella" ) o solo visivi ( se l'istruttore si volta in silenzio ).

Il metodo che suggersico di utilizzare per far rendere al massimo questa esercitazione , soprattutto per quanto riguarda la giusta frequenza dei tocchi durante la guida della palla , è il cosiddetto "globale-analitico-globale" di cui si è già accennato in post precedenti , ovvero si lascia in una prima fase i ragazzi liberi di giocare e sbagliare. Molti non riusciranno ad arrestarsi in tempo perché conducono la palla toccandola ogni 3 o 4 passi : si può quindi chiedere di eseguire un paio di andate e ritorni da fallo laterale a fallo laterale guidando la palla con un tocco ad ogni passo. Si torna quindi a giocare altre manches chiedendo ai ragazzi di provare se non sia più redditizio guidare la palla con il metodo appena introdotto ( soprattutto poco prima che l'istruttore o chi per lui si sta voltando ).

Qui sotto ho riportato un esempio di possibile seduta , in particolare la prima del mesociclo guida della palla e dribbling.