Sunday, July 26, 2009

La presa di posizione 6° parte : dall'inferiorità numerica alla copertura reciproca

Continuiamo il nostro viaggio nei fondamentali della presa di posizione ( qui il riepilogo delle puntate precedenti : 1 , 2 , 3 , 4 , 5 ) e , come di consuetudine ormai , vediamo come quanto imparato nella seduta di allenamento precedente può essere propedeutico per il gradino successivo.

Parliamo ad esempio di come un difensore debba dare copertura ad un proprio compagno di reparto. In un post precedente si era già parlato di sfuggita dell'argomento , mostrando come questo principio possa essere proposto già dalle categoria dei più piccoli , seppure en passant , ovvero limitandosi ad un accorgimento "logistico" nell'esecuzione di esercitazioni 1c1.

Ora è il caso di addentrarsi più specificamente nel problema ( ricordo che stiamo parlando di categoria esordienti 2° anno ) e vediamo come può tornarci utile quanto appreso nella seduta precedente , dove i nostri ragazzi hanno imparato ad affrontare avversari in inferiorità numerica , tipicamente 1c2.

Hanno infatti imparato che :
a) l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e devono interporsi fra questi e la porta
b) devono farlo tenendo sempre presente anche la posizione dell'avversario senza palla , in modo da :
b1) intercettare l'eventuale passaggio
b2) riposizionarsi in traiettoria avversario-porta qualora questi riceva il passaggio da parte del portatore di palla.

Ma se hanno imparato ad affrontare due avversari in situazione 1c2 a maggior ragione sapranno applicare i principi appresi in situazione 2c2. Partiamo proprio dalla situazione 2c2 in figura e chiamiamo A1, A2 , D1 , D2 rispettivamente i due attaccanti e i due difensori.
Concentriamoci sul difensore D2 , quello che non affronta direttamente il portatore di palla (A1) ma marca A2:
a) se ci fossimo fermati alle prime sedute sulla presa di posizione individuale ( 1° puntata ) , si posizionerebbe in un qualsiasi punto lungo la traiettoria fra l'avversario senza palla (A2) e la porta ; per semplicità abbiamo individuato tre possibilità : D2' ( davanti al compagno ) , D2'' ( in linea col compagno ) e D2''' ( dietro al compagno );

b) nella lezione precedente , però , il nostro difensore D2 dovrebbe aver imparato che l'avversario più pericoloso è il portatore di palla e che per ostacolare questi può deviare leggermente dalla traiettoria avversario senza-palla porta , a patto di poter intercettare il passaggio e/o riposizionarsi lungo tale traiettoria non appena l'avversario senza palla riceva il passaggio
c) non potendo escludere la possibilità che il portatore ( avversario più pericoloso ) salti in dribbling il proprio compagno , dovrà prevedere la possibilità di ritrovarsi in situazione di inferiorità numerica e quindi comportarsi come visto nella puntata precedente.


Per quanto detto ai punti b) e c) , fra le tante traiettorie avversario senza palla - porta , sceglierà quindi quella che gli permetterà di posizionarsi qualche metro dietro il compagno in modo da trovarsi sulla traiettoria portatore-porta qualora questi venga saltato , ovvero in posizione D2'''. Meglio ancora se devia un po' dalla traiettoria A2-porta , come in figura. La posizione ivi indicata mette in atto proprio il concetto di copertura.


Per spiegare questi concetti , può risultare utile una variante all'esercitazione 1 della puntata precedente. Dal 2c1 con difensore passivo al 2c2 con difensori passivi.

Esercitazione 1. 2c2 con difensori passivi. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri ci sono due difensori che devono prendere posizione : il difensore più vicino alla palla va in pressione sul portatore , il compagno gli da copertura cercando di marcare "a distanza" l'attaccante senza palla ( posizionamento lungo la traiettoria avversario senza palla - porta o comunque nei pressi della stessa , in modo da frapporsi quando questi riceverà palla).


Analogamente al post precedente , si possono prevedere due step per questa esercitazione : prima con gli attaccanti che si passano la palla sul posto , poi in avanzamento con conclusione a rete.

Il terzo step , che è la naturale evoluzione dell'esercizio , è ovviamente il 2c2 con difensori attivi , magari prevedendo diverse posizioni di partenza per gli attaccanti in modo da stimolare i difensori rispetto a tutte le possibili situazioni che possono incontrare in situazione di gara.

Friday, July 24, 2009

Quale approccio alla tattica collettiva nel settore giovanile? L'individuo ( e il suo pensiero tattico ) sempre al centro.

Chiuso il sondaggio sui fuoriquota nelle categorie dilettantistiche , ne propongo subito un altro che riguarda l'approccio all'insegnamento dei principi di tattica collettiva in fase di possesso palla nel settore giovanile.

I due approcci opposti rispetto ai quali ho chiesto di prendere posizione sono sostanzialmente due :

1) l'approccio orientato alla soluzione ( solution-oriented ) ( passatemi i termini , presi a prestito dalla mia formazione ingegneristica più che da un corso di scienze motorie ! ) , che per brevità ho definito analitico , che consiste nell'indicare ai ragazzi movimento per movimento quello che dovrà essere lo sviluppo del gioco. L'esercizio principe di questa metodologia è la partita 11c0 , dove la squadra prova gli sviluppi di gioco in assenza di avversari. Il rischio di questo approccio è , secondo me , che i giocatori diventino dei burattini manipolati filo per filo dall'allenatore. Il pensiero tattico individuale è quasi annullato , il ragazzo si limita a mettere in pratica quanto proposto ( o imposto? ) dal mister. Peccato che poi in partita ci siano anche gli avversari , che non sempre "sono d'accordo" nel far riuscire lo schemino tanto amato dal mister..

2) l'approccio orientato al problema ( problem-oriented ) , che ho definito per brevità approccio globale , che consiste nel proporre lo sviluppo di gioco desiderato come una soluzione ad un problema. Il metodo esalta la sequenza di processi che secondo me sta alla base di qualunque sport di squadra ( e anzi di qualunque sport che prevede la partecipazione di un avversario ) : a) percezione della situazione di gioco --> b) elaborazione della soluzione più opportuna --> c) realizzazione motoria della soluzione .

Ovviamente , per non essere troppo manicheo , ho anche previsto l'opzione 3 , ovvero un metodo misto che combini gli aspetti positivi del primo e del secondo approccio. A voi la parola.

Friday, July 3, 2009

La presa di posizione 5° parte : l'inferiorità numerica

Se le nozioni impartite nelle sedute di allenamento precedenti ( 1 , 2 , 3 e 4 ) sono state recepite correttamente , insegnare ai ragazzi come prendere posizione in situazione di inferiorità numerica dovrebbe risultare abbastanza intuitivo. Consideriamo ad esempio la situazione di inferiorità più semplice , il 2c1 :

1) c'è un portatore di palla , solitamente in guida della palla fronte alla porta , e si è imparato come affrontarlo

2) c'è un giocatore non in possesso palla ( più di uno nel caso di 3c1 ) , che sarà oggetto di un potenziale passaggio. Nelle sedute precedenti si è spiegato anche come affrontare un avversario senza palla :

2a) se la palla è vicina e il rischio di un passaggio è concreto , posizionarsi sulla traiettoria avversario-porta orientandosi in modo da vedere contemporaneamente palla e avversario
2b) se la palla si trova sul lato forte e l'avversario sul lato debole si può anche stringere verso il lato forte , a patto di tenere una posizione che permetta di portarsi lungo la traiettoria avversario-porta quando questi riceverà palla ( ad esempio con un cambio di gioco ).

E' chiaro che in condizione 1c2 stringere verso la palla diventa fondamentale : il portatore è l'attaccante più pericoloso e quindi deve essere l'oggetto principale di attenzione, ma si deve comunque tenere presente la posizione del giocatore senza palla. Si dovrà essere in grado:

a) di intercettare il passaggio

oppure

b) di trovarsi sulla traiettoria fra la porta e il nuovo portatore di palla, in caso di passaggio riuscito.

Vediamo di tradurre quanto detto finora in qualche esercitazione , che scopriremo potranno rivelarsi anche uno straordinario insegnamento di tattica collettiva in fase di possesso palla , utile ad aprire la mente ai ragazzi anche su concetti quali l'ampiezza , lo sfruttamento della superiorità numerica , la sovrapposizione , il taglio , ecc ecc

Esercitazione 1. 2c1 con difensore passivo. A centrocampo si posizionano due attaccanti , di cui uno in possesso palla ; di fronte a loro , a pochi metri c'è un difensore che deve prendere posizione coprendo lo specchio della porta al portatore di palla orientandosi in modo da vedere anche l'attaccante senza palla. Ad ogni passaggio fra i due attaccanti il difensore si riposiziona interponendosi alla porta rispetto al portatore di palla. Per questo stesso esercizio si possono prevedere due step :

1° step) passaggi sul posto fra gli attaccanti. La situazione è chiaramente molto semplice , ma permette al difensore sia di comprendere l'esercizio sia di valutare la giusta distanza da tenere. Detta P la porta A1 il 1° attaccante e A2 il secondo attaccante , per ovvie considerazioni geometriche è chiaro che se A1 e A2 giocano stretti ( figura 1 ) il difensore potrà tenere una distanza più ravvicinata riuscendo ugualmente a spostarsi fra le traiettorie A1-P e A2-P ad ogni passaggio. Se invece A1 e A2 giocano più larghi ( figura 2 ) la distanza da tenere sarà maggiore , perché avvicinarsi troppo al portatore significherebbe essere tagliati definitivamente fuori in caso di passaggio. Già questo 1° step dovrebbe essere un suggerimento per gli attaccanti sui vantaggi di dare ampiezza al fronte di attacco.
Figura 1

Figura 2


2° step) dopo alcuni passaggi sul posto gli attaccanti cominciano ad avanzare continuando a passarsi la palla. Arrivati nei pressi dell'area , se il portatore di palla ha lo specchio della porta libero conclude a rete.


Esercitazione 2 : 2c1 con difensore attivo : si lasciano gli attaccanti liberi di muoversi e mettere in difficoltà il difensore come credono. Queste esercizio è anche un test sul grado di maturazione tattica dei propri attaccanti : se continueranno a muoversi paralleli , senza neanche allargarsi , il difensore potrà avere vita facile a coprire costantemente lo specchio della porta. Se invece gli attaccanti posseggono un minimo di pensiero tattico , per il difensore sarà molto molto dura.

Nel caso in cui le capacità tattiche degli attaccanti siano limitate , sarà il caso di proporre alcuni suggerimenti per mettere in difficoltà il difensore. La prospettiva si ribalta e , dal punto di vista degli attaccanti , la questione diventa come mettere più in difficoltà possibile un difensore in situazione 2c1.

suggerimento 1 : allargare il fronte di attacco ( ampiezza ). I due attaccanti devono allontanarsi via via che si avvicinano alla porta , magari con l'ausilio di una fila di cinesini che funga da riferimento. Noteranno immediatamente come il riposizionamento del difensore sia via via più difficile , fino a che avranno lo specchio della porta libero per un tempo sempre maggiore.


suggerimento 2 : puntare il difensore per il passaggio o il dribbling. Nel 1° step dell'esercizio 1 abbiamo scritto che il difensore , per temporeggiare sul portatore e potersi riposizionare in caso di passaggio , ha interesse a mantenere fra sé e l'attaccante una certa distanza ( almeno finché , essendosi avvicinato troppo alla porta , non decida di tentare il contrasto e quindi il recupero della palla ). E' quindi interesse dell'attaccante puntare il difensore per ridurre questa distanza : se mentre il portatore punta l'altro attaccante si allarga , il tentativo di temporeggiamento del difensore fallisce e questi si vede costretto a tentare o il contrasto sul portatore di palla o l'intercetto dell'eventuale passaggio. Con un minimo di reazione e anticipazione delle mosse del difensore , il portatore di palla potrà scegliere se mandare in porta il compagno con un passaggio ( il difensore non fa più in tempo a recuperare ) oppure se dribblare il difensore ed andare in porta personalmente.


suggerimento 3 : sovrapposizione. Il portatore di palla serve il compagno e si sovrappone passandogli alle spalle. Per il difensore questa situazione può essere particolarmente difficile , perché se il giocatore senza palla si sovrappone all'esterno , per poter coprire entrambe le soluzioni ( portatore e attaccante senza palla ) il difensore rischia di farsi portare verso l'esterno , magari leggermente ma di quel tanto che basta per il portatore per trovare lo specchio della porta o per superare il difensore in dribbling.


suggerimento 4 : taglio. E' la situazione opposta all'ampiezza del suggerimento 2 , anche se si tratta di una scelta consapevole e non di una carenza tattica. L'attaccante senza palla , anziché allargarsi , stringe quasi a puntare il difensore per poi ricevere palla dalla parte opposta. Il taglio può avvenire:

a) dietro al difensore , che sarà in difficoltà perché non riuscirà a vedere contemporaneamente palla e avversario
b) davanti al difensore , che in questo caso va in difficoltà perché fra lui e il portatore di palla si trova per un istante anche l'altro avversario , che esercita quindi qualcosa di simile ad un "blocco" , permettendo al portatore di andarsene in porta palla al piede.

In entrambi i casi un'ulteriore arma a disposizione del difensore ( se si tratta di un 2c1 vero e proprio e non vi sono altri difensori che stanno recuperando in altre zone del campo ) può essere il fuorigioco : se il portatore ritarda il tempo del passaggio o l'attaccante senza palla taglia direttamente in profondità e non con un movimento "ad L" o a mezzaluna , avanzando un istante prima del passaggio il difensore può mettere l'attaccante in offside.

Per gli attaccanti , questa possibilità è uno stimolo a smarcarsi e a passare la palla ( o eventualmente dribblare ) con i tempi giusti.
Terminiamo le esercitazioni proposte eliminando ogni vincolo e facendo giocare liberamente i ragazzi come nel contesto di gara.

Esercitazione 3: minipartite 2c1 con giocatore jolly. : si compongono squadre di 2 giocatori ciascuna e per ciascun campo di gioco si prevede la presenza di un giocatore jolly che gioca con la squadra in possesso di palla. Uno dei due giocatori per ciascuna squadra svolge il ruolo del portiere : terminata l'azione avversaria il giocatore che svolgeva il ruolo di portiere diventa attaccante e chi ha fatto il giocatore di movimento diventa portiere. Se il difensore conquista palla senza che l'azione termini , si effettua immediatamente la transizione cercando di andare in goal con l'appoggio del giocatore jolly.

In figura è mostrata anche una possibile soluzione "logistica" per la creazione dei campi di gioco : uno più ampio con porte grandi ottenuto prolungando l'area di rigore , due più piccoli laterali ricavati nello spazio che va dalla linea dell'area di rigore al fallo laterale. L'obiettivo è quello di far eseguire un elevato numero di azioni 2c1 variando spazi e situazioni , per far maturare esperienza tattica e motoria che i ragazzi potranno riutilizzare nei diversi contesti di gara.

Saturday, June 20, 2009

Ciao Edo

Ciao Edo. Avevo deciso che per un po' era meglio restare solo e in silenzio, ma di fronte a tragedie come queste ti chiedi quanto debba durare il silenzio e probabilmente non c'è una misura che possa rispondere a questa domanda.

Ho sempre pensato che chi allena i giovani per vocazione non è mai solamente un tecnico , ma in fondo è anche un fratello maggiore ( non dico un secondo padre per rispetto verso l'immensa tragedia che stanno vivendo i tuoi genitori ) e si porta sempre dentro qualcosa dei ragazzi che ha allenato.




Di te già mi portavo dentro ( oltre alla tua gentilezza , alla tua educazione e alla tua bontà d'animo.. quante volte ti rimproveravo di essere troppo buono - agonisticamente parlando - anche in mezzo al campo e ora un po' me ne pento ) questo bel ricordo che , ironia del destino , avevo scelto per il banner di questo blog e come profilo di Facebook.. segno che ne andavo davvero fiero.

Un ricordo di un momento speciale , che già mi fece commuovere a suo tempo ( seppur mascherato dietro il mio carattere un po' burbero ) e che non mancherà di farmi commuovere in futuro ogni volta che la vedrò.

Ti confido un segreto , anche se dicono che le persone intimamente buone come te una volta che sono lassù non hanno più segreti : Mauro , che ti accompagnò al ristorante quel giorno , mi rimproverò di non aver mai indossato quella maglia. Lo sai , sono un burbero , e non ho mai avuto il coraggio di dirvi che , in realtà , quella maglia la custodisco gelosamente nel cassetto perché ho paura che , usandola e quindi dovendola lavare, si cancellassero le vostre firme.

Saturday, June 13, 2009

La presa di posizione 4° parte : l'avversario senza palla ( in condizioni di parità numerica )

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di affrontare il portatore di palla. Dopo le esercitazioni proposte i ragazzi dovrebbero sapere come affrontare il possessore fronte alla porta ( 1° parte ) , quello spalle alla porta ( 2° parte ) e come saper discernere dinamicamente nel contesto di gara fra queste due situazioni ( il timing , 3° parte ).

Passando a considerare la presa di posizione rispetto all'avversario senza palla ( in condizioni di parità o superiorità numerica , quando cioè sul portatore di palla vi sia già almeno un compagno ) , la comprensione dovrebbe essere agevolata da quanto detto in precedenza : inanzitutto continua a valere il principio per cui il difendente deve trovarsi sempre nella traiettoria avversario-porta o per lo meno deve avere la certezza di potercisi trovare quando questi riceverà la palla.

Questo concetto è così fondamentale che , a mio parere , può e deve diventare una di quelle parole chiave condivise fra allenatore e giocatori che rendano immediata la comunicazione durante la partita : se chiedo ad un mio ragazzo che sta affrontando il proprio avversario diretto di mettersi in traiettoria capisce immediatamente di cosa stiamo parlando. Qualcosa di analogo succede per richiamare le diverse distanze da mantenere lungo questa traiettoria : in pressione significa ad una distanza di 1:1,5mt senza attaccare , attacca significa che si deve cercare il contrasto ( perché l'avversario seppure frontale è ormai troppo vicino alla porta ) o almeno il contatto ( situazione di spalle ).

Trovati i punti comuni con le situazioni precedenti , quali sono gli elementi di difficoltà introdotti da questa nuova situazione? Sostanzialmente tre :

1) che orientamento tenere
2) che distanza tenere dall'avversario
3) come comportarsi quando l'avversario sta per ricevere un passaggio

La prima domanda ha una risposta semplice : in tutti i casi tranne che in uno l'orientamento da tenere è quello che permette di vedere contemporaneamente palla e avversario. Il caso particolare è il cross da fondo campo o comunque all'indietro , caso in cui è impossibile vedere contemporaneamente avversario e pallone a meno di contravvenire al principio di interposizione fra avversario e porta ( figura 1 ). Poiché il principio di interposizione fra avversario e porta resta comunque prioritario , l'alternativa è quella che vediamo messa in atto dai tanti difensori esperti di cui la scuola italiana è maestra : si privilegia la vista della palla , ma la posizione dell'avversario viene seguita con il tatto. E' la classica indicazione che diamo ai nostri ragazzi di "sentire l'avversario" , ovvero di utilizzare il contatto braccio-petto per controllare continuamente i movimenti dell'avversario e comportarsi di conseguenza.




Per quanto riguarda la seconda domanda , la distanza da tenere dipende principalmente da due fattori :
a) la distanza dalla porta , ovvero la pericolosità della zona di campo in cui si trova a marcare : quanto più ci si avvicina alla porta , tanto più le distanze si devono accorciare , fino ad andare a diretto contatto in area di rigore.
b) la distanza della palla , ovvero quante probabilità ci sono che l'avversario senza palla riceva un passaggio e sia immediatamente pericoloso : è chiaro che quanto più l'avversario ha probabilità di essere servito in modo immediatamente pericoloso e tanto più lo si dovrà marcare da vicino.

Introducendo concetti come questi, anche se si sta spiegando la marcatura individuale e quindi non si sta affrontando la tattica collettiva , in realtà si stanno già abituando i ragazzi al dualismo fra marcatura e copertura tipica del gioco a zona. Si pensi ad esempio alla marcatura dell'avversario senza palla su lato debole , ovvero sulla fascia opposta a quella del portatore di palla : il giocatore per essere servito necessiterà di un cambio di un gioco , che richiede un certo tempo di esecuzione ( considerata anche la ricezione orientata da parte dell'avversario ). Il nostro difensore potrà stringere verso il lato forte, ma la distanza dovrà essere tale da permettergli di trovarsi immediatamente in traiettoria non appena l'avversario riceva palla e diventi il portatore. Ricordiamo che stiamo parlando di tattica individuale e non abbiamo ancora parlato di diagonali e di gioco a zona ( e personalmente non lo faccio né nella categoria giovanissimi né tantomeno in quella esordienti ) : risulta però intuibile come insegnare la diagonale a ragazzi che siano in possesso di questo bagaglio sulla presa di posizione è praticamente immediato : puoi stringere fino a portarti in linea con il penultimo difensore , ma bada bene che appena l'avversario sul lato debole riceve palla devi essere in grado di interporti fra lui e la porta.

Una simile introduzione graduale ai principi del gioco a zona come la diagonale ha l'enorme vantaggio che i ragazzi sanno perché stringono verso il lato forte e quindi sanno come farlo ( non è un incomprensibile dettame di tattica collettiva , come se fossero soldatini di un risiko a loro sconosciuto ): ovvero stringeranno di quel tanto che permetterà loro di trovarsi in traiettoria avversario-porta non appena l'avversario avrà ricevuto il cambio di gioco. Quante volte invece vediamo , anche nelle categorie degli adulti , terzini che stringono troppo con la conseguenza che l'avversario sul lato forte una volta ricevuta palla si trova direttamente in porta??

La terza questione è a sua volta strettamente dipendente dalla seconda : quanto più l'avversario si trova vicino alla porta e quindi potenzialmente pericoloso , quanto più si dovrà cercare l'intercetto o il contrasto. Se viceversa l'avversario si trova in una zona non pericolosa e quindi è marcato a distanza tale da non permettere l'intercetto , si potrà anche permettere che riceva palla riconducendosi così al problema di affrontare un portatore di palla come visto nei post precedenti.

Veniamo ora ad alcune esercitazioni mediante le quali insegnare i principi finora descritti. Sulla falsa riga delle esercitazioni di riscaldamento proposte negli articoli precedenti , un esercitazione di messa in azione che entri subito nell'obiettivo può essere la seguente :

esercitazione 1 : messa in azione a coppie : i ragazzi vengono divisi a coppie attaccante-difensore e corrono liberamente su una metà campo , svolgendo eventualmente andature preatletiche o skip. L'istruttore ( o un compagno ) guida la palla nella medesima metà campo. Al fischio dell'istruttore gli attaccanti si fermeranno sul posto e i difensori prenderanno posizione rispetto ai tre riferimenti :
a) portatore di palla ( istruttore )
b) avversario
c) porta

Osservando le posizioni assunte dai difensori , l'istruttore potrà correggere e spiegare gli eventuali errori , al limite anche passando la palla all'avversario del difensore che si è posizionato erroneamente , chiedendo di concludere l'azione 1c1.

Esercitazione 2 : 1c1 con passaggio proveniente da diverse posizioni. Su una metà campo vengono posizionati diversi cinesini , mentre l'istruttore in possesso della palla si posiziona in un altro punto della metà campo. A turno una coppia attaccante-difensore viene coinvolta a disputare un 1c1 , con l'attaccante che si posiziona su un cinesino e il difensore che , al fischio dell'istruttore dovrà prendere posizione rispetto ai riferimenti palla-porta-attaccante partendo da posizioni diverse ( dietro la porta , da una fascia , dalla metà campo ). Se l'attaccante vince l'1c1 e va alla conclusione senza segnare conquista 1 punto , se segna due punti. Se l'attaccante riceve palla ma il difensore vince l'1c1 , il difensore conquista 1 punto. Se il difensore intercetta palla prima che l'attaccante la riceva , conquista 2 punti.

Esercitazione 3 : 2c2 con partenza da diverse posizioni. Lasciando i cinesini sparsi per la metà campo come nell'esercitazione 2 , una coppia di giocatori ( attaccante in possesso palla e suo marcatore ) parte da un cinesino ed un altra coppia ( attaccante senza palla e suo marcatore ) da un altro cinesino. Al fischio dell'istruttore prende il via un normale 2c2 dove il 1° difensore si trova ad affrontare un avversario in possesso palla e l'altro difensore un attaccante senza palla. In caso di passaggio fra i due attaccanti dovranno o tentare l'intercetto oppure invertire i ruoli : chi attaccava il portatore prende posizione rispetto all'avversario senza palla , chi dava copertura e marcava l'attaccante senza palla va in pressione sul portatore.

Esercitazione 4 : partita con le fasce e lato debole interdetto ai difensori. Si gioca una partita con 3 zone longitudinali : una zona centrale e due fasce laterali. Quando la palla staziona in una delle due fasce , la squadra non in possesso palla deve lasciare libera la fascia opposta ( lato debole ). Osservazione : il marcatore di un eventuale attaccante che si trovi sul lato debole è tenuto ad "aspettare" l'attaccante lungo la linea di demarcazione della fascia sulla traiettoria attaccante-porta.

Nell'esercizio 3 si può iniziare ad introdurre modifiche alla presa di posizione intesa come nozione di tattica individuale per iniziare a guardare alla tattica collettiva. Il marcatore dell'avversario senza palla dovrà mettersi non solo in modo da potersi trovare sulla traiettoria attaccante-porta quando questi sarà in possesso palla , ma anche in modo da dare copertura al compagno che affronta l'attaccante in possesso palla , per prevedere la possibilità che questi perda l'1c1 e venga saltato. Ma questo argomento sarà l'oggetto delle prossime puntate.

Sunday, May 31, 2009

Allenamenti degli allievi regionali della Vigor Senigallia - Mister Corrado Capotondo

Quando questo sito è passato dal semplice blog su piattaforma blogger ( http://allenatorenelpallone.blogspot.com ) all'indirizzo www.allenatorenelpallone.info , l'obiettivo era quello di far diventare il sito un punto di incontro e di confronto fra tutti gli allenatori e gli operatori in generale del settore giovanile. Fra le varie idee in cantiere c'era una rubrica dove pubblicare le sedute di allenamento e le riflessioni di chiunque avesse voluto portare il contributo : una gradita e-mail di Mister Corrado Capotondo mi da l'opportunità di inaugurare questa sezione del sito.

Ricevo e pubblico 12 sedute molto interessanti svolte da Mister Capotondo con gli allievi regionali della Vigor Senigallia nella stagione 2008-2009 :


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Nel ringraziarlo , rinnovo l'invito a chiunque volesse dare il proprio contributo al confronto ad inviare sedute di allenamento , programmazioni e semplici riflessioni all'indirizzo ing.ciampichetti@(togliquesto)gmail.com . Ricordo inoltre che è ancora attivo il forum , che stenta a decollare ma che sono certo possa essere un utile strumento per confrontarci e arricchirci a vicenda.

Sunday, May 10, 2009

La presa di posizione - 3° parte : il timing

Nei precedenti post di questa serie sulla presa di posizione si è parlato dei diversi modi di posizionarsi rispetto al possessore di palla nel caso in cui esso sia fronte alla porta o spalle alla porta.

Come in ogni progressione didattica , queste prime esercitazioni miravano ad un obiettivo minimo : insegnare ai ragazzi a riconoscere le due diverse situazioni di gioco ( attaccante spalle alla porta e attaccante fronte alla porta ) e ad associare immediatamente il relativo comportamento da tenere.

Purtroppo ( o per fortuna ) , nella situazione reale di gara raramente capitano situazioni di gioco in cui applicare questa associazione per così dire statica , molto più spesso ci si trova in contesti dinamici dove l'avversario può cambiare la sua condizione da frontale a di spalle (e viceversa) in pochi istanti.

Una situazione tipica , ad esempio , è quella riportata in figura ( per comodità sono stati riportati solo la palla - o meglio il portatore di palla - il difensore e il suo diretto avversario , nelle esercitazioni successive saranno introdotti anche altri avversari e compagni) :
L'avversario spalle alla porta sta per ricevere palla e ci si potrà trovare nelle seguenti situazioni :

1) la distanza fra attaccante e difensore nel momento in cui parte la palla è sufficiente all'attaccante per voltarsi e puntare frontalmente il difensore
2) la distanza è tale che il difensore fa in tempo ad "accorciare" e portarsi a contatto con l'attaccante impedendogli di voltarsi
3) la distanza è minima e l'attaccante non si approssima con sufficiente velocità al portatore di palla e/o non protegge a sufficienza la palla.

Il ventaglio di soluzioni al problema da parte del difensore sono sempre le stesse ( posizione di guardia a distanza di sicurezza con indirizzamento dell'avversario , pressione di spalle a contatto con l'avversario e , solo qualora si sia certi di prendere la palla , l'anticipo ) : la difficoltà sta nel riconoscere il problema perché, che come dicevamo in precedenza, la situazione non è statica ( l'avversario fermo con la palla come nel gioco delle "sedie musicali" ) ma dinamica. Per di più i parametri che deve determinare il difensore per discernere in quale delle tre situazioni si trovi sono molti : distanza di partenza fra difensore e attaccante , velocità di trasmissione della palla , velocità con cui l'attaccante si sta avvicinando alla palla , velocità massima che l'attaccante è in grado di esprimere e velocità massima che il difensore è in grado di esprimere.

Una errata percezione della situazione può significare mandare l'uomo in porta. . Infatti può capitare che :

a) il difensore percepisce erroneamente che la distanza non sia sufficiente all'attaccante per voltarsi , si avvicina a grande velocità per portarsi a contatto ( soluzione al problema dell'attaccante voltato di spalle ) , ma questi fa in tempo a voltarsi e a sorprenderlo in velocità. In altre parole il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 1 ma la situazione reale è quella descritta al punto 2

b) il difensore pensa di non essere sufficientemente vicino all'attaccante da potersi portare a contatto , lasciandogli la possibilità di voltarsi e puntarlo frontalmente ( il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 , mentre in realtà la situazione reale è quella descritta al punto 1 ). Questo errore è generalmente meno grave del precedente , perché il difensore eccede in prudenza : l'attaccante ha comunque l'indubbio vantaggio di poter puntare frontalmente il difensore e dribblarlo , mentre spalle alla porta col difensore a contatto avrebbe molto più probabilmente optato per un passaggio di scarico.

c) il difensore pensa di poter anticipare l'attaccante , che invece è più veloce e lo taglia fuori ( il difensore percepisce la situazione 3 in luogo della situazione 2 ).

d) il difensore percepisce di trovarsi nella situazione 2 invece si trova nella situazione 3 : questo errore è quello che causa meno problemi alla squadra , perché in fondo si tratta soltanto di un mancato anticipo e quindi di un mancato recupero della palla. L'attaccante si trova comunque voltato di spalle con un difensore a contatto e difficilmente potrà rendersi pericoloso. Per questo motivo dico ai miei ragazzi che l'anticipo ( soprattutto sulla propria tre/quarti ) va tentato solo se si è certi di intercettare la palla.

La capacità di riconoscere il problema ed associare la giusta soluzione è un mix di di esperienza , percezione e capacità coordinative che solo in parte si possono insegnare , perché in parte faranno sempre parte del bagaglio genetico del ragazzo , del suo intuito e della sua predisposizione.

Possiamo comunque provarci con esercitazioni come quella mostrata in figura ( l'esercitazione si svolge in parallelo su due gruppi , sia sulla fascia destra che su quella sinistra ) :
Situazione 1c1 con attaccante che parte spalle alla porta : Un centrocampista C esegue uno slalom in guida della palla su dei conetti , terminato il quale l'attaccante A , che parte dal lato più lontano del quadrato di gioco , si farà incontro per ricevere palla. Il difensore D parte alle spalle di A secondo tre differenti distanze determinate da tre differenti cinesini ( che per comodità potranno essere di 3 colori diversi ). L'obiettivo è superare il difensore ed entrare in guida della palla in una delle due porticine : il goal sulla porticina interna vale 3 punti , quello sulla porticina esterna vale 1 punto. Ovviamente l'istruttore chiamerà di volta in volta la partenza da uno dei 3 cinesini per far variare continuamente il tempo e lo spazio che deve percepire il difensore.

variante 2c1 : se i difensori sono così bravi che l'attaccante raramente riesce a voltarsi , si può far partecipare al gioco anche il centrocampista C , creando così un 2c1. Si possono ad esempio assegnare : 4 punti se l'attaccante riesce a fare goal nella porticina interna senza appoggiarsi al centrocampista , 3 punti se riesce a fare goal nella porticina interna aiutandosi col centrocampista , 2 punti se riesce a fare goal nella porticina esterna senza appoggiarsi col centrocampista , un punto se riesce a fare goal nella porticina esterna appoggiandosi col centrocampista.

Tuesday, April 14, 2009

La presa di posizione - 2° puntata : 1c1 con attaccante fronte alla porta e 1c1 con attaccante spalle alla porta

La scorsa esercitazione sulla presa di posizione nell'1c1 è piaciuta ai ragazzi e quindi ho deciso di riproporla ogni tanto come forma di riscaldamento, introducendo però di volta in volta qualche variante.

Così come era stata pensata nel post precedente , però , si riduce ad una sola casistica e cioè la presa di posizione rispetto ad un avversario :
1) in possesso di palla
2) orientato fronte alla porta
3) senza compagni né avversari (1c1 puro).

Le prime volte che si propone l'esercizio , limitarsi ad un caso circostanziato non è un limite , anzi : permette di concentrarsi su una situazione specifica evitando , come già detto mille volte in questo blog , di proporre troppe nozioni tutte in una volta ( troppa informazione = nessuna informazione ). Una volta però che i ragazzi hanno ben compreso come si affronta in 1c1 un portatore di palla fronte alla porta , si può allargare l'orizzonte : eliminando il vincolo elencato al punto 2 si può ad esempio passare a considerare entrambi i casi in cui il portatore di palla sia fronte alla porta e spalle alla porta , insegnando ai ragazzi a riconoscere immediatamente le due situazioni e ad associare ad ognuna di esse un diverso comportamento tattico.

Il setting dell'esercitazione , a questo punto , non potrà più prevedere solamente la disposizione di un certo numero di palloni nella metà campo , perché i ragazzi dovranno essere in grado di distinguere fra il caso del portatore fronte alla porta e quello del portatore spalle alla porta.

Una possibile soluzione ( da adottare ad esempio se il numero di ragazzi a disposizione è limitato ) potrebbe essere quella di posizionare dei conetti a rappresentare l'avversario : la palla pochi centimetri avanti il conetto rappresenta un avversario fronte alla porta , la palla pochi centimetri dietro il conetto significa l'avversario spalle alla porta.

Su come affrontare un attaccante frontalmente si è già detto nello scorso post , in questa esercitazione dobbiamo riuscire a trasmettere ai ragazzi l'importanza di dare una pressione molto più ravvicinata in caso di portatore spalle alla porta , per impedirgli di voltarsi ed obbligarlo a far ricominciare l'azione. In pochissimi istanti dovranno essere in grado di effettuare l'associazione : portatore frontale = disposizione a distanza di sicurezza in posizione di guardia , portatore di spalle = immediatamente a contatto per impedirgli di voltarsi.

Se questo portarsi immediatamente a contatto significhi un effettivo contatto petto-dorso ( il buon vecchio "attaccati e allarga le braccia" che ci ricordavano i nostri allenatori ) o invece porsi in posizione di guardia ad una distanza molto ravvicinata ( la distanza di un braccio, diceva Beppe Bergomi in un interessantissimo articolo sul nuovo calcio ) è una questione da affrontare successivamente : quando saranno adulti sarà certamente preferibile questa seconda soluzione , perché affronteranno attaccanti smaliziati che sfrutteranno l'appoggio per fare perno e voltarsi verso la porta ( che era proprio l'obiezione portata da Bergomi in quell'articolo ) . Come prima proposta nelle categorie inferiori ( ricordo che stiamo parlando di esordienti 1° anno ) io propenderei invece per il contatto petto-dorso , perché quello che mi preme sottolineare è che un portatore di spalle va affrontato molto più da vicino di un portatore frontale. Una volta appreso questo concetto fondamentale ( che non è così scontato neanche nelle prime squadre , dato che ancora capita di assistere a giocatori adulti che si dimenticano di "accorciare" sull'avversario spalle alla porta permettendogli di voltarsi agevolmente ) potremo pian piano insegnare loro come non dare l'appoggio all'attaccante "smaliziato".

Tornando all'esercizio in questione , se si dispone di un sufficiente numero di allievi si possono anche dividere i ragazzi in due gruppi : quelli di un gruppo svolgeranno i ruoli di "attaccanti" e quelli del gruppo restante saranno i "difensori" che dovranno allenarsi sulla presa di posizione. Ho messo le virgolette perché i ruoli nell'esercizio non hanno necessariamente correlazione con i ruoli in campo e dopo un certo numero di esecuzioni i due gruppi si invertiranno : anche un attaccante , infatti , può trovarsi in partita ad affrontare un portatore di palla frontale o di spalle e deve sapere come farlo.

Se si ha un sufficiente numero di ragazzi a disposizione , questa seconda soluzione è certamente da preferire , per due buone ragioni :

1) per questioni logistiche : si evita di perdere tempo a posizionare i conetti e dividendo i ragazzi in due squadre con due colori della casacca si può ad esempio far seguire o precedere l'esercizio da un normale possesso palla. Oppure si può organizzare l'esercizio in modo che prima tutti i giocatori eseguano una guida della palla secondo varie modalità ( interno , esterno , pianta del piede , figura A ) poi , al fischio dell'istruttore , gli "attaccanti" si arrestano mantenendo l'orientamento che hanno maturato ( fronte o spalle alla porta ) , mentre i difensori abbandonano la palla correndo a posizionarsi sulla traiettoria attaccante-palla secondo le modalità suddette ( figura B ).


figura A


figura B

2) per questioni di specificità : attaccare un avversario in carne ed ossa è molto più simile al contesto di gara che non attaccare un conetto. L'importanza della memoria visiva , tattile e cinestetica nell'apprendimento infatti non è da trascurare : senza scomodare i neuroni specchio ( sui quali comunque consiglio la lettura del libro di Riccardo Capanna Allenare Oggi : Le quattro regole d'oro ) è intuitivo comprendere che una esperienza motoriamente vissuta e ripetuta si ricorda meglio e si associa più facilmente in gara alla situazione di gioco contingente , piuttosto che una spiegazione astratta. Inoltre sostituendo i conetti con degli attaccanti veri si ha il notevole vantaggio che l'esercio statico sulla presa di posizione si tramuti immediatamente in un esercizio dinamico , cioè un vero e proprio 1c1 : alla chiamata nominale dell'istruttore ciascuna coppia inizierà ad affrontarsi con il vincolo per l'attaccante di concludere entro un tempo prestabilito. Ecco che l'esercizio allena anche i tempi di reazione e la velocità di ragionamento ( psicocinetica ).

Tuesday, April 7, 2009

Seduta di allenamento sui tempi e i modi dello smarcamento mediante taglio e sulla guida della palla a testa alta

Assistere, durante una partita di calcio, giocata a qualsiasi livello, ad un passaggio filtrante su un giocatore in corsa che si inserisce in uno spazio liberato da un compagno, genera sensazioni positive.Tale movimento può essere spontaneo; spesso però questa combinazione di gioco è frutto di abilità che, attraverso un appropriato allenamento, si possono migliorare.Tale tipo di azione non può essere efficace se è la risultante di un gioco espresso da un solo individuo, seppur di talento , ma essa deve coniugare in modo sinergico il lavoro di più giocatori : mi è già capitato in altri post del blog di citare le parole di Massimo De Paoli , che ritengo uno dei migliori allenatori di settore giovanile che vi siano in Italia e non solo in Italia.

Questa riassume bene la mia visione della fase offensiva , quella che cerco di trasmettere ai miei ragazzi , perché voglio che si abituino già dagli esordienti a vedere gli spazi vuoti come un pieno di possibili ( per usare ancora le parole di De Paoli ) e , se gli spazi vuoti non ci sono , a saperseli creare . La frase in oggetto ha inoltre il merito di farci vedere una situazione come il passaggio filtrante per quello che è : l'azione sinergica fra due o più giocatori , che per poterla mettere in pratica devono possedere determinati pre-requisiti. Abituati a vedere partite di adulti e anche di alto livello , probabilmente si tende a dimenticare quanto lavoro può esserci dietro una situazione del genere , svolto da noi allenatori del settore giovanile.

Perché due giocatori della categoria esordienti o giovanissimi siano posti nelle condizioni di effettuare un passaggio filtrante con taglio , avremmo dovuto insegnare loro :

1) a vedere lo spazio vuoto come un'opportunità per lo smarcamento
2) qualora questo spazio non ci sia , a crearselo con movimenti opportuni ( movimento a mezzaluna o a spezzata prima ad allargare e poi a stringere )
3) a passare la palla con i tempi opportuni
4) a passare la palla con la forza opportuna
5) a smarcarsi e ricevere la palla con i tempi opportuni
6) a guidare e/o ricevere la palla a testa alta o almeno sfruttando la visione periferica per poter cogliere il movimento dell'attaccante che si sta inserendo.

La seduta di allenamento che segue si propone di allenare tutte queste abilità.


Strumento fondamentale di tutte le esercitazioni situazionali della seduta sono i 3 o 4 paletti allineati , che solitamente completo con una casacca ciascuno perché sia ben chiaro che rappresentano una linea difensiva composta da 3 o 4 avversari , perché si tratta di un metronomo straordinario : imponendo il vincolo che vale la regola del fuorigioco , i ragazzi hanno immediatamente una autovalutazione sui tempi del passaggio e dello smarcamento , perché hanno immediatamente il feedback sulla riuscita o meno della giocata ( fuorigioco = giocata non riuscita , in gioco = giocata riuscita ).

All'istruttore spetterà casomai cercare di far capire ai ragazzi dove e cosa hanno sbagliato : anticipo o ritardo nello smarcamento in verticale , anticipo o ritardo nel passaggio e nel caso di ritardo se questo è dovuto ad una ricezione errata piuttosto che ad una guida a testa bassa che non ha permesso di cogliere il movimento dell'attaccante.

Wednesday, March 25, 2009

L'ultimo treno per il professionismo

Da qualche tempo mi sto appassionando al tema dello scouting , ovvero a quell'insieme di attività che portano a riconoscere in un giovane giocatore il possibile talento che può raggiungere i massimi livelli del calcio professionistico.

Una domanda che mi sono sempre posto è quando si possa dire che un ragazzo , per quanto possa sembrarci bravo , abbia ormai perso il treno. Ho posto la domanda a diversi addetti ai lavori e la risposta più frequente è che se terminati i giovanissimi il ragazzo è ancora fra i regionali o peggio ancora fra i provinciali , il treno può dirsi perso. Non discuto che nel 99,9% dei casi sia così , perché è abbastanza evidente.

Per questo , forse , mi affascina quel restante 0,1% di casi in cui i ragazzi restano fino a tarda età fuori dal mondo del professionismo e poi , come d'incanto , inziano la risalita fino ai massimi vertici : per massimi vertici intendo ad esempio la vittoria dei mondiali , come è avvenuto ad esempio a Fabio Grosso , che pochi lo sanno ma fino a 22 anni giocava in eccellenza con la Renato Curi.

Una categoria più in basso giocava Stefano Guberti ( e precisamente nella promozione sarda con l'Asseminese ) , uno dei giocatori più ambiti del mercato in questi ultimi mesi , passato dall'Ascoli al Bari e con la squadra salentina disputerà con tutta probabilità il prossimo campionato di serie A.

Ancora più in basso è partito Riccardo Zampagna , che a 22 anni giocava ancora in prima categoria con l'Amerina. Consiglio la lettura di questo interessante articolo sulla gazzetta di qualche anno fa.

E' chiaro che si tratta di casi limite , che come si diceva rappresentano un'infima percentuale rispetto al percorso classico costituito dalla trafila nei settori giovanili delle squadre professionistiche. Però sono casi che mi affascinano e probabilmente tornerò a parlarne in futuro.