Thursday, February 19, 2009

L'1c1 difensivo : questioni generali ed una esercitazione specifica

L'esercizio che propongo in questo post è pensato per chi , come il sottoscritto , ha a disposizione solo due allenamenti a settimana ed è quindi costretto a proporre esercitazioni che allenino contemporaneamente più aspetti , sia durante le esercitazioni tecnico-tattiche che in quelle coordinativo-motorie.

In questo caso , parlando di 1c1 , molteplici sono le situazioni in cui il difensore può affrontare l'avversario in possesso palla : 1c1 con attaccante voltato spalle alla porta , 1c1 frontale in zona centrale , 1c1 frontale su una fascia laterale.

L'esercizio si presta bene a riepilogare come comportarsi in queste diverse situazioni , che andrebbero precedentemente affrontate una per una , altrimenti per il ben noto principio troppa informazione = nessuna informazione rischiamo di proporre un carico eccessivo di nuove nozioni in un'unica dose, col rischio concreto che nessuna di esse venga appresa in forma stabile.

In precedenza avremo cioè dover spiegato ai nostri ragazzi che :

1) affrontando in 1c1 un attaccante voltato di spalle , al limite dell'area o comunque in zone dove può pervenire al tiro , è necessario che il difensore riduca subito gli spazi di manovra dell'avversario , portandosi a contatto petto-schiena e avendo cura di non spingerlo e di non commettere fallo con le braccia , che saranno quindi tenute ben aperte. Per farmi comprendere sono solito dire ai difensori che se costringono l'avversario a passare la palla ad un compagno a sostegno possono ritenere di aver svolto il proprio compito ; se invece l'avversario riesce a girarsi fronte alla porta o a conquistare una punizione , c'è in qualche modo la loro responsabilità. In altre parole l'anticipo sull'avversario di spalle va tentato solo se questi compie evidenti errori di copertura della palla , altrimenti meglio continuare a difendere la porta e obbligarlo a ricominciare l'azione.

2) affrontando un avversario frontalmente su fascia laterale devono cercare di:
2a) andare inizialmente in pressione fino a posizionarsi ad una distanza di sicurezza di circa un metro lungo la traiettoria attaccante-porta ( difesa della porta e presa di posizione , due dei principi fondamentali della tattica individuale in fase di non possesso );
2b) tenere gli appoggi non allineati , me nella posizione che permetta la massima reattività ( quella che Mister Gnagnetti allo stage dell'Ascoli Soccer Acedemy definì di guardia , mutuandola da sport come la scherma e il pugilato );
2c) arretrare con corsa scivolata all'indietro ed appoggi come al punto 2b) , avendo cura di indirizzare l'avversario verso l'esterno , dove è chiaramente meno pericoloso e lo specchio della porta si restringe;
2d) se l'attaccante effettua delle finte o dei cambi di direzione , cercare inanzitutto di tenere fissi gli occhi sulla palla per non farsi ingannare dalle finte e soprattutto cambiare direzione di conseguenza ( per continuare il paragone con la scherma o col pugilato possiamo parlare di cambio da guardia destra a guardia sinistra ) avendo cura di non voltargli mai le spalle , perché la perdita del contatto visivo con l'avversario e la palla può essere fatale;
Riassumendo : anche qui il contrasto e l'intercettamento vanno tentati solo se l'attaccante mostra palesemente di perdere il contatto con la palla; altrimenti si cerca di indirizzarlo verso l'esterno e , in caso di finta , essere più reattivi possibile nel voltarsi e nel capitalizzare il metro di vantaggio iniziale dato dalla cosiddetta distanza di sicurezza.

3) affrontando un avversario frontalmente in zona centrale , rispetto a quanto detto al punto 2 si hanno le seguenti differenze:
3a) la direzione preferenziale verso cui indirizzare l'attaccante non è la fascia più vicina , essendo entrambe le fasce troppo distanti; il difensore dovrà scegliere dove indirizzare l'attaccante sulla base di altri parametri : proprio piede dominante e quindi proprio lato forte , piede non dominante dell'attaccante e quindi suo lato debole , lato dove stanno rientrando eventuali compagni per il raddoppio;
3a) arretrando indefinitamente per mantenere la distanza di sicurezza , si fa guadagnare troppo campo all'attaccante e avvicinandosi alla porta sarà sempre più difficile chiuderne lo specchio ( viceversa sulla fascia l'avanzamento dell'attaccante produceva un restringimento dello specchio ) ; per questo motivo il difensore dovrà prima o poi contrastare l'avversario e tentare l'intercetto , avendo cura di scegliere l'attimo in cui l'attaccante perde il contatto con la palla ( o addirittura indurlo a scoprirla mediante finte difensive).

Detto questo , passiamo ad illustrare l'esercizio. Si svolge su una metà campo e prevede la partecipazione di 3 centrocampisti (C1,C2,C3) , 1 attaccante (A1) e 2 difensori (D1,D2 ) , disposti in 4 stazioni per i giocatori che attaccano e 2 per i giocatori che difendono , come mostrato nelle figure 1 e 2 ( al termine di ogni esecuzione i giocatori che hanno preso parte all'azione cambiano stazione ).


Figura 1

Figura 2


L'esercizio inizia con C1 che serve A1 nel quadrato. A1 è contrastato spalle alla porta da D1 e dovrà decidere se:

A) voltarsi per concludere, passando per le due porticine contraddistinte dai cinesini rossi : in tal caso l'azione termina , con la chiara certezza per il difensore di aver commesso un errore permettendo all'attaccante di voltarsi;

B) appoggiare nuovamente per C1 ( dai e segui ) , che cambierà gioco per C3 (figura 1); C3 sarà affrontato da D2 in fascia laterale , il cui obiettivo sarà impedirgli di entrare in area ( indirizzamento verso l'esterno , come visto sopra ). Se C1 riesce ad entrare in area deve essere lasciato libero di concludere;

C) appoggiare centralmente per C2 ( figura 2 ), che affronterà un 1c1 in fascia centrale ancora con D2. L'obiettivo per D2 sarà far indirizzare C2 verso l'esterno dell'area o intervenire tentando il recupero quando C2 si sarà avvicinato eccessivamente alla porta. Se C2 è costretto ad uscire dall'area , il difensore ha svolto il proprio compito e l'azione termina con il successo di D2.

Sempre per il principio che non vanno comunicate troppe informazioni tutte insieme , inizialmente si possono omettere i vincoli ( passaggio per le porticine rosse dell'attaccante spalle alla porta , obbligo per il difensore in fascia di non far entrare l'attaccante in area e per l'attaccante in zona centrale di non farsi portare fuori dall'area ) e far svolgere semplicemente tre 1c1. Dopo un certo numero di esecuzioni si introducono i vincoli e se ne spiega il significato.

Wednesday, February 11, 2009

Il tiro di collo pieno ( 2° parte ) : la punta del piede

Come anticipato in un post precedente iniziamo ad affrontare ad uno ad uno gli errori che impediscono di effettuare correttamente il tiro di collo pieno dal più semplice ( ma non banale come potrebbe sembrare ) : il posizionamento della punta del piede.

Canonicamente , come si può leggere in ogni manuale , la punta deve essere tenuta rivolta verso il basso , con l'articolazione della caviglia rigida , il più possibile allineata con la tibia quasi a costituirne un prolungamento.

Viceversa:

1) se la punta non è sufficientemente rivolta verso il basso , ad arrivare per prime a contatto con la palla saranno parti anatomiche del piede diverse dal collo , tipicamente la punta
2) se l'articolazione non è rigida intervengono fenomeni di assorbimento dell'urto che possono ridurre anche di molto la forza del tiro
3) se la punta non è tenuta diritta , ma c'è un'orientamento verso l'interno o verso l'esterno , il tiro non prenderà la traiettoria rettilinea ma tenderà a sfuggire verso l'esterno o verso l'interno. Non necessariamente questo modo di calciare è un errore , perché il calciatore può consciamente orientare la punta in un senso o nell'altro per calciare di interno collo o di esterno collo. Quando questo succede , però , egli avrà preso la rincorsa in modo opportuno e programmato un certo tipo di traiettoria : se invece la rotazione è inconscia , la rincorsa e il posizionamento del piede di appoggio saranno tali da aspettarsi una traiettoria rettilinea , che invece non verrà rispettata , dando luogo ad un errore non solo tecnico ma anche di tattica individuale.

Dicevamo che il problema del posizionamento della punta è semplice ma non banale : non deve infatti essere dato per scontato , perché va insegnato ed è tutt'altro che spontaneo nella maggior parte ragazzi della fascia d'età 8-11 anni. Chiedete ad esempio ad un ragazzo di questa fascia d'età di restare in equilibrio monopodalico spingendo la punta del piede verso il basso e tenendo l'articolazione della caviglia rigida. Ve ne sarà più di uno che faticherà a combinare i due gesti.

Per questo il primo esercizio (1a) che si può proporre è di sdraiarsi su un fianco e , senza palla , ripetere il gesto del calcio di interno collo avendo cura di spingere la punta del piede verso il basso fino ad allinearla perfettamente con la tibia. Fatto questo si possono disporre i ragazzi a coppie e passare a colpire effettivamente la palla (1b).

Una volta riuscita questa esercitazioni si potrà provare a simulare il gesto del tiro senza palla in equilibrio monopodalico sul posto (2a) e poi alternandolo a degli skip (2b) , come mostrato al minuto 0:40 del video che segue.


Si può quindi passare alle esercitazioni a coppie con la palla. Ecco alcuni esempi :
3a) a distanza di 20m calciare la palla al compagno di collo pieno , cercando di tenere la traiettoria il più possibile rettilinea e la punta rigidamente orientata verso il basso come provato negli esercizi senza palla precedenti;
3b) a distanza ravvicinata , circa 5m , un giocatore passa la palla con le mani al compagno ( circa 30cm di altezza da terra ) , che la colpisce di collo pieno cercando di indirizzarla di nuovo nelle mani del compagno. Serie da 20 colpi , alternandone 10 di destro e 10 di sinistro
3c) come sopra , cercando di colpire la palla di controbalzo

Infine si passa finalmente ai tiri in porta veri e propri , avendo cura di far precedere gli stessi da esercitazioni di rapidità e coordinazione , che fanno arrivare il ragazzo al tiro con maggiore concentrazione e rapidità della rincorsa , altro aspetto che come vedremo in seguito risulta fondamentale per imprimere forza alla palla.

Un esempio di esercizio a riguardo può essere il seguente:

4) 8 metri di skip come nell'esercizio 2b + 8 metri di sprint + tiro in porta. Variante 4a con palla servita incontro rasoterra dall'istruttore , variante 4b con palla da fermo.

p.s. come avrete notato si tratta di esercizi fortemente analitici , perché derivano appunto dall'analisi del gesto fin nei minimi particolari. Nel post si è parlato di fascia d'età 8-11 anni per sottolineare che in questa fascia d'età il corretto posizionamento della punta del piede non è un problema banale dal punto di vista motorio per alcuni bambini/ragazzi. Per quanto riguarda invece la fascia d'età in cui sarebbe opportuno iniziare ad affrontare analiticamente il problema e correggerlo , ogni istruttore può regolarsi da sé in base alla propria esperienza , ai propri metodi di lavoro e alle caratteristiche dei ragazzi a disposizione. Per quanto mi riguarda gli esercizi indicati sono stati proposti nella stagione in corso a ragazzi della categoria esordienti primo anno.

Sunday, February 1, 2009

Esordienti : perché tutta questa fretta di giocare 11 contro 11?

In questo post propongo una serie di 3 articoli scritti per il giornalino della S.S.D.Borghetto , di cui l'ultimo volontariamente non pubblicato per non urtare la sensibilità di qualche genitore.

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L'oggetto riguardava infatti la fretta che qualche genitore sembra avere per vedere il proprio figlio della categoria esordienti giocare 11c11 : secondo l'opinione di alcuni di essi l'unico ( "vero" ) calcio , come se il 7c7 o il 9c9 fossero figli di un dio minore. Proprio dopo aver scritto l'articolo qualche genitore mi ha contattato esattamente a proposito di questo argomento e c'era il serio rischio che quanto scritto in tempi non sospetti fosse visto come un attacco personale .. quindi ho preferito soprassedere.

L'articolo riprende le argomentazioni contenute nella guida tecnica per le scuole calcio pubblicata dal settore giovanile della FIGC , dove viene spiegato che il 7c7 e il 9c9 presentano caratteristiche di sviluppo del gioco che non possono che favorire la crescita a misura di bambino.

Non a caso , in questo periodo di sosta , ho approfittato per proporre ai miei ragazzi alcune amichevoli 7c7 contro i pulcini 1998 : inizialmente sembravano trovarsi in difficoltà nel tornare a giocare secondo le modalità dello scorso anno , perché a differenza del 9c9 gli spazi sono più stretti e richiedono una maggiore protezione della palla , una ricezione più attenta e precisa , minori tempi di decisione prima di concludere e impostare l'azione. Tutte caratteristiche che è bene "ripassare" e perché di importanza fondamentale anche nel 9c9 e nell'11c11 : nel calcio in generale , insomma.

Wednesday, January 28, 2009

Il tiro di collo pieno ( 1° parte ) : 10 errori da non commettere

Leggevo giusto qualche giorno fa su un vecchio articolo de Il Nuovo Calcio ( per la verità nella parte della rivista dedicata al calcio a 5 ) un'affermazione che condivido a pieno : il tiro di collo pieno è il primo modo di calciare che andrebbe insegnato quando si inizia ad affrontare l'argomento "tiro" con una certa analiticità.

Il motivo è presto detto : insegnare a un ragazzo che sa tirare di collo pieno altre varianti quali interno collo , esterno collo e anche interno è molto più facile che non fare il percorso contrario.

Per convincersene basta fare una verifica immediata , secondo il metodo globale-analitico-globale : prendete alcuni ragazzi e chiedete loro di calciare in porta nel modo che preferiscono , osservando quale modalità di impatto sceglieranno ; ora prendete quelli che prediligono tirare di interno collo con rincorsa laterale e chiedete loro di calciare di collo pieno con rincorsa rettilinea ; sono pronto a scommettere ( perché mi è successo tante di quelle volte .. ) che alcuni di questi avranno serie difficoltà a calciare di collo pieno , al punto che molti cercano comunque di "deviare" il percorso per rendere più obliqua la rincorsa e colpire la palla con l'interno.

La rincorsa non rettilinea è soltanto uno degli innumerevoli errori che non permettono ai ragazzi un tiro di collo pieno efficace; vediamo di riassumerli tutti, con la promessa di suggerire in un post successivo alcuni esercizi specifici per correggerli :

1) rincorsa non rettilinea : la rincorsa deve essere il più possibile in linea con la traiettoria che si vuole imprimere alla palla
2) rincorsa con passo troppo lungo e con appoggi sul tallone piuttosto che sull'avampiede : solo l'ultimo passo può e deve essere più lungo per permettere una maggiore oscillazione dell'arto calciante
3) oscillazione limitata dell'arto calciante per un ridotto caricamento dello stesso prima del tiro
4) oscillazione limitata dell'arto calciante che viene trattenuto e non "slanciato" dopo l'impatto con la palla : un metodo rapido ed efficace per valutare quanto e come l'arto calciante viene effettivamente slanciato dopo l'impatto con la palla è il sollevamento di riflesso dell'arto di appoggio. In alcuni calciatori che imprimono molta potenza alla palla , questo fenomeno è talmente evidente che il tiro si traduce quasi in una sforbiciata , con l'arto d'appoggio che si solleva da terra quasi più dell'arto calciante ( nel video è mostrato Roberto Carlos , con un tiro di esterno collo e non propriamente di collo pieno , ma il fenomeno descritto è quanto mai evidente ).
5) errato posizionamento del piede di appoggio , che si ferma troppo indietro e non in linea con la palla : questo errore spesso fa si che la palla si alzi eccessivamente; il piede d'appoggio nel tiro di collo pieno dovrebbe essere invece in linea con la palla , così che il ginocchio dell'arto calciante si trovi esattamente sopra la palla.
6) errato orientamento del piede di appoggio , che deve fungere da "mirino" per la direzione da imprimere alla palla : se invece viene invece indirizzato verso destra o verso sinistra , tutto il corpo tenderà ad orientarsi nell'una o nell'altra direzione , facendo terminare il tiro a lato.
7) mancata inclinazione verso il basso della punta dell'arto calciante : è forse uno degli errori più frequenti e al tempo stesso più grossolani , che da luogo ad un tiro con la punta del piede o con altra parte anatomica , ma non con il collo pieno.
8) errato orientamento della punta del piede che calcia : se la punta è indirizzata verso il basso , ma con il piede girato verso destra o verso sinistra , si ottengono gli stessi svantaggi di quanto detto al punto 6 ; il tiro rischia di terminare a lato anziché in porta.
9) scarso o errato movimento delle braccia sia in fase di rincorsa che in fase di impatto con la palla : come nella tecnica di corsa , un uso corretto delle braccia è importante perché permette di dare equilibrio e fluidità e scioltezza nei movimenti; viceversa , una corsa contratta e poco sciolta riduce la massima forza che si può imprimere alla palla.
10) errato orientamento del busto , che anziché essere inclinato in avanti "sopra la palla" è reclinato all'indietro : questo errore spesso si combina con quello del piede di appoggio troppo arretrato ( anzi spesso ne è una conseguenza ) e conduce ai medesimi svantaggi ; il tiro rischia di terminare alle stelle.

Friday, January 16, 2009

Programmazione : nella pausa invernale spazio alla tecnica di base

Da quando ho iniziato ad allenare, 6 anni fa , questa è la prima stagione alla guida di una squadra del settore di base da inizio stagione : a Febbraio 2006 presi gli esordienti 1993 proprio a ridosso del campionato primaverile.

Perciò in questi mesi sto sperimentando una fase della stagione un po' particolare , che solo chi allena pulcini ed esordienti conosce : la pausa invernale. La peculiarità di questo periodo della stagione, che va indicativamente da metà Dicembre a metà Marzo , è che non ci sono partite ufficiali ( sempre che non si decida di disputare i tornei di calcio a 5 in palestra , che la mia società ha giudicato non strettamente necessari ) : si può vedere questo fatto come uno svantaggio e adoperarsi quindi per organizzare ogni settimana una amichevole o vederla come una pausa salutare da impegni "ufficiali" , che per quanto non agonistici e improntati più alla verifica degli obiettivi comportano sempre una certa attenzione.

Personalmente propendo per questa seconda opzione e ne ho approfittato per passare da due a tre allenamenti ( gli impegni settimanali restano sempre 3 come durante il campionato autunnale ) , proponendo al termine del terzo allenamento un'amichevole "in famiglia" alternativamente con gli esordienti 1996 o con i pulcini 1998. Avendo quindi un allenamento in più e non dovendo disputare incontri ufficiali , ne ho approfittato per ridurre un po' all'interno degli allenamenti le proposte "tattiche" come partite a tema o situazioni di gioco e per aggiungere qualche esercizio in più di coordinazione e tecnica di base. Del resto è quello che propone lo stesso settore giovanile della FIGC nella sua guida tecnica per le scuole calcio : nel capitolo dedicato agli esordienti si trova infatti un grafico con l'andamento annuale dei carichi tecnici , tattici e motori. Come si può osservare il fattore tecnico ha un picco proprio in corrispondenza del mese di Gennaio , in corrispondenza del quale viene anche suggerita una riduzione del carico di esercizi relativi al fattore tattico-cognitivo.

Monday, January 12, 2009

Una meta per ogni occasione

Una esercitazione che ho proposto spesso nel triennio in cui ho seguito i ragazzi 1993 della S.S.D. Borghetto ( esordienti 2° anno , giovanissimi 92/93 e giovanissimi 93/94 ) è il possesso palla con meta.



Si tratta di una esercitazione di possesso palla finalizzato che può essere proposta nella fase di riscaldamento ( anche con le mani , soprattutto per far comprendere forme di collaborazione tattica che inizialmente possono non riuscire con i piedi , ad esempio la sovrapposizione a 3 o il dai e segui ) oppure , semplicemente aggiungendo due porte , come partita a tema prima della classica partitella finale. In particolare , proponendola in entrambe le fasi dell'allenamento , ha l'indubbio vantaggio che non si perdono minuti preziosi a spiegare le regole della partita a tema , perché sono già state sperimentate nella fase di riscaldamento.

Questo genere di esercizi ha molti vantaggi ed un unico svantaggio : si tratta di una esercitazione di possesso palla finalizzato , ovvero prima di poterla proporre con una certa proficuità , i ragazzi devono essere in grado di sviluppare un possesso palla sufficientemente evoluto : viceversa si assisterà ad un ammassarsi sulla linea di meta il cui unico risultato sarà una gran confusione.

Per questo motivo l'ho proposto raramente in questa prima fase della stagione con gli esordienti 1997 , perché prima c'erano da rimuovere le cause che impedivano ai ragazzi di eseguire un sufficiente numero di passaggi consecutivi ( su come rimuovere queste cause si è parlato ampiamente nella serie di post dedicati al possesso palla ).

Ora che le cause sono state in parte rimosse rispolvererò l'esercizio in questa seconda parte della stagione. Un altro dei vantaggi , infatti , è che abitua il pensiero tattico dei ragazzi alla ricerca della profondità e quindi del goal : quella appena scritta potrebbe sembrare una banalità , ma non è così. Mi sono accorto infatti in alcune amichevoli "in famiglia" svolte contro gli esordienti 1996 , che in alcune situazioni i ragazzi tendevano a tenere palla nella metà campo avversaria senza che nessuno cercasse l'affondo , come se l'obiettivo fosse mantenere il possesso palla e non segnare goal. Errore più che giustificabile visto il lavoro svolto nei mesi precedenti e visto che spesso viene commesso anche dagli adulti : quante volte mi capita di assistere a partite di prime squadre ( anche di serie A , il primo tempo del Milan contro la Roma nel posticipo di domenica scorsa , tanto per fare un esempio ) in cui i giocatori si passano e ripassano la palla come se qualcuno assegnasse loro un goal al 10° passaggio consecutivo!

L'altro grosso vantaggio di questo esercizio è che se ne possono inventare mille varianti , in pratica una per ogni obiettivo del nostro mesociclo tecnico-tattico. Di seguito sono proposte alcune associazioni obiettivo-variante.
Figura 2 : obiettivo triangolo dai e vai


Figura 3 : obiettivo sovrapposizione semplice (a 2 giocatori)


Figura 4 : obiettivo sovrapposizione a 3 giocatori
Figura 5 : obiettivo taglio

Figura 6 : obiettivo cambio di gioco

Figura 7 : obiettivo ampiezza e/o guida della palla
Questo ultimo esercizio , in particolare , merita due righe di commento perché permette di allenare due obiettivi complementari come l'ampiezza e la profondità e permette ai ragazzi di comprendere che relazione esista fra i due. Il punto si ottiene entrando in meta , in questo caso entrando attraverso 3 porticine distribuite su tutto il fronte d'attacco ( due sulle fasce ed una centrale , di volta in volta si può mettere il vincolo di entrare in guida della palla o mediante passaggio o addirittura piazzare un difensore e chiedere il dribbling ) : squadra avversaria permettendo , l'obiettivo primario è fare goal ovvero meta ovvero cercare la profondità. Ovviamente la squadra avversaria si schiererà in modo da non permettere questo obiettivo , quindi sarà necesssario aggirarla facendo girare palla finché una delle porticine non potrà essere attaccata con successo. L'ampiezza cioè non è un obiettivo fine a se stesso , ma un obiettivo subordinato alla profondità , che permette di ottenerla anche a fronte delle mosse difensive avversarie , ovvero in condizioni reali di gara.

Wednesday, December 10, 2008

Esercizi per la speed ladder : parte 1

Vedo dalle statistiche di accesso al blog che molti arrivano qui cercando esercizi da effettuare con la speed ladder.

Gli esercizi possibili sono praticamente infiniti ( l'unico limite è la fantasia ) , ma può capitare che se non si arriva al campo con qualcosa di scritto si finisce per proporre sempre gli stessi : ne approfitto per mettere per iscritto alcuni degli esercizi che faccio svolgere , nella speranza che possa essere utile anche ai visitatori del blog.

Sono i primi che mi sono venuti in mente , altri ne seguiranno in post successivi: quello che suggerisco è di far seguire all'esercizio di skip/rapidità su speed ladder un tiro in porta , un gesto tecnico che richiede particolare coordinazione e/o rapidità o un semplice sprint/allungo.

Rimarrete stupiti dei miglioramenti nella precisione e nella rapidità di esecuzione che i ragazzi mostreranno nel gesto : se gli esercizi proposti alla speed ladder vengono variati spesso e sono sempre più impegnativi , il controllo motorio richiesto è tale da stimolare nei ragazzi una concentrazione ed una percezione dei propri movimenti tale da rendere più facile e più rapida anche l'esecuzione del gesto tecnico successivo.

Esercizio 1: corsa semplice con 1 toccata per quadrato


Esercizio 2: corsa semplice con 2 toccate ogni quadrato


Esercizio 3: skip ginocchia alte 1 toccata ogni quadrato


Esercizio 4: skip ginocchia alte 2 toccate per quadrato


Esercizio 5: corsa calciata dietro con 1 toccata ogni quadrato


Esercizio 6: corsa calciata dietro con 2 toccate ogni quadrato


Esercizio 7: skip alternato ginocchia alte ( destro e sinistro ) + calciato dietro ( destro sinistro )


Esercizio 8: skip alternato ginocchia alte e calciata dietro ( destro alto avanti + destro calciato dietro - sinistro alto avanti + sinistro calciata dietro )



Cliccando sulle immagini è possibile ingrandirle : di seguito la legenda dei 3 tipi di appoggi proposti.

Thursday, November 27, 2008

Il primo tocco : progressione didattica per la ricezione orientata e il cambio di gioco

Alzi la mano chi non ricorda il discorso finale di Al Pacino in Any Given Sunday: il football è un gioco di centimetri ( come la vita , diceva Al Pacino , ma questo è un tema che esula dall'oggetto di questo blog ) perché il margine d'errore è ridottissimo.. Mezzo passo fatto un po' in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa e quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Come non vedere le analogie col calcio moderno? Magari nelle categorie dei più piccoli non sempre è così , ma è questo il calcio a cui dovremmo preparare i nostri ragazzi : uno sport dove chi riesce a orientare il primo tocco in modo da avere già la palla giocabile per l'obiettivo successivo ( che in qualche modo deve essere parzialmente pianificato prima della ricezione ) guadagna quella frazione di secondo che può essere decisiva.

Ho già parlato di questo argomento in altri post, ora vorrei proporre una serie di esercizi , strutturati secondo il principio della progressione didattica, per proporre ai ragazzi la ricezione orientata in una specifica situazione: il cambio di gioco. Tale situazione si verifica quando il portatore ha sufficiente visione di gioco per accorgersi che la propria squadra è "chiusa" sulla fascia dove si trova la palla e ha al tempo stesso un lancio sufficientemente lungo e preciso da servire il compagno libero sulla fascia opposta.

La situazione è tale ( squadra sbilanciata sulla fascia opposta , marcatore diretto costretto ad affrontare il portatore di palla frontalmente ) che il tipo di ricezione fa la differenza fra un'occasione da goal e un'azione qualsiasi :

1) ricevendo la palla "a stringere" verso la porta , possibilmente al primo rimbalzo o comunque senza lasciarla sfilare , il portatore di palla potrebbe trovarsi solo davanti al portiere o comunque 1c1 in situazione molto favorevole : in area o nei pressi della stessa ( il difensore sa che non può fare fallo ) e lanciato già ad una discreta velocità ( altra condizione sfavorevole per il difensore )

2) lasciando sfilare la palla e/o attendendo che rimbalzi più di una volta e/o orientando la ricezione ad "allargarsi" rispetto alla porta sarà molto più facile per il marcatore diretto indirizzarlo verso l'esterno , perché il difensore si troverà in condizione favorevole : 1c1 non frontale o con portatore di palla non lanciato in velocità , raddoppio degli altri difensori che hanno fatto in tempo a concentrarsi nella fascia dove è avvenuto il cambio di gioco; molto spesso l'azione evolve con un cross o con un passaggio di alleggerimento per ricominciare l'azione ( quando non si perde direttamente il possesso della palla ).

Quanto detto sopra è perfettamente esemplificato dal video che segue, che mostra appunto come una ricezione sbagliata può fare la differenza fra un'azione da goal a tu per tu col portiere oppure un cross ( ed è una bella differenza ):


Nelle figure che seguono sono proposte alcune situazioni di gioco che ho proposto in queste due sedute dedicate alla ricezione orientata e al cambio di gioco : seduta 1 , seduta 2. Come si può notare tutto l'allenamento è "in topic" e anche il riscaldamento e la partita a tema martellano lo stesso obiettivo.

PROGRESSIONE DIDATTICA 1

Esercizio 1a: non sono previsti avversari e quindi si tratta di un esercizio analitico più che di una situazione di gioco. Il primo giocatore della fila di destra (A) lancia per la punta (B) , che riceve palla e serve un passaggio di ritorno per B. B cambia gioco per C ( lanciando indicativamente nel cinesino indicato in figura ) : C deve mettere palla a terra possibilmente al primo rimbalzo orientandola verso la zona di meta. Si può mettere un numero massimo di tocchi entro il quale bisogna entrare in area , altrimenti il tiro non è valido : prima 3 , poi 2 , poi C dovrà riuscire ad entrare in area con un solo tocco.



Esercizio 1b: come sopra con l'aggiunta di un difensore alle spalle dell'attaccante B , che quindi dovrà ricevere e giocare a muro ostacolato da un difenosore , prima passivo e poi attivo.



Esercizio 1C: come sopra con l'aggiunta di un ulteriore difensore (D) con partenza "ad handicap" rispetto a C. D mette pressione a C , che a maggior ragione è stimolato ad orientare la ricezione verso la porta per non perdere il vantaggio rispetto a D. Se comunque riesce e condurre palla entro la zona di meta D deve lasciarlo libero di concludere.


Esercizio 1d: situazione di gioco "libera" 3c2. Ai giocatori non viene imposto alcun vincolo sullo sviluppo dell'azione , anche se la posizione di partenza dei difensori è tale da favorire il cambio di gioco come negli esercizi precedenti.

PROGRESSIONE DIDATTICA 2

Mentre nella progressione precedente l'obiettivo per l'attaccante C è ricevere palla per puntare il più rapidamente la porta , in questa progressione è prevista la presenza di un difensore fra porta e ricevente : l'obiettivo è quindi ricevere palla per puntare più rapidamente possibile il difensore ( saltarlo in velocità oppure concludere prima che chiuda lo specchio della porta )

Esercizio 2a: come 1b con ricezione orientata al dribbling sul cinesino

Esercizio 2b: il difensore parte da fondo campo; se C riceve la palla in maniera ottimale può concludere prima che il difensore chiude lo specchio della porta , altrimenti dovrà tentare il dribbling

Esercizio 2c: il difensore parte dove in precedenza era il cinesino; difficilmente C riuscirà a ricevere per tirare con lo specchio della porta libero , quindi dovrà cercare di acquisire la massima velocità per mettere in difficoltà il difensore e superarlo più agevolmente

Esercizio 2d: anche in questo esercizio , come in 1d , la situazione di gioco è apparentemente "libera" , nel senso che ai ragazzi non è imposto alcun vincolo sullo svolgimento dell'azione. In realtà , però , i difensori sono posizionati in modo da favorire lo sviluppo di gioco affrontato negli esercizi 2a,2b e 2c ( cambio di gioco + dribbling oppure cambio di gioco + tiro in porta prima dell'arrivo del difensore che parte dalla linea di fondo campo ).

Tuesday, November 18, 2008

Come auto-organizzarsi dei "corsi di aggiornamento" gratuiti

Diceva bene il tecnico dell'Ascoli Soccer Academy che uno dei primi presupposti di un buon allenatore è la curiosità e la volontà di tenersi costantemente aggiornati. Di allenatori con questa prerogativa ce ne sono tanti e lo testimonia il continuo proliferare di corsi di aggiornamento per tecnici, sempre più seguiti ma , putroppo , sempre più cari.

Non sempre è possibile frequentare tutti i corsi che si vorrebbero , sia per questioni di denaro ma anche e soprattutto per questioni di tempo. Magari il corso che ci interessa è organizzato fuori regione o proprio nel giorno in cui abbiamo allenamento o un impegno di lavoro. In questi casi si può integrare l'aggiornamento dei corsi ufficiali facendo leva su un'altra importante qualità : l'umiltà.

Quell'umiltà che permette di riconoscere che si può imparare non solo dal tecnico di grido della super-squadra professionistica , ma anche dal collega che magari allena una squadra della nostra stessa categoria o qualche categoria superiore. A questo proposito ricordo il parere di Franco Selvaggi , che ci tenne il corso di allenatore di base a Filottrano , secondo il quale nelle categorie inferiori ci sono tanti allenatori bravi e preparati che non sfigurerebbero neanche in squadre delle massime serie , se non fosse che non sono stati giocatori di altissimo livello e questo frena talvolta la loro possibilità di sfondare.

Tornando al nostro piccolo , ecco una breve guida per "auto-ogranizzarsi" dei costi di aggiornamento a costo zero:
1) seguire alcune partite della categoria che ci interessa ( guardare la classifica non basta , vedi punto 2 );
2) individuare le squadre che , al netto delle individualità di spicco , giocano un calcio migliore; questo perché , se è vero che le capacità individuali dipendono anche dall'istruttore , è altrettanto vero che se solo uno o due giocatori creano gioco evidentemente questo dipende più da una predisposizione che da fattori ambientali ( leggi capacità dell'allenatore e metodi di allenamento );
3) informarsi sugli orari di allenamento della squadra ;
4) informarsi se la struttura permette di assistere in maniera "discreta" agli allenamenti ( per evitare la spiacevole situazione di trovarsi in un fazzoletto di pochi metri quadri con genitori e dirigenti avversari che ci guardano di traverso );
5) in caso affermativo assistere alle sedute.

Personalmente ho assistito ad alcune sedute di allenamento delle squadre professionistiche della mia regione e in alcuni casi ne ho tratto spunti interessanti per i miei allenamenti.

Tuesday, November 11, 2008

Allenamento giovanissimi con i tecnici dell'Ascoli Soccer Academy

Copio e incollo l'articolo che ho scritto per il sito della S.S.D. Borghetto sull'iniziativa in oggetto:

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , destro e sinistro , di nuovo palla in mano; poi due volte , tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta. Anche in questo caso sottolineiamo la progressione didattica dal facile al difficile: la finta del doppio passo è stata proposta senza alcun riferimento spaziale nel primo esercizio , in questo step intermedio è stata proposta con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , mentre nell'ultimo e più difficile step sarà proposto nelle condizioni di gara , ovvero con avversario attivo e libero da vincoli.
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : dopo aver proposto la finta del doppio passo in forma semplificata ( senza riferimento spaziale , poi con riferimento spaziale fisso e passivo ) si è passati all'1c1 senza vincoli , come i ragazzi lo affrontano in ogni partita.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete chissà quante volte , ma non è rado vedere errori madornali anche fra giocatori adulti ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.