Saturday, December 22, 2007

Il blog chiude per ferie. Tanti auguri ( scomodi ! ).

Il blog chiude per ferie e ne approfitto per fare a tutti i visitatori i migliori auguri di Buon Natale , riprendendo le parole di un grande educatore , un grande uomo capace di andare controcorrente per difendere i propri valori : Don Tonino Bello. I nostri ragazzi avrebbero tanto bisogno di figure così coerenti e coraggiose.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Don Tonino Bello

Wednesday, December 12, 2007

Libri Calcio : La preparazione fisica ottimale del calciatore

Ero alla ricerca di un testo per ampliare e approfondire gli appunti di teoria e metodologia dell'allenamento presi al corso di allenatore di base : se c'è qualcosa che l'università mi ha insegnato è che a rileggere dopo qualche anno gli appunti scritti in fretta e furia su un block-notes non si cava un ragno dal buco!

In attesa che esca il libro del Prof. Cannavacciuolo , mi sono indirizzato su La preparazione fisica ottimale del calciatore di Jurgen Weineck, versione specifica per il calcio de l'allenamento ottimale , opera omnia dello stesso autore.

Me ne avevano parlato molto bene e , adesso che mi è arrivato a casa , non posso che confermare : la teoria è trattata con molto rigore ma è allo stesso tempo comprensibile per chiunque , non mancano le esercitazioni pratiche e , soprattutto , per ogni capacità condizionale affrontata ( velocità , resistenza , forza , flessibilità ) c'è un capitolo specificamente dedicato al suo allenamento ( o non allenamento ) in età infantile e giovanile.

Unico neo è la data di stampa , che risale al 1996 : alcune statistiche sono un po' vecchiotte ; un esempio sono gli studi sul modello prestativo del calciatore , che fanno riferimento a campionati di fine anni '80 .. oggi probabilmente le percentuali di tempo trascorso da ciascun giocatore correndo a ritmi elevati sono ancora più elevate.

Se quando avrò sistemato gli appunti in formato elettronico dovesse venirne fuori un buon lavoro , che possa essere utile anche ad altri frequentatori di questo blog , magari li renderò disponibili per il download : del resto già ai tempi dell'università feci qualcosa del genere con un altro mio sito , che mi servì sia per imparare le nozioni dell'html che per mettere da parte qualche soldo per pagarmi gli studi.

Friday, November 30, 2007

Settore giovanile ( agonistico ) : uomo o zona ?

Suggerisco nel forum una discussione su questa combattuta questione , con tanto di sondaggio. Emblematici di quanto la questione sia lontana dal pervenire ad una soluzione univoca e condivisa ( che probabilmente , e diciamo anche per fortuna , non esiste .. in fondo è il bello del calcio ) sono due autorevoli pareri emersi al corso di allenatore di base:

- secondo mister Selvaggi sarebbe auspicabile cominciare a insegnare la zona sin dagli esordienti , perché solo così tutti gli 11 giocatori in campo partecipano alla costruzione dell'azione;

- secondo mister Ulivieri anche suggerire solamente un raddoppio è deleterio da parte dell'allenatore di settore giovanile , perché si semplifica troppo il compito al difensore , che invece per poter emergere in prima squadra deve saper svolgere l'1c1 ad occhi chiusi.

Si tratta di due posizioni antitetiche , a mio parere in medio stat virtus; le obiezioni che mi sento di portare ai patiti della zona precoce sono le seguenti :

1) se fino ai pulcini ci viene insegnato che non dobbiamo proporre situazioni che vanno oltre il 2c1 o il 3c2 , perché l'orientamento spazio-temporale non è ancora sviluppato al punto da poter seguire troppi punti di riferimento , proporre la zona fin dall'anno successivo sarebbe un salto troppo grande ( da massimo 2-3 punti di riferimento a 14-15 , considerando gli 11 compagni e gli avversari che occupano la propria zona di competenza e le zone limitrofe).

2) l'insegnamento della zona richiede di dedicare un sacco di tempo negli allenamenti alla tattica collettiva , per di più in fase di non possesso palla , mentre negli esordienti e giovanissimi lo spazio preminente va riservato alla tecnica di base e alla tattica individuale;

3) l'osservazione che solo nella marcatura a zona tutti i giocatori partecipano alla costruzione dell'azione è vera solo se pensiamo alla marcatura a uomo degli anni '70 : "Devi seguirlo anche in bagno" , ci dicevano! Poteva quindi capitare che al momento della riconquista della palla il marcatore si trovasse dietro al proprio uomo in chissà quale zona del campo ed è chiaro che fosse tagliato fuori dal partecipare all'azione.

Oggi per fortuna nessuno marca a uomo in questo modo ; sono necessari pochi accorgimenti per far si che , anche marcando a uomo , tutti partecipino all'azione in fase di possesso palla : concentrazione in ampiezza , concentrazione in profondità , elastico difensivo di uno dei marcatori centrali.

La concentrazione in ampiezza o sul lato forte significa che se l'uomo che si deve marcare stazione sulla linea laterale destra e la palla è nei pressi della linea laterale sinistra è inutile seguirlo fin là : è sufficiente accentrarsi ponendosi in modo da coprire la traiettoria palla-uomo e uomo-porta. La concentrazione in profondità è il concetto comunemente detto della squadra corta e significa che quando si è in possesso palla si partecipa alla costruzione dell'azione e ci si disinteressa dell'uomo da marcare , salendo e lasciandolo in fuorigioco . L'elastico difensivo praticato dal libero significa che questi in fase di possesso palla ( o in fase di non possesso con palla coperta ) gioca in linea con gli altri difensori, mentre in caso di palla scoperta si stacca quei 5 metri necessari a non rimanere impreparati sui lanci lunghi avversari.

Questi sono gli accorgimenti che ho adottato nella categoria giovanissimi e come me li adottano molti altri : sono mutuati dalla zona e questo basta a qualcuno per parlare di "zona mista". Personalmente non mi sento di chiamarla zona mista , è semplicemente una marcatura a uomo modificata per migliorare nella fase di costruzione dell'azione : la concentrazione permette , una volta riconquistata palla , di essere tutti abbastanza vicini all'azione da poter partecipare ; inoltre il fatto di essere sufficientemente vicini facilita la costruzione dell'azione con passaggi e smarcamenti , piuttosto che con lanci lunghi e azioni personali insistite.

Non ho mai allenato gli allievi , ma se un giorno dovesse capitarmi penso che quella sia la categoria ideale in cui poter iniziare ad applicare la zona : gradualmente e solo quando il concetto di marcatura individuale dimostra di essere stato ben recepito; se i 3 principi sopra esposti ( concentrazione sul lato forte , squadra corta ed elastico difensivo ) sono stati proposti nella categoria precedente è sufficiente che i difensori imparino a scalarsi le marcature per avere una "zona di fatto" : potrebbe essere l'obiettivo per il primo anno di allievi.

Nel 2° anno di allievi , dopo questo lungo percorso , si potrebbe passare a sviscerare tutte le possibili situazioni ( 3c2 , 4c3 , 6c4 , 11c6 ecc ecc ) e svolgere i classici esercizi che spopolano nei libri di didattica della zona. Proporli già nel 1° anno di giovanissimi ( o addirittura negli esordienti ) , quando ancora i ragazzi non sanno neanche marcare a uomo e fanno fatica a seguire anche un solo punto di riferimento , secondo me è solo controproducente. Se poi si allenano gli esordienti dell'Inter , contro i quali ci è capitato di fare un'amichevole lo scorso anno , è ovvio che tutto è possibile!

Monday, November 26, 2007

Veri campioni : Julio Gonzalez

Non ho intenzione di rubare il lavoro agli amici del sito educalcio.it , ma rovistando su youtube alla ricerca di video calcistici mi sono imbattuto in una storia che merita di essere raccontata , quella del calciatore paraguaiano ex Vicenza Julio Gonzalez. Mi è subito venuta in mente , per associazione , la storia di Kirk Kilgour ed ho così avuto l'idea di inaugurare la sezione del blog "veri campioni" ( a Kilgour sarà dedicato un prossimo post ).

Il termine campioni non è scelto a caso , perché nel dizionario della lingua italiana ( De Mauro - Paravia ) fra le varie accezioni ha sia il significato di atleta particolarmente bravo e di grande fama ( sostenere il proprio c. è una squadra di campioni ) , che quello di chi difende, sostiene una causa, un ideale ( c. della fede, c. della libertà ).

Questa è la storia , tratta dal sito kataweb.it/sport :

ASUNCION - Un sogno che sembrava impossibile e che si avvera. A due anni dal terribile incidente automobilistico in seguito al quale subì l'amputazione del braccio sinistro, Julio Gonzalez torna a giocare una gara da professionista. L'ex giocatore del Vicenza è tra i convocati del Tacuary, che affronta l'Olimpia per la nona giornata del torneo Clausura in Paraguay. L'annuncio della convocazione e dell'impiego del giocatore è arrivato dal presidente del Tacuary, Francisco Ocampo, il quale ha spiegato come il l'attaccante scenderà in campo senza la protesi al braccio. "Ho passato momenti molto difficili nella mia vita, ma non ho mai smesso di credere in Dio che ora mi dà un'altra volta l'allegria e la possibilità di fare quello che più mi piace: giocare a calcio", queste le parole di Gonzalez.

Tanta terapia e soprattutto tante delicate operazioni dopo le quali gli era stato detto che per lui il calcio era un capitolo chiuso. Ma la fede in Dio e la forza di volontà ne hanno permesso il ritorno in campo, con il Tacuary che nel giugno scorso lo ha messo sotto contratto. Per Gonzalez si tratta di un ritorno, avendo giocato nel club prima di arrivare in Europa: "La mia famiglia mi ha appoggiato in tutto ed io ho fatto tutto quello che era possibile per realizzare questo sogno. Nella vita di tutti i giorni uso un braccio ortopedico, ma sono preparato per giocare senza. In Italia sono stato un anno in un centro di riabilitazione e questo mi ha aiutato molto. Sono grato al Tacuary e a Francisco Ocampo, perchè sin dall'inizio hanno fatto di tutto perchè io potessi tornare a giocare. La vita è tanto bella, e ancora di più se uno pensa che qui ed in tutto il mondo ci sono problemi. Per questo motivo, la speranza e l'allegria non si devono mai perdere".


E questo è il video dal sito gazzetta.it :

Friday, November 23, 2007

Tecnica di Base e Tecnica Applicata ( o Tattica individuale )

Mi è capitato spesso in questi due anni di esperienza da istruttore di provare a calarmi nei panni dei ragazzi che alleno e così mi sono trovato talvolta nella paradossale situazione di analizzare il mio trascorso da calciatore con occhio da allenatore.

A lacune che mi erano note a suo tempo ( prima su tutte una scarsa tenuta atletica , soprattutto una pessima resistenza alla velocità ; ero per dirla con l'appellativo di un mio amico "lo spadino Robbiati dei poveri" perché davo il meglio sulla distanza dei 25-30 minuti , terminato il bonus di sprint e dribbling tanto valeva che mi sostituissero , non a caso le migliori le ricordo partendo dalla panchina), mi sono accorto che ero in possesso di una buona tecnica di base ma non mi hanno mai insegnato davvero bene la tecnica applicata ( ovviamente parlo di settore giovanile , perché una volta arrivati in prima squadra il dado è tratto).

In termini formali la tecnica applicata è l’insieme degli accorgimenti che rendono la tecnica di base utile, redditizia ed economica. Per farla breve la tecnica applicata è l'uso della tecnica di base in presenza dell'avversario e dei compagni : richiede la diversificazione del gesto in base alla situazione di gioco , pertanto presuppone un pensiero tattico ed è il motivo per cui viene detta anche tattica individuale.

Calciare è ad esempio un gesto della tecnica di base ( gli altri sono ricevere , guidare , contrasto , colpo di testa , rimessa laterale poi c'è la tecnica del portiere ) : passando alla tecnica applicata il calciare si diversifica in "tirare" e in "passare" a seconda della situazione. La ricezione è tecnica di base : il controllo e la difesa della palla sono tecnica applicata perché la ricezione va orientata in funzione dei compagni e degli avversari.

Come un genitore che cerca di dare ai propri figli quello che non hanno mai avuto , così negli allenamenti io mi soffermo molto su questo aspetto : 10-15' al massimo per eseguire analiticamente il gesto tecnico poi subito l'avversario ( prima passivo , poi attivo ) , cercando di riproporre il maggior numero possibile di situazioni che si possono incontrare in partita.

Una situazione lampante di "tecnica NON applicata" che abbiamo analizzato in allenamento è quella in cui è incappato A.F. in questo video :


L'analisi ci è stata molto utile per affrontare la ricezione a seguire (di controbalzo) : dei 4 possibili modi in cui poteva essere eseguita la ricezione a seguire ( interno dx , interno sx , esterno dx , esterno sx ) due ( esterno sx e interno dx ) avrebbero permesso ad A.F. di trovarsi solo solo davanti al portiere perché disponeva di almeno due metri di vantaggio dal diretto avversario . Malaguratamente A.F. ha scelto di ricevere la palla proprio interno sx , allontanandosi dalla porta e avvicinandosi all'avversario , vanificando i due metri di vantaggio che si era conquistato con un bello smarcamento in una bella azione ( che era iniziata proprio da lui che era venuto a fare la sponda e si era liberato in profondità per ricevere il passaggio in 5° battuta ).

Tuesday, November 20, 2007

Tesina di Teoria e Metodologia dell'Allenamento - Corso Allenatore di Base

Pubblico la tesina relativa all'insegnamento di Teoria e Metodologia dell'Allenamento tenuto dal Prof. Fausto Cannavacciuolo al corso di allenatore di base di Filottrano.

Trattasi di una tesina di gruppo , quindi prima della pubblicazione ho provveduto ad avvisare i compagni di corso cui "spetta parte del copyright" : ne approfitto per salutarli qualora dovessero capitare da queste parti. A quando la famosa cena post-diploma?

Tuesday, November 13, 2007

Allenatore vs Istruttore.

E' uscito il comunicato sul sito del settore tecnico che conferma l'abilitazione per tutti i corsisti di Filottrano.

Da oggi potrei quindi dirmi allenatore , anche se preferisco continuare a pensarmi come un'istruttore ( o alleducatore se vogliamo riprendere il sottotitolo del blog ) : il termine allenare mi ricorda più il lavoro svolto nelle prime squadre , dove i giocatori sono già formati e l'allenamento serve a portarli in condizione e ad organizzarli tatticamente ; non a caso mister Selvaggi ripeteva spesso che l'allenatore deve essere essenzialmente un organizzatore. Ovviamente si riferiva agli allenatori di prima squadra , dato il target del corso.

Il termine istruire rende meglio la realtà dei settori giovanili , dove la prospettiva è completamente differente : i ragazzi sono ancora potenziali calciatori e sta a noi formarli ed istruirli perché diventino calciatori completi.

La responsabilità è certamente maggiore , perché sbagliare non significa perdere una partita per scarsa condizione o per errori tattici ( cui si può sempre rimediare ) , ma interrompere il percorso che porta dal giocatore potenziale al giocatore completo. A maggiore responsabilità corrisponde però anche maggiore gratificazione , nell'accorgersi allenamento dopo allenamento di essere parte determinante di questo percorso , di incidere sull'individuo e quindi sulla squadra molto più di quanto potrà mai fare un qualsiasi allenatore di adulti.

Incisività che è ancora più evidente sul piano educativo : oltre che dei giocatori potenziali , abbiamo di fronte dei cittadini potenziali e contribuiamo , insieme alla scuola , alla famiglia , alla parrocchia , a renderli cittadini veri. Fra tutti gli educatori , godiamo di una posizione privilegiata : sono i ragazzi a decidere di venire al campo ( se così non fosse è il caso di indirizzarli verso altri sport ) e , se sappiamo essere autorevoli , presteranno estrema attenzione ai nostri insegnamenti ; questa condizione è sufficiente perché il nostro esempio e i nostri consigli incidano anche dal punto di vista educativo. Non sempre genitori , insegnanti e catechisti sono così fortunati : anche l'insegnante più autorevole , se si trova di fronte un alunno refrattario, che frequenta la scuola perché obbligato dai genitori , può incidere ben poco.

Tutto questo per concludere che condivido in tutto e per tutto l'opinione di Sergio Vatta : non cambierei mai la mia carriera con quella di un allenatore di prima squadra.

Wednesday, November 7, 2007

Allenamento anaerobico lattacido e giovanissimi : parte seconda

Torno sull'argomento dell'opportunità dell'allenamento della resistenza anaerobica lattacida in età evolutiva , anche e soprattutto alla luce di quanto appreso al corso di allenatore di base. La risposta sta in un enzima dal nome abbastanza difficile , il latticodeidrogenasi (LDH) , che è responsabile sia della produzione che dello smaltimento dell'acido lattico.

Se si propongono attività lattacide nelle fasi dell'età evolutiva in cui questo enzima è ancora scarsamente presente ( <15-16 anni ) si ha un doppio effetto negativo :

1) la scarsa produzione di acido lattico fa si che l'allenamento della resistenza anaerobica lattacida non da luogo a sensibili miglioramenti della prestazione ( certamente non comparabili a quelli dati dagli adattamenti aerobici );

2) la scarsa capacità di smaltire la quantità di acido lattico comunque prodotta può provocare danni al ragazzo.

Una importante considerazione a riguardo , che al corso è stata più volte sottolineata , è che spesso si può allenare la resistenza lattacida inconsapevolmente , assegnando tempi di recupero incompleti nelle esercitazioni di sprint. Per non incappare in questo errore bisogna conoscere il tempo di recupero completo , che negli sprint (corse alla massima velocità) si può calcolare così:

a) tempo di percorrenza x 10 negli sprint fino a 20m
b) tempo di percorrenza x 15 negli sprint fino a 40m
c) tempo di percorrenza x 20 negli sprint oltre i 40m

Monday, October 29, 2007

Il 4-2-3-1 nell'insegnamento dei principi di tattica collettiva nella categoria allievi

Noto dalle statistiche del blog che molti arrivano qui da ricerche au google inerenti il 4-2-3-1.

Per dare il mio modesto contributo , ecco la tesina che ho presentato per la materia "tecnica e tattica calcistica" al corso di allenatore di base. Il parere che ho cercato di esprimere riguarda l'utilità di questo sistema di gioco per insegnare ai ragazzi del settore giovanile agonistico ( principalmente allievi ma anche giovanissimi ) a "vedere" lo spazio oltre la linea di difesa aversaria e quindi a smarcarsi in profondità; ovviamente si tratta di un parere personale , che non necessariamente deve essere condiviso.

Sunday, October 21, 2007

Corso Allenatore di Base : un bilancio.

Sabato mattina si è conclusa la 5° settimana di corso , con gli esami in tutte le materie:
- tecnica e tattica calcistica
- teoria e metodologia dell'allenamento
- medicina sportiva
- psicopedagogia e psicologia dello sport
- regolamento del gioco del calcio
- carte federali.

Sull'esito non mi sbilancio finché non escono le liste degli abilitati sul sito del settore tecnico , anche se penso di aver risposto correttamente a tutte le domande.

Posso però fare un bilancio dell'esperienza : dal punto di vista personale ne è valsa sicuramente la pena , anche a costo di sacrifici non indifferenti; soprattutto l'ultima settimana , quando c'era da barcamenarsi fra lezioni , stesura di tesine ( che presto pubblicherò sul blog ) , studio , lavoro , famiglia , allenamenti .. si dormivano 4 ore a notte. Ho conosciuto un sacco di colleghi animati dalla mia stessa passione , l'atteggiamento dei docenti è sempre stato improntato al confronto e alla qualità del rapporto umano e gli stessi docenti sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla sintonia che si è creata nel gruppo.

Anche dal punto di vista formativo il bilancio è molto positivo , anche se resto dell'idea che arrivare al corso di base dopo aver frequentato il corso di istruttore scuola calcio sia tutta un'altra cosa : evidentemente anche nel settore tecnico la pensano allo stesso modo , sconsiderato che nei nuovi bandi il corso CONI-FIGC assegnava un numero di punti spropositato rispetto ai precedenti ( prima il corso valeva 6 punti , valeva quanto sei anni di prima O seconda O terza categoria ; nel nuovo bando valeva quanto 60 anni di terza categoria , 20 anni di seconda categoria , 12 di prima categoria ).

Adesso mi godrò un po' di meritato riposo , nella speranza che presto arrivi una lettera da Coverciano ..