Friday, February 8, 2008

Un campione per un fondamentale : Dejan Savicevic e la guida della palla

Si è già detto in qualche post passato di quanto possa essere importante far leva sull'attenzione che i nostri ragazzi prestano al calcio dei campioni , facendolo diventare uno strumento di apprendimento a nostro favore : per quanto possiamo aver giocato in alte categorie ( e non è il mio caso! ) non saremo mai in grado di mostrare un gesto tecnico con la perfezione che riesce solo a pochi campioni delle massime serie.

Ne approfitto per inaugurare una nuova "rubrica" del blog , intitolata "un campione per un fondamentale" : ci sono fuoriclasse come Maradona , Pelé , Kaka , Van Basten che eccellono in tutti i fondamentali e poi ci sono giocatori che sono così bravi in un fondamentale che passeranno alla storia per quel particolare : non è raro sentir dire "tira come Roberto Carlos" , "dribbla come Garrincha" , ecc ecc

L'idea di questa rubrica mi era balenata in testa osservando come protegge palla Clarence Seedorf , ma non avevo ancora avuto modo di metterla per iscritto : oggi mentre svolgevamo alcune esercitazioni di guida della palla in slalom fra conetti ( slalom ad 1 tocco solo di interno , slalom ad 1 tocco solo di destro o solo di sinistro , slalom ad 1 tocco solo di esterno o solo con la pianta del piede ) discutevamo coi ragazzi di quanto quest'ultimo modo di guidare la palla sia difficile da vedere oggi giorno; così mi è subito venuto in mente "il genio" Savicevic e mi sono stupito che nessuno lo conoscesse ( salvo ricredermi pensando che nel Maggio 1994 , quando il genio metteva in rete quel pallonetto pazzesco nella finale di Atene , qualcuno dei miei ragazzi non era nemmeno nato! ).

Ecco dunque l'occasione per rivederlo all'opera ; degni di nota sono appunto le guide della palla con la pianta del piede e , nell'ultima azione , la capacità di guidare la palla voltandosi addirittura indietro per osservare se il guardialinee avesse segnalato fuorigioco : un aneddoto non isolato dato che , non ricordo in quale partita , lo vidi correre addirittura per 10 metri palle al piede con lo sguardo volto ad osservare l'avversario che lo inseguiva. Segno che uno così in guida della palla poteva anche salire sul tram e fare le scale !


Thursday, January 17, 2008

Tecnica applicata ( alla perfezione )

Giusto qualche post fa si parlava di quanto una ricezione orientata possa diventare decisiva , soprattutto nei pressi dell'area di rigore ( "la differenza di un tocco" , recitava un articolo del nuovo calcio lo scorso anno e mai titolo fu più appropriato).

Il debutto di Pato mi ha permesso di riaffrontare l'argomento coi ragazzi , dato che l'attesa mediatica senza precedenti rivolta all'evento ha fatto si che quasi tutti avessero visto il goal in questione : se è vero che il calcio dei professionisti ha il demerito di trasmettere ai nostri giovani tanti atteggiamenti negativi ( simulazioni , infinite sceneggiate dopo gli infortuni , bestemmie , ecc ), almeno cerchiamo di sfruttarlo a nostro favore per quanto riguarda l'insegnamento dei fondamentali tecnici e tattici.



Nella discussione a margine dell'allenamento qualche ragazzo mi ha obiettato che , data la similitudine fra la situazione di gioco in oggetto e quella che avevamo analizzato in precedenza in riferimento allo stop sbagliato di A.F. ( difensore alla sinistra del ricevente , in linea o in leggero ritardo rispetto a questi ) , la soluzione migliore sarebbe stata la ricezione a seguire verso la porta ad allontanarsi dal difensore , mentre Pato ha orientato inizialmente lo stop proprio "andando incontro al difensore".

Che dire : obiezione senz'altro pertinente e gradita ( quantomeno dimostra che i ragazzi hanno compreso bene l'argomento ) e in effetti penso che il 99% dei giocatori avrebbe fatto proprio questo , mettendo il corpo fra palla e difensore e cercando di non farsi spingere troppo verso l'esterno da questi. Poi c'è quell'1% di giocatori , che non a caso vengono detti "fuoriclasse" , che scelgono la soluzione più difficile facendola sembrare facile : il ritardo del difensore era minimo , ma lasciava comunque una "finestra" di qualche frazione di secondo per infilarsi e affrontare il portiere centralmente anziché da posizione defilata. Con "un tocco che fa la differenza" Pato ha infilato quella finestra guadagnadosi un tiro con lo specchio della porta almeno doppio a quello che avrebbe avuto tirando da posizione più defilata.

Saturday, January 12, 2008

Insegnamo ai nostri ragazzi a "prevedere il futuro"

Il titolo del post è chiaramente una boutade , ma l'argomento sotteso è quanto mai serio e importante : il calcio è sempre più un gioco dinamico e un giocatore che è in grado di intuire come evolverà una situazione di gioco nell'arco di qualche secondo può fare la differenza rispetto a chi non ha questa capacità.

Si tratta di una capacità complessa , perché si articola su più livelli e coinvolge abilità diverse :

1) ad un primo livello , che potremmo definire di "previsione coordinativa" (i puristi delle scienze motorie storceranno il naso) , vengono coinvolte le capacità di anticipazione motoria , che permette ad esempio di intuire dove finirà il cross di un compagno o il lancio di un avversario , e la capacità di differenziazione motoria , che permette ad esempio di dosare un passaggio sullo spazio in base alla velocità di corsa del compagno.
Vi è mai capitato di vedere un vostro giocatore, lanciato a velocità sostenuta, servito con un passaggio "sull'uomo" anziché "sullo spazio" , costretto a rallentare se non addirittura arrestare la corsa , sciupando magari un'occasione importante? E' indice che chi ha eseguito il passaggio è carente già a livello di "previsione coordinativa". Mi è capitato ad esempio con diversi ragazzi del '94 che quest'anno sono stati aggregati al gruppo dei '93 , che seguo da un biennio e che hanno maggiormente affinato queste capacità.

2) un secondo livello , che potremmo definire di "previsione tattica" , riguarda la capacità di osservare la disposizione di compagni e avversari e interpretare uno spazio vuoto come un'opportunità di passaggio. Questa capacità è ben riassunta da un'affermazione di Massimo De Paoli : Il giocatore deve concepire il vuoto come un pieno di possibili (*). Se l'avversario lo permette , fra tutte le zone del campo libere va sempre preferita quella alle spalle della linea difensiva avversaria e nel biennio trascorso coi '93 ho insistito spesso su questo aspetto ( esercitazioni per l'inserimento in meta ) , tanto da poter dire che "vedono" e "attaccano" la profondità con una certa facilità. Ovviamente non sempre l'avversario lo permette , quindi la capacità di inserimento e passaggio nello spazio va generalizzata a qualsiasi zona del campo ove ve ne sia bisogno in relazione al contesto di gioco : è lo scopo delle esercitazioni di questo post.

Dovendo essere proposte ad un gruppo eterogeneo rispetto a queste due capacità , gli esercizi sono organizzati come una progressione didattica : negli step iniziali si allena la sola "previsione coordinativa" , poi vengono via via introdotte difficoltà situazionali che stimolano anche la "previsione tattica" . Alla base delle esercitazioni stanno alcune forme di collaborazione in fase di possesso palla fra 2,3 e 4 giocatori che abbiamo affrontato lo scorso anno e nella prima fase di questa stagione ( triangolo "dai e vai" , sovrapposizione semplice , sovrapposizione "a 3" , sovrapposizione a 3 con cambio di gioco per un 4° uomo ) rivisitate alla luce del seguente vincolo : sono vietati i passaggi sull'uomo e sono permessi solo passaggi sullo spazio(*) .

La successione degli step della progressione può essere riassunta come segue :

1) Esercitazioni puramente analitiche : lo spazio di gioco è rigidamente delimitato , non ci sono avversari , lo sviluppo dell'azione è obbligato;

2) Esercitazioni pre-situazionali senza avversario : pur mantenendo la delimitazione dello spazio e l'assenza di avversari , si introduce una prima difficoltà tattica chiedendo di scegliere lo sviluppo di gioco più opportuno in relazione al movimento dei compagni ( tempo e spazio );

3) Esercitazioni pre-situazionali con avversario : continuando a mantenere la suddivisione rigida dello spazio di gioco , la scelta dello sviluppo di gioco dipende dai movimenti dei compagni e di un avversario;

4) Esercitazioni situazionali : eliminando la delimitazione rigida dello spazio cade anche l'ultima semplificazione e l'esercizio è del tutto simile al contesto di gara.

1) ESERCITAZIONI PURAMENTE ANALITICHE

Per tradurre il vincolo del "passaggio nello spazio" in una regola più immediata da comprendere e mettere in pratica da parte dei ragazzi , in questo primo step ho suddiviso lo spazio di gioco in quadrati ; l'unica regola diventa quindi che in ogni quadrato entri prima la palla e (subito) dopo il giocatore : il feedback è immediato e ogni giocatore può autovalutarsi , rendersi conto se ha svolto l'esercizio correttamente o meno ( e in caso negativo correggersi nell'esecuzione successiva anticipando o ritardando i tempi).

Di seguito sono mostrate le suddivisioni del campo per i 4 sviluppi di gioco considerati : per questioni di tempo non ho potuto riportare la successione di passaggi e inserimenti su immagini diverse , così da rendere lo svolgimento più chiaro ; per non confondersi è sufficiente seguire la numerazione accanto alle frecce : le coppie di numeri con l'apice ( 1-1'/2-2'/3-3'/4-4' ) indicano due gesti da eseguire in rapida successione ; riguardano quasi sempre l'ingresso di palla e giocatore nel quadrato : perché il passaggio nello spazio sia efficace e non una palla regalata all'avversario , l'attacco al quadrato da parte del ricevente deve cominciare prima che parta la palla ( dettare il passaggio ) e terminare immediatamente dopo che è questa è entrata.

1A) triangolo "dai e vai" :




alcune annotazioni :

- ho fatto precedere il triangolo da una guida della palla in slalom da parte del giocatore A e da un contromovimento da parte del giocatore B , per evitare di far partire i giocatori da fermo , condizione difficilmente riscontrabile in gara e che spesso toglie ritmo all'esercitazione. Lo slalom introduce inoltre un riferimento temporale per il giocatore B , che deve eseguire il contromovimento in modo da entrare nel proprio quadrato un attimo dopo che vi è entrata la palla : poiché il gioco si svolge a coppie fisse , dopo qualche esecuzione B dovrà capire se iniziare il contromovimento quando A è al 1° birillo , al 2° , al 3° , ecc. La semplificazione verrà meno quando il gesto verrà ripetuto senza l'ausilio dei quadrati e dello slalom , ma a quel punto i tempi di esecuzione dovranno essere assimilati.

- sono stati previsti due quadrati successivi per stimolare la capacità di "previsione coordinativa" di chi è ancora carente sotto questo punto di vista ; il giocatore che "chiude il triangolo" deve scegliere se farlo nel primo o nel secondo quadrato in base alla posizione e alla velocità del compagno : se al momento del passaggio 3 il compagno è già entrato nel 1° quadrato andrà servito sulla corsa nel quadrato successivo ( figura 2 ) ; se invece non è ancora entrato potrà essere servito con un passaggio in orizzontale sul 1° quadrato , possibilmente con un passaggio smorzato a mo' di sponda per facilitarne la conclusione di prima intenzione ( figura 1 ). Il dato fondamentale è che , una volta terminato lo slalom e trasmessa la palla a B , A dovrà tentare di concludere nel minor tempo possibile senza preoccuparsi di modificare la propria corsa e sarà cura di B dosare il passaggio per far si che questo avvenga. In definitiva possiamo dire che il metro di giudizio per valutare la capacità di "previsione coordinativa" di B è proprio l'omegenità della corsa di A.


1B) sovrapposizione




1C) sovrapposizione a 3 giocatori



- questo sviluppo di gioco è l'ideale per insegnare ai ragazzi il movimento a mezzaluna , utile per inserirsi efficacemente alle spalle di una difesa in linea , riducendo il rischio di finire in fuorigioco. Se infatti il giocatore A , terminato lo slalom , puntasse direttamente il quadrato finale senza preoccuparsi dei tempi di esecuzione del passaggio a muro di B per C , con molta probabilità si troverebbe oltre la linea dei difensori ( simboleggiata dai cinesini di colore giallo in figura ) prima che C esegua il passaggio in profondità. Per questo motivo , approssimando la mezzaluna con una spezzata , si può chiedere ad A di effettuare una corsa in diagonale verso il cinesino di colore blu ( con lo sguardo rivolto verso B e C per osservare i tempi di svolgimento dell'azione ) per poi attaccare rapidamente la profondità ( il quadrato , in questo caso ) solo pochi istanti prima che C esegua il passaggio conclusivo.

1D) sovrapposizione a 3 giocatori con cambio di gioco per un 4° compagno



2) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI SENZA AVVERSARIO

Si parla di esercitazioni pre-situazionali , perché in queste esercitazioni si chiede ai ragazzi di scegliere , fra due possibili sviluppo di gioco , quello più opportuno in relazione al contesto di gioco. Poiché però sono assenti gli avversari , valutare il contesto di gioco significa scegliere la soluzione più opportuna in relazione al solo movimento dei compagni. L'attenzione va quindi focalizzata sulla traiettoria e sulla velocità della corsa dei compagni : si tratta di una fase intermedia in cui la "previsione coordinativa" va messa a servizio della "previsione tattica".

2a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

l'azione comincia come in figura 5 , ovvero con il giocatore A in guida della palla , B che viene incontro accentrandosi a ricevere il passaggio e C che accompagna lo slalom di A restando a sostegno per l'eventuale appoggio di C. A questo punto A sceglie se puntare direttamente la profondità oppure allargarsi per eseguire il movimento a mezzaluna : B dovrà comportarsi di conseguenza , con l'obiettivo di servire A oltre la linea dei difensori senza farlo finire in fuorigioco. Pertanto , se A punterà direttamente la profondità , sarà preferibile che B lo serva chiudendo il triangolo ( dai e vai ) , se invece A si allargherà per eseguire il movimento a mezzaluna , sarà preferibile che B giochi di sponda per C il quale servirà a sua volta A.

2b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: l'azione comincia come in figura 6 e prosegue allo stesso modo con il passaggio di A per B e la sponda di questi per C. A questo punto C si troverà fronte alla porta con due compagni ( C che ha iniziato l'azione e D che non ha ancora preso parte al gioco ) che stanno tentando di inserirsi oltre la linea dei difensori. Se entrambi si stanno inserendo con il tempo giusto la scelta è indifferente , ma è più probabile che almeno uno dei due possa sbagliare l'inserimento :

a) anticipando i tempi e rischiando quindi di trovarsi in fuorigioco

b) attardando i tempi col rischio , per quanto detto a proposito della previsione coordinativa , che il passaggio nello spazio diventi facile preda degli ipotetici difensori ( rappresentati , ricordiamo , dalla linea di cinesini )

C dovrà quindi valutare quale dei due compagni che si stia inserendo con maggiore sincronia e comportarsi di conseguenza.

3) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI CON AVVERSARIO

In questo step s'introduce l'ulteriore difficoltà costituita dalla presenza dell'avversario , pur mantenendo la semplificazione data dalla rigida suddivisione in quadrati dello spazio di gioco.

3a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

come nell'esercizio 2a il giocatore B che viene incontro a ricevere palla , si trova a scegliere se servire direttamente A chiudendo il triangolo in profondità oppure appoggiare per C che a sua volta serve A; la scelta dipende però dal comportamento di un difensore che , partendo alle spalle di C , viene messo a marcare l'attaccante :

a) se il difensore resta alle spalle di B , impedendogli di girarsi di quel tanto che è necessario per chiudere il passaggio di ritorno in profondità verso A , il triangolo verrà chiuso attraverso il passaggio a muro su C

b) se il difensore tenterà l'anticipo , lasciando a B la possibilità di girarsi anche parzialmente , questi chiuderà il triangolo direttamente per B.

3b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: oltre al difensore in marcatura su B , viene introdotto un secondo difensore che , partendo dal cinesino rosso in figura 7 , sceglierà per tempo quale dei due andare a difendere. Rimarrà quindi per C , che deve piazzare il passaggio decisivo , una sola soluzione libera a differenza delle due possibili nell'esercizio 2a.

In questa fase , più che al recupero della palla , il movimento del 2° difensore dovrà essere orientato a forzare la scelta di C in condizioni di pressione temporale : è preferibile quindi che tale compito venga svolto dall'allenatore stesso , che attaccando uno dei due quadrati proprio mentre C sta ricevendo il passaggio a muro da B , solleciterà la scelta del quadrato libero nel minor tempo possibile.

(*) Note : lo spunto per gli esercizi presentati è nato proprio da una serie di articoli di Massimo De Paoli intitolati il tempo del passaggio e il tempo dell'inserimento. Come è noto , però , gli esercizi di De Paoli per essere compresi ed assimilati dai ragazzi necessitano della conoscenza di tutta una serie di terminologie e suddivisioni dello spazio di gioco ( castello , zona di costruzione , zona cieca , ecc ) che i miei ragazzi ovviamente non hanno. Hanno invece imparato a conoscere , in questo biennio trascorso insieme , la terminologia e gli sviluppi di gioco relativi alle forme di collaborazione fra 2 , 3 e 4 giocatori quali il triangolo dai e vai , la sovrapposizione semplice , la sovrapposizione a 3 giocatori , la sovrapposizione a 3 con il cambio per un 4° compagno : seguendo il principio della progressione didattica dagli esercizi conosciuti agli esercizi nuovi , ho deciso di innestare i nuovi stimoli riguardanti la previsione coordinativa e tattica su questi concetti ormai assimilati.

Friday, January 4, 2008

"Back to back" e "Coast to coast"

Scritte così sembrerebbero l'ultimo tormentone di striscia la notizia , invece si tratta di due delle esercitazioni più proficue per l'allenamento della resistenza con la palla : il back to back per la resistenza lattacida e il coast to coast per la potenza aerobica.

Premetto che non le ho certo inventate io : il "back to back" ce lo ha presentato anche il Prof. Cannavacciuolo al corso di allenatore di base , sebbene mi fosse già noto perché l'avevo già letto su fare calcio.it".

Il "coast to coast" ricordo che me lo proponevano anche i miei mister quando giocavo , sebbene non l'abbia mai sentito chiamare così; l'ho rinominato in questo modo sulla falsa riga del "back-to-back" perché in questo modo rende subito l'idea di qual'è lo scopo del gioco : partire da una porta e andare a segnare nell'altra.

Si gioca a tre squadre a tutto campo ( diciamo per semplicità rossi , blu e gialli ) , anche se le zone di gioco effettivo si limitano alle due aree o alle due zone comprese fra la 3/4 campo e la linea di fondo.

Andiamo per fasi :

1) i blu ricevono dal portiere e devono uscire palla al piede dalla propria area ostacolati dai rossi;



2) conquistata la zona centrale ( dove non vi sono avversari ) , devono raggiungere l'altra area a passo sostenuto : si deve mettere un vincolo temporale allo svolgimento dell'azione , ad esempio 20 secondi da quando si riceve palla dal portiere a quando si conclude;



3) arrivati all'area di rigore devono concludere entro il tempo stabilito , contrastati dai verdi.



Terminata l'azione i gialli ricevono palla dal portiere e si ricomincia dal punto 1.



Dal punto di vista condizionale le capacità allenanti di questo esercizio sono molto molto valide , provare per credere : stabilendo un tempo limite per l'esecuzione dell'intera azione in 20 secondi , equivale a un intermittente 20''+40'' in cui i primi secondi dei 40 sono di recupero attivo ( si deve ritardare l'uscita dall'area della squadra in possesso palla ) così come gli ultimi ( si deve impedire alla squadra in possesso palla di segnare ); nel tempo restante il recupero è passivo, ma la squadra si riorganizza per affrontare un nuovo attacco degli avversari, quindi il tempo che si rimane fermi è davvero minimo. Stimolando il giusto clima di competitività fra le 3 squadre , si evitano quelli che sono i due principali svantaggi dell'allenamento atletico con la palla come ad esempio il 3vs3 o il 4vs4:

1) la disomogeneità del carico rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori : il rischio è che la squadra con migliori capacità tecnico-tattiche faccia "girare a vuoto" la squadra avversaria , per cui la prima svolge un carico di lavoro inferiore al previsto e l'altra viene sovraccaricata;

2) la difficoltà ad imprimere alta intensità nelle categorie inferiori : come ho detto più volte , nei giovanissimi provinciali l'aspetto più difficile da insegnare non sono i fondamentali tecnici o tattici ma è la cultura del lavoro e la volontà di svolgere ogni allenamento alla massima intensità.

Anche dal punto di vista tattico l'esercizio stimola molti aspetti importanti :

1) inanzitutto la capacità di portare a termine una transizione arrivando a concludere in porta con pochi passaggi e nel minimo tempo possibile ( e le statistiche dimostrano come i goal originati dalla perdita del possesso della squadra avversaria sono in numero molto maggiore dei goal che finalizzano lunghe azioni manovrate ). Qui sotto un contropiede "esemplare" che abbiamo portato a termine contro la Biagio Nazzaro e che mi ha lasciato particolarmente soddisfatto , anche se non si è concluso con la rete:



2) l'ampiezza e la mobilità : è difficile andare a concludere in pochi tocchi se la difesa è chiusa e schierata; al momento di entrare in area i ragazzi dovranno quindi compiere movimenti per allargarla ed eludere le marcature , in particolare tagli e sovrapposizioni;

3) lo scaglionamento : soprattutto nell'esecuzione con squadre da 5 o 6 giocatori , già nella fase di transizione attraverso la zona centrale chi attacca dovrà disporsi su più linee , perché altrimenti le possibilità di passaggio (e quindi di conclusione) risultano drasticamente ridotte. Al momento di affrontare i difensori vi saranno quindi uno o due giocatori che entrano prima degli altri in area giocando di sponda per gli avversari rimasti fuori.

Il metodo migliore per proporre ai ragazzi gli accorgimenti dei punti 2 e 3 è il cosiddetto "globale-analitico-globale" : ipotizzando 3 manches da 5' o 6' ( corrispondenti come carico di lavoro a 3 serie di intermittente 20''+40'' ) nella prima si lascernno i ragazzi liberi di sbagliare; nella pausa fra la 1° e la 2° ripetizione si analizzeranno gli errori commessi e si proporranno movimenti analitici per risolverli nella 2° manche; nella 3° manches si tornerà a lasciare piena libertà ai ragazzi , così che i movimenti richiesti nella 2° manches vengano percepiti come delle proposte e non come delle imposizioni , che ciascun giocatore può utilizzare o meno in base alla situazione di gioco e al proprio pensiero tattico individuale.

Saturday, December 22, 2007

Il blog chiude per ferie. Tanti auguri ( scomodi ! ).

Il blog chiude per ferie e ne approfitto per fare a tutti i visitatori i migliori auguri di Buon Natale , riprendendo le parole di un grande educatore , un grande uomo capace di andare controcorrente per difendere i propri valori : Don Tonino Bello. I nostri ragazzi avrebbero tanto bisogno di figure così coerenti e coraggiose.

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Don Tonino Bello

Wednesday, December 12, 2007

Libri Calcio : La preparazione fisica ottimale del calciatore

Ero alla ricerca di un testo per ampliare e approfondire gli appunti di teoria e metodologia dell'allenamento presi al corso di allenatore di base : se c'è qualcosa che l'università mi ha insegnato è che a rileggere dopo qualche anno gli appunti scritti in fretta e furia su un block-notes non si cava un ragno dal buco!

In attesa che esca il libro del Prof. Cannavacciuolo , mi sono indirizzato su La preparazione fisica ottimale del calciatore di Jurgen Weineck, versione specifica per il calcio de l'allenamento ottimale , opera omnia dello stesso autore.

Me ne avevano parlato molto bene e , adesso che mi è arrivato a casa , non posso che confermare : la teoria è trattata con molto rigore ma è allo stesso tempo comprensibile per chiunque , non mancano le esercitazioni pratiche e , soprattutto , per ogni capacità condizionale affrontata ( velocità , resistenza , forza , flessibilità ) c'è un capitolo specificamente dedicato al suo allenamento ( o non allenamento ) in età infantile e giovanile.

Unico neo è la data di stampa , che risale al 1996 : alcune statistiche sono un po' vecchiotte ; un esempio sono gli studi sul modello prestativo del calciatore , che fanno riferimento a campionati di fine anni '80 .. oggi probabilmente le percentuali di tempo trascorso da ciascun giocatore correndo a ritmi elevati sono ancora più elevate.

Se quando avrò sistemato gli appunti in formato elettronico dovesse venirne fuori un buon lavoro , che possa essere utile anche ad altri frequentatori di questo blog , magari li renderò disponibili per il download : del resto già ai tempi dell'università feci qualcosa del genere con un altro mio sito , che mi servì sia per imparare le nozioni dell'html che per mettere da parte qualche soldo per pagarmi gli studi.

Friday, November 30, 2007

Settore giovanile ( agonistico ) : uomo o zona ?

Suggerisco nel forum una discussione su questa combattuta questione , con tanto di sondaggio. Emblematici di quanto la questione sia lontana dal pervenire ad una soluzione univoca e condivisa ( che probabilmente , e diciamo anche per fortuna , non esiste .. in fondo è il bello del calcio ) sono due autorevoli pareri emersi al corso di allenatore di base:

- secondo mister Selvaggi sarebbe auspicabile cominciare a insegnare la zona sin dagli esordienti , perché solo così tutti gli 11 giocatori in campo partecipano alla costruzione dell'azione;

- secondo mister Ulivieri anche suggerire solamente un raddoppio è deleterio da parte dell'allenatore di settore giovanile , perché si semplifica troppo il compito al difensore , che invece per poter emergere in prima squadra deve saper svolgere l'1c1 ad occhi chiusi.

Si tratta di due posizioni antitetiche , a mio parere in medio stat virtus; le obiezioni che mi sento di portare ai patiti della zona precoce sono le seguenti :

1) se fino ai pulcini ci viene insegnato che non dobbiamo proporre situazioni che vanno oltre il 2c1 o il 3c2 , perché l'orientamento spazio-temporale non è ancora sviluppato al punto da poter seguire troppi punti di riferimento , proporre la zona fin dall'anno successivo sarebbe un salto troppo grande ( da massimo 2-3 punti di riferimento a 14-15 , considerando gli 11 compagni e gli avversari che occupano la propria zona di competenza e le zone limitrofe).

2) l'insegnamento della zona richiede di dedicare un sacco di tempo negli allenamenti alla tattica collettiva , per di più in fase di non possesso palla , mentre negli esordienti e giovanissimi lo spazio preminente va riservato alla tecnica di base e alla tattica individuale;

3) l'osservazione che solo nella marcatura a zona tutti i giocatori partecipano alla costruzione dell'azione è vera solo se pensiamo alla marcatura a uomo degli anni '70 : "Devi seguirlo anche in bagno" , ci dicevano! Poteva quindi capitare che al momento della riconquista della palla il marcatore si trovasse dietro al proprio uomo in chissà quale zona del campo ed è chiaro che fosse tagliato fuori dal partecipare all'azione.

Oggi per fortuna nessuno marca a uomo in questo modo ; sono necessari pochi accorgimenti per far si che , anche marcando a uomo , tutti partecipino all'azione in fase di possesso palla : concentrazione in ampiezza , concentrazione in profondità , elastico difensivo di uno dei marcatori centrali.

La concentrazione in ampiezza o sul lato forte significa che se l'uomo che si deve marcare stazione sulla linea laterale destra e la palla è nei pressi della linea laterale sinistra è inutile seguirlo fin là : è sufficiente accentrarsi ponendosi in modo da coprire la traiettoria palla-uomo e uomo-porta. La concentrazione in profondità è il concetto comunemente detto della squadra corta e significa che quando si è in possesso palla si partecipa alla costruzione dell'azione e ci si disinteressa dell'uomo da marcare , salendo e lasciandolo in fuorigioco . L'elastico difensivo praticato dal libero significa che questi in fase di possesso palla ( o in fase di non possesso con palla coperta ) gioca in linea con gli altri difensori, mentre in caso di palla scoperta si stacca quei 5 metri necessari a non rimanere impreparati sui lanci lunghi avversari.

Questi sono gli accorgimenti che ho adottato nella categoria giovanissimi e come me li adottano molti altri : sono mutuati dalla zona e questo basta a qualcuno per parlare di "zona mista". Personalmente non mi sento di chiamarla zona mista , è semplicemente una marcatura a uomo modificata per migliorare nella fase di costruzione dell'azione : la concentrazione permette , una volta riconquistata palla , di essere tutti abbastanza vicini all'azione da poter partecipare ; inoltre il fatto di essere sufficientemente vicini facilita la costruzione dell'azione con passaggi e smarcamenti , piuttosto che con lanci lunghi e azioni personali insistite.

Non ho mai allenato gli allievi , ma se un giorno dovesse capitarmi penso che quella sia la categoria ideale in cui poter iniziare ad applicare la zona : gradualmente e solo quando il concetto di marcatura individuale dimostra di essere stato ben recepito; se i 3 principi sopra esposti ( concentrazione sul lato forte , squadra corta ed elastico difensivo ) sono stati proposti nella categoria precedente è sufficiente che i difensori imparino a scalarsi le marcature per avere una "zona di fatto" : potrebbe essere l'obiettivo per il primo anno di allievi.

Nel 2° anno di allievi , dopo questo lungo percorso , si potrebbe passare a sviscerare tutte le possibili situazioni ( 3c2 , 4c3 , 6c4 , 11c6 ecc ecc ) e svolgere i classici esercizi che spopolano nei libri di didattica della zona. Proporli già nel 1° anno di giovanissimi ( o addirittura negli esordienti ) , quando ancora i ragazzi non sanno neanche marcare a uomo e fanno fatica a seguire anche un solo punto di riferimento , secondo me è solo controproducente. Se poi si allenano gli esordienti dell'Inter , contro i quali ci è capitato di fare un'amichevole lo scorso anno , è ovvio che tutto è possibile!

Monday, November 26, 2007

Veri campioni : Julio Gonzalez

Non ho intenzione di rubare il lavoro agli amici del sito educalcio.it , ma rovistando su youtube alla ricerca di video calcistici mi sono imbattuto in una storia che merita di essere raccontata , quella del calciatore paraguaiano ex Vicenza Julio Gonzalez. Mi è subito venuta in mente , per associazione , la storia di Kirk Kilgour ed ho così avuto l'idea di inaugurare la sezione del blog "veri campioni" ( a Kilgour sarà dedicato un prossimo post ).

Il termine campioni non è scelto a caso , perché nel dizionario della lingua italiana ( De Mauro - Paravia ) fra le varie accezioni ha sia il significato di atleta particolarmente bravo e di grande fama ( sostenere il proprio c. è una squadra di campioni ) , che quello di chi difende, sostiene una causa, un ideale ( c. della fede, c. della libertà ).

Questa è la storia , tratta dal sito kataweb.it/sport :

ASUNCION - Un sogno che sembrava impossibile e che si avvera. A due anni dal terribile incidente automobilistico in seguito al quale subì l'amputazione del braccio sinistro, Julio Gonzalez torna a giocare una gara da professionista. L'ex giocatore del Vicenza è tra i convocati del Tacuary, che affronta l'Olimpia per la nona giornata del torneo Clausura in Paraguay. L'annuncio della convocazione e dell'impiego del giocatore è arrivato dal presidente del Tacuary, Francisco Ocampo, il quale ha spiegato come il l'attaccante scenderà in campo senza la protesi al braccio. "Ho passato momenti molto difficili nella mia vita, ma non ho mai smesso di credere in Dio che ora mi dà un'altra volta l'allegria e la possibilità di fare quello che più mi piace: giocare a calcio", queste le parole di Gonzalez.

Tanta terapia e soprattutto tante delicate operazioni dopo le quali gli era stato detto che per lui il calcio era un capitolo chiuso. Ma la fede in Dio e la forza di volontà ne hanno permesso il ritorno in campo, con il Tacuary che nel giugno scorso lo ha messo sotto contratto. Per Gonzalez si tratta di un ritorno, avendo giocato nel club prima di arrivare in Europa: "La mia famiglia mi ha appoggiato in tutto ed io ho fatto tutto quello che era possibile per realizzare questo sogno. Nella vita di tutti i giorni uso un braccio ortopedico, ma sono preparato per giocare senza. In Italia sono stato un anno in un centro di riabilitazione e questo mi ha aiutato molto. Sono grato al Tacuary e a Francisco Ocampo, perchè sin dall'inizio hanno fatto di tutto perchè io potessi tornare a giocare. La vita è tanto bella, e ancora di più se uno pensa che qui ed in tutto il mondo ci sono problemi. Per questo motivo, la speranza e l'allegria non si devono mai perdere".


E questo è il video dal sito gazzetta.it :

Friday, November 23, 2007

Tecnica di Base e Tecnica Applicata ( o Tattica individuale )

Mi è capitato spesso in questi due anni di esperienza da istruttore di provare a calarmi nei panni dei ragazzi che alleno e così mi sono trovato talvolta nella paradossale situazione di analizzare il mio trascorso da calciatore con occhio da allenatore.

A lacune che mi erano note a suo tempo ( prima su tutte una scarsa tenuta atletica , soprattutto una pessima resistenza alla velocità ; ero per dirla con l'appellativo di un mio amico "lo spadino Robbiati dei poveri" perché davo il meglio sulla distanza dei 25-30 minuti , terminato il bonus di sprint e dribbling tanto valeva che mi sostituissero , non a caso le migliori le ricordo partendo dalla panchina), mi sono accorto che ero in possesso di una buona tecnica di base ma non mi hanno mai insegnato davvero bene la tecnica applicata ( ovviamente parlo di settore giovanile , perché una volta arrivati in prima squadra il dado è tratto).

In termini formali la tecnica applicata è l’insieme degli accorgimenti che rendono la tecnica di base utile, redditizia ed economica. Per farla breve la tecnica applicata è l'uso della tecnica di base in presenza dell'avversario e dei compagni : richiede la diversificazione del gesto in base alla situazione di gioco , pertanto presuppone un pensiero tattico ed è il motivo per cui viene detta anche tattica individuale.

Calciare è ad esempio un gesto della tecnica di base ( gli altri sono ricevere , guidare , contrasto , colpo di testa , rimessa laterale poi c'è la tecnica del portiere ) : passando alla tecnica applicata il calciare si diversifica in "tirare" e in "passare" a seconda della situazione. La ricezione è tecnica di base : il controllo e la difesa della palla sono tecnica applicata perché la ricezione va orientata in funzione dei compagni e degli avversari.

Come un genitore che cerca di dare ai propri figli quello che non hanno mai avuto , così negli allenamenti io mi soffermo molto su questo aspetto : 10-15' al massimo per eseguire analiticamente il gesto tecnico poi subito l'avversario ( prima passivo , poi attivo ) , cercando di riproporre il maggior numero possibile di situazioni che si possono incontrare in partita.

Una situazione lampante di "tecnica NON applicata" che abbiamo analizzato in allenamento è quella in cui è incappato A.F. in questo video :


L'analisi ci è stata molto utile per affrontare la ricezione a seguire (di controbalzo) : dei 4 possibili modi in cui poteva essere eseguita la ricezione a seguire ( interno dx , interno sx , esterno dx , esterno sx ) due ( esterno sx e interno dx ) avrebbero permesso ad A.F. di trovarsi solo solo davanti al portiere perché disponeva di almeno due metri di vantaggio dal diretto avversario . Malaguratamente A.F. ha scelto di ricevere la palla proprio interno sx , allontanandosi dalla porta e avvicinandosi all'avversario , vanificando i due metri di vantaggio che si era conquistato con un bello smarcamento in una bella azione ( che era iniziata proprio da lui che era venuto a fare la sponda e si era liberato in profondità per ricevere il passaggio in 5° battuta ).

Tuesday, November 20, 2007

Tesina di Teoria e Metodologia dell'Allenamento - Corso Allenatore di Base

Pubblico la tesina relativa all'insegnamento di Teoria e Metodologia dell'Allenamento tenuto dal Prof. Fausto Cannavacciuolo al corso di allenatore di base di Filottrano.

Trattasi di una tesina di gruppo , quindi prima della pubblicazione ho provveduto ad avvisare i compagni di corso cui "spetta parte del copyright" : ne approfitto per salutarli qualora dovessero capitare da queste parti. A quando la famosa cena post-diploma?