Thursday, January 17, 2008

Tecnica applicata ( alla perfezione )

Giusto qualche post fa si parlava di quanto una ricezione orientata possa diventare decisiva , soprattutto nei pressi dell'area di rigore ( "la differenza di un tocco" , recitava un articolo del nuovo calcio lo scorso anno e mai titolo fu più appropriato).

Il debutto di Pato mi ha permesso di riaffrontare l'argomento coi ragazzi , dato che l'attesa mediatica senza precedenti rivolta all'evento ha fatto si che quasi tutti avessero visto il goal in questione : se è vero che il calcio dei professionisti ha il demerito di trasmettere ai nostri giovani tanti atteggiamenti negativi ( simulazioni , infinite sceneggiate dopo gli infortuni , bestemmie , ecc ), almeno cerchiamo di sfruttarlo a nostro favore per quanto riguarda l'insegnamento dei fondamentali tecnici e tattici.



Nella discussione a margine dell'allenamento qualche ragazzo mi ha obiettato che , data la similitudine fra la situazione di gioco in oggetto e quella che avevamo analizzato in precedenza in riferimento allo stop sbagliato di A.F. ( difensore alla sinistra del ricevente , in linea o in leggero ritardo rispetto a questi ) , la soluzione migliore sarebbe stata la ricezione a seguire verso la porta ad allontanarsi dal difensore , mentre Pato ha orientato inizialmente lo stop proprio "andando incontro al difensore".

Che dire : obiezione senz'altro pertinente e gradita ( quantomeno dimostra che i ragazzi hanno compreso bene l'argomento ) e in effetti penso che il 99% dei giocatori avrebbe fatto proprio questo , mettendo il corpo fra palla e difensore e cercando di non farsi spingere troppo verso l'esterno da questi. Poi c'è quell'1% di giocatori , che non a caso vengono detti "fuoriclasse" , che scelgono la soluzione più difficile facendola sembrare facile : il ritardo del difensore era minimo , ma lasciava comunque una "finestra" di qualche frazione di secondo per infilarsi e affrontare il portiere centralmente anziché da posizione defilata. Con "un tocco che fa la differenza" Pato ha infilato quella finestra guadagnadosi un tiro con lo specchio della porta almeno doppio a quello che avrebbe avuto tirando da posizione più defilata.

Saturday, January 12, 2008

Insegnamo ai nostri ragazzi a "prevedere il futuro"

Il titolo del post è chiaramente una boutade , ma l'argomento sotteso è quanto mai serio e importante : il calcio è sempre più un gioco dinamico e un giocatore che è in grado di intuire come evolverà una situazione di gioco nell'arco di qualche secondo può fare la differenza rispetto a chi non ha questa capacità.

Si tratta di una capacità complessa , perché si articola su più livelli e coinvolge abilità diverse :

1) ad un primo livello , che potremmo definire di "previsione coordinativa" (i puristi delle scienze motorie storceranno il naso) , vengono coinvolte le capacità di anticipazione motoria , che permette ad esempio di intuire dove finirà il cross di un compagno o il lancio di un avversario , e la capacità di differenziazione motoria , che permette ad esempio di dosare un passaggio sullo spazio in base alla velocità di corsa del compagno.
Vi è mai capitato di vedere un vostro giocatore, lanciato a velocità sostenuta, servito con un passaggio "sull'uomo" anziché "sullo spazio" , costretto a rallentare se non addirittura arrestare la corsa , sciupando magari un'occasione importante? E' indice che chi ha eseguito il passaggio è carente già a livello di "previsione coordinativa". Mi è capitato ad esempio con diversi ragazzi del '94 che quest'anno sono stati aggregati al gruppo dei '93 , che seguo da un biennio e che hanno maggiormente affinato queste capacità.

2) un secondo livello , che potremmo definire di "previsione tattica" , riguarda la capacità di osservare la disposizione di compagni e avversari e interpretare uno spazio vuoto come un'opportunità di passaggio. Questa capacità è ben riassunta da un'affermazione di Massimo De Paoli : Il giocatore deve concepire il vuoto come un pieno di possibili (*). Se l'avversario lo permette , fra tutte le zone del campo libere va sempre preferita quella alle spalle della linea difensiva avversaria e nel biennio trascorso coi '93 ho insistito spesso su questo aspetto ( esercitazioni per l'inserimento in meta ) , tanto da poter dire che "vedono" e "attaccano" la profondità con una certa facilità. Ovviamente non sempre l'avversario lo permette , quindi la capacità di inserimento e passaggio nello spazio va generalizzata a qualsiasi zona del campo ove ve ne sia bisogno in relazione al contesto di gioco : è lo scopo delle esercitazioni di questo post.

Dovendo essere proposte ad un gruppo eterogeneo rispetto a queste due capacità , gli esercizi sono organizzati come una progressione didattica : negli step iniziali si allena la sola "previsione coordinativa" , poi vengono via via introdotte difficoltà situazionali che stimolano anche la "previsione tattica" . Alla base delle esercitazioni stanno alcune forme di collaborazione in fase di possesso palla fra 2,3 e 4 giocatori che abbiamo affrontato lo scorso anno e nella prima fase di questa stagione ( triangolo "dai e vai" , sovrapposizione semplice , sovrapposizione "a 3" , sovrapposizione a 3 con cambio di gioco per un 4° uomo ) rivisitate alla luce del seguente vincolo : sono vietati i passaggi sull'uomo e sono permessi solo passaggi sullo spazio(*) .

La successione degli step della progressione può essere riassunta come segue :

1) Esercitazioni puramente analitiche : lo spazio di gioco è rigidamente delimitato , non ci sono avversari , lo sviluppo dell'azione è obbligato;

2) Esercitazioni pre-situazionali senza avversario : pur mantenendo la delimitazione dello spazio e l'assenza di avversari , si introduce una prima difficoltà tattica chiedendo di scegliere lo sviluppo di gioco più opportuno in relazione al movimento dei compagni ( tempo e spazio );

3) Esercitazioni pre-situazionali con avversario : continuando a mantenere la suddivisione rigida dello spazio di gioco , la scelta dello sviluppo di gioco dipende dai movimenti dei compagni e di un avversario;

4) Esercitazioni situazionali : eliminando la delimitazione rigida dello spazio cade anche l'ultima semplificazione e l'esercizio è del tutto simile al contesto di gara.

1) ESERCITAZIONI PURAMENTE ANALITICHE

Per tradurre il vincolo del "passaggio nello spazio" in una regola più immediata da comprendere e mettere in pratica da parte dei ragazzi , in questo primo step ho suddiviso lo spazio di gioco in quadrati ; l'unica regola diventa quindi che in ogni quadrato entri prima la palla e (subito) dopo il giocatore : il feedback è immediato e ogni giocatore può autovalutarsi , rendersi conto se ha svolto l'esercizio correttamente o meno ( e in caso negativo correggersi nell'esecuzione successiva anticipando o ritardando i tempi).

Di seguito sono mostrate le suddivisioni del campo per i 4 sviluppi di gioco considerati : per questioni di tempo non ho potuto riportare la successione di passaggi e inserimenti su immagini diverse , così da rendere lo svolgimento più chiaro ; per non confondersi è sufficiente seguire la numerazione accanto alle frecce : le coppie di numeri con l'apice ( 1-1'/2-2'/3-3'/4-4' ) indicano due gesti da eseguire in rapida successione ; riguardano quasi sempre l'ingresso di palla e giocatore nel quadrato : perché il passaggio nello spazio sia efficace e non una palla regalata all'avversario , l'attacco al quadrato da parte del ricevente deve cominciare prima che parta la palla ( dettare il passaggio ) e terminare immediatamente dopo che è questa è entrata.

1A) triangolo "dai e vai" :




alcune annotazioni :

- ho fatto precedere il triangolo da una guida della palla in slalom da parte del giocatore A e da un contromovimento da parte del giocatore B , per evitare di far partire i giocatori da fermo , condizione difficilmente riscontrabile in gara e che spesso toglie ritmo all'esercitazione. Lo slalom introduce inoltre un riferimento temporale per il giocatore B , che deve eseguire il contromovimento in modo da entrare nel proprio quadrato un attimo dopo che vi è entrata la palla : poiché il gioco si svolge a coppie fisse , dopo qualche esecuzione B dovrà capire se iniziare il contromovimento quando A è al 1° birillo , al 2° , al 3° , ecc. La semplificazione verrà meno quando il gesto verrà ripetuto senza l'ausilio dei quadrati e dello slalom , ma a quel punto i tempi di esecuzione dovranno essere assimilati.

- sono stati previsti due quadrati successivi per stimolare la capacità di "previsione coordinativa" di chi è ancora carente sotto questo punto di vista ; il giocatore che "chiude il triangolo" deve scegliere se farlo nel primo o nel secondo quadrato in base alla posizione e alla velocità del compagno : se al momento del passaggio 3 il compagno è già entrato nel 1° quadrato andrà servito sulla corsa nel quadrato successivo ( figura 2 ) ; se invece non è ancora entrato potrà essere servito con un passaggio in orizzontale sul 1° quadrato , possibilmente con un passaggio smorzato a mo' di sponda per facilitarne la conclusione di prima intenzione ( figura 1 ). Il dato fondamentale è che , una volta terminato lo slalom e trasmessa la palla a B , A dovrà tentare di concludere nel minor tempo possibile senza preoccuparsi di modificare la propria corsa e sarà cura di B dosare il passaggio per far si che questo avvenga. In definitiva possiamo dire che il metro di giudizio per valutare la capacità di "previsione coordinativa" di B è proprio l'omegenità della corsa di A.


1B) sovrapposizione




1C) sovrapposizione a 3 giocatori



- questo sviluppo di gioco è l'ideale per insegnare ai ragazzi il movimento a mezzaluna , utile per inserirsi efficacemente alle spalle di una difesa in linea , riducendo il rischio di finire in fuorigioco. Se infatti il giocatore A , terminato lo slalom , puntasse direttamente il quadrato finale senza preoccuparsi dei tempi di esecuzione del passaggio a muro di B per C , con molta probabilità si troverebbe oltre la linea dei difensori ( simboleggiata dai cinesini di colore giallo in figura ) prima che C esegua il passaggio in profondità. Per questo motivo , approssimando la mezzaluna con una spezzata , si può chiedere ad A di effettuare una corsa in diagonale verso il cinesino di colore blu ( con lo sguardo rivolto verso B e C per osservare i tempi di svolgimento dell'azione ) per poi attaccare rapidamente la profondità ( il quadrato , in questo caso ) solo pochi istanti prima che C esegua il passaggio conclusivo.

1D) sovrapposizione a 3 giocatori con cambio di gioco per un 4° compagno



2) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI SENZA AVVERSARIO

Si parla di esercitazioni pre-situazionali , perché in queste esercitazioni si chiede ai ragazzi di scegliere , fra due possibili sviluppo di gioco , quello più opportuno in relazione al contesto di gioco. Poiché però sono assenti gli avversari , valutare il contesto di gioco significa scegliere la soluzione più opportuna in relazione al solo movimento dei compagni. L'attenzione va quindi focalizzata sulla traiettoria e sulla velocità della corsa dei compagni : si tratta di una fase intermedia in cui la "previsione coordinativa" va messa a servizio della "previsione tattica".

2a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

l'azione comincia come in figura 5 , ovvero con il giocatore A in guida della palla , B che viene incontro accentrandosi a ricevere il passaggio e C che accompagna lo slalom di A restando a sostegno per l'eventuale appoggio di C. A questo punto A sceglie se puntare direttamente la profondità oppure allargarsi per eseguire il movimento a mezzaluna : B dovrà comportarsi di conseguenza , con l'obiettivo di servire A oltre la linea dei difensori senza farlo finire in fuorigioco. Pertanto , se A punterà direttamente la profondità , sarà preferibile che B lo serva chiudendo il triangolo ( dai e vai ) , se invece A si allargherà per eseguire il movimento a mezzaluna , sarà preferibile che B giochi di sponda per C il quale servirà a sua volta A.

2b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: l'azione comincia come in figura 6 e prosegue allo stesso modo con il passaggio di A per B e la sponda di questi per C. A questo punto C si troverà fronte alla porta con due compagni ( C che ha iniziato l'azione e D che non ha ancora preso parte al gioco ) che stanno tentando di inserirsi oltre la linea dei difensori. Se entrambi si stanno inserendo con il tempo giusto la scelta è indifferente , ma è più probabile che almeno uno dei due possa sbagliare l'inserimento :

a) anticipando i tempi e rischiando quindi di trovarsi in fuorigioco

b) attardando i tempi col rischio , per quanto detto a proposito della previsione coordinativa , che il passaggio nello spazio diventi facile preda degli ipotetici difensori ( rappresentati , ricordiamo , dalla linea di cinesini )

C dovrà quindi valutare quale dei due compagni che si stia inserendo con maggiore sincronia e comportarsi di conseguenza.

3) ESERCITAZIONI PRE-SITUAZIONALI CON AVVERSARIO

In questo step s'introduce l'ulteriore difficoltà costituita dalla presenza dell'avversario , pur mantenendo la semplificazione data dalla rigida suddivisione in quadrati dello spazio di gioco.

3a) Scelta pre-situazionale fra triangolo dai e vai e sovrapposizione a 3 :

come nell'esercizio 2a il giocatore B che viene incontro a ricevere palla , si trova a scegliere se servire direttamente A chiudendo il triangolo in profondità oppure appoggiare per C che a sua volta serve A; la scelta dipende però dal comportamento di un difensore che , partendo alle spalle di C , viene messo a marcare l'attaccante :

a) se il difensore resta alle spalle di B , impedendogli di girarsi di quel tanto che è necessario per chiudere il passaggio di ritorno in profondità verso A , il triangolo verrà chiuso attraverso il passaggio a muro su C

b) se il difensore tenterà l'anticipo , lasciando a B la possibilità di girarsi anche parzialmente , questi chiuderà il triangolo direttamente per B.

3b) Scelta pre-situazionale fra sovrapposizione a 3 e cambio di gioco per un 4° giocatore: oltre al difensore in marcatura su B , viene introdotto un secondo difensore che , partendo dal cinesino rosso in figura 7 , sceglierà per tempo quale dei due andare a difendere. Rimarrà quindi per C , che deve piazzare il passaggio decisivo , una sola soluzione libera a differenza delle due possibili nell'esercizio 2a.

In questa fase , più che al recupero della palla , il movimento del 2° difensore dovrà essere orientato a forzare la scelta di C in condizioni di pressione temporale : è preferibile quindi che tale compito venga svolto dall'allenatore stesso , che attaccando uno dei due quadrati proprio mentre C sta ricevendo il passaggio a muro da B , solleciterà la scelta del quadrato libero nel minor tempo possibile.

(*) Note : lo spunto per gli esercizi presentati è nato proprio da una serie di articoli di Massimo De Paoli intitolati il tempo del passaggio e il tempo dell'inserimento. Come è noto , però , gli esercizi di De Paoli per essere compresi ed assimilati dai ragazzi necessitano della conoscenza di tutta una serie di terminologie e suddivisioni dello spazio di gioco ( castello , zona di costruzione , zona cieca , ecc ) che i miei ragazzi ovviamente non hanno. Hanno invece imparato a conoscere , in questo biennio trascorso insieme , la terminologia e gli sviluppi di gioco relativi alle forme di collaborazione fra 2 , 3 e 4 giocatori quali il triangolo dai e vai , la sovrapposizione semplice , la sovrapposizione a 3 giocatori , la sovrapposizione a 3 con il cambio per un 4° compagno : seguendo il principio della progressione didattica dagli esercizi conosciuti agli esercizi nuovi , ho deciso di innestare i nuovi stimoli riguardanti la previsione coordinativa e tattica su questi concetti ormai assimilati.

Friday, January 4, 2008

"Back to back" e "Coast to coast"

Scritte così sembrerebbero l'ultimo tormentone di striscia la notizia , invece si tratta di due delle esercitazioni più proficue per l'allenamento della resistenza con la palla : il back to back per la resistenza lattacida e il coast to coast per la potenza aerobica.

Premetto che non le ho certo inventate io : il "back to back" ce lo ha presentato anche il Prof. Cannavacciuolo al corso di allenatore di base , sebbene mi fosse già noto perché l'avevo già letto su fare calcio.it".

Il "coast to coast" ricordo che me lo proponevano anche i miei mister quando giocavo , sebbene non l'abbia mai sentito chiamare così; l'ho rinominato in questo modo sulla falsa riga del "back-to-back" perché in questo modo rende subito l'idea di qual'è lo scopo del gioco : partire da una porta e andare a segnare nell'altra.

Si gioca a tre squadre a tutto campo ( diciamo per semplicità rossi , blu e gialli ) , anche se le zone di gioco effettivo si limitano alle due aree o alle due zone comprese fra la 3/4 campo e la linea di fondo.

Andiamo per fasi :

1) i blu ricevono dal portiere e devono uscire palla al piede dalla propria area ostacolati dai rossi;



2) conquistata la zona centrale ( dove non vi sono avversari ) , devono raggiungere l'altra area a passo sostenuto : si deve mettere un vincolo temporale allo svolgimento dell'azione , ad esempio 20 secondi da quando si riceve palla dal portiere a quando si conclude;



3) arrivati all'area di rigore devono concludere entro il tempo stabilito , contrastati dai verdi.



Terminata l'azione i gialli ricevono palla dal portiere e si ricomincia dal punto 1.



Dal punto di vista condizionale le capacità allenanti di questo esercizio sono molto molto valide , provare per credere : stabilendo un tempo limite per l'esecuzione dell'intera azione in 20 secondi , equivale a un intermittente 20''+40'' in cui i primi secondi dei 40 sono di recupero attivo ( si deve ritardare l'uscita dall'area della squadra in possesso palla ) così come gli ultimi ( si deve impedire alla squadra in possesso palla di segnare ); nel tempo restante il recupero è passivo, ma la squadra si riorganizza per affrontare un nuovo attacco degli avversari, quindi il tempo che si rimane fermi è davvero minimo. Stimolando il giusto clima di competitività fra le 3 squadre , si evitano quelli che sono i due principali svantaggi dell'allenamento atletico con la palla come ad esempio il 3vs3 o il 4vs4:

1) la disomogeneità del carico rispetto alle caratteristiche tecnico-tattiche dei giocatori : il rischio è che la squadra con migliori capacità tecnico-tattiche faccia "girare a vuoto" la squadra avversaria , per cui la prima svolge un carico di lavoro inferiore al previsto e l'altra viene sovraccaricata;

2) la difficoltà ad imprimere alta intensità nelle categorie inferiori : come ho detto più volte , nei giovanissimi provinciali l'aspetto più difficile da insegnare non sono i fondamentali tecnici o tattici ma è la cultura del lavoro e la volontà di svolgere ogni allenamento alla massima intensità.

Anche dal punto di vista tattico l'esercizio stimola molti aspetti importanti :

1) inanzitutto la capacità di portare a termine una transizione arrivando a concludere in porta con pochi passaggi e nel minimo tempo possibile ( e le statistiche dimostrano come i goal originati dalla perdita del possesso della squadra avversaria sono in numero molto maggiore dei goal che finalizzano lunghe azioni manovrate ). Qui sotto un contropiede "esemplare" che abbiamo portato a termine contro la Biagio Nazzaro e che mi ha lasciato particolarmente soddisfatto , anche se non si è concluso con la rete:



2) l'ampiezza e la mobilità : è difficile andare a concludere in pochi tocchi se la difesa è chiusa e schierata; al momento di entrare in area i ragazzi dovranno quindi compiere movimenti per allargarla ed eludere le marcature , in particolare tagli e sovrapposizioni;

3) lo scaglionamento : soprattutto nell'esecuzione con squadre da 5 o 6 giocatori , già nella fase di transizione attraverso la zona centrale chi attacca dovrà disporsi su più linee , perché altrimenti le possibilità di passaggio (e quindi di conclusione) risultano drasticamente ridotte. Al momento di affrontare i difensori vi saranno quindi uno o due giocatori che entrano prima degli altri in area giocando di sponda per gli avversari rimasti fuori.

Il metodo migliore per proporre ai ragazzi gli accorgimenti dei punti 2 e 3 è il cosiddetto "globale-analitico-globale" : ipotizzando 3 manches da 5' o 6' ( corrispondenti come carico di lavoro a 3 serie di intermittente 20''+40'' ) nella prima si lascernno i ragazzi liberi di sbagliare; nella pausa fra la 1° e la 2° ripetizione si analizzeranno gli errori commessi e si proporranno movimenti analitici per risolverli nella 2° manche; nella 3° manches si tornerà a lasciare piena libertà ai ragazzi , così che i movimenti richiesti nella 2° manches vengano percepiti come delle proposte e non come delle imposizioni , che ciascun giocatore può utilizzare o meno in base alla situazione di gioco e al proprio pensiero tattico individuale.